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Ultimi interventi

  • Il sesso "tira" sempre

    Il sesso, lo sappiamo tutti, gioca un ruolo centrale nella vita degli esseri umani. In nome del sesso ogni civiltà realizza i suoi riti, costruisce le sue difese, imbastisce i suoi rituali. Così accade dalla notte dei tempi, a partire dalla foglia di fico che Adamo usò per coprire ciò che non sapeva, prima di "conoscere" Eva. Così accade oggi di notte e di giorno, al nord come al sud, ad est come ovest. "Muscoli" che nascondono il mistero della vita, una vita fatta di amore e di piacere, di dolcezze e di trasgressioni, di tradizione e di novità, in ogni forma d'arte umana. Inclusa la scrittura. Anche se, dopo l'avvento dell'immagine, la parola si colloca al secondo posto nel mondo della comunicazione.

  • Un buco in testa

    Questa volta voglio parlare della testa di questo bibliomane. Si tratta della mia testa. Il punto più critico di ogni essere umano. E per giunta la parte posteriore, la cosi detta "bozza parietale". Quella zona che non possiamo vedere perchè collocata esattamente dietro la nuca. La puoi osservare soltanto per mezzo di due specchi che si incrociano nella loro luce. Bene, proprio al centro, lì dietro, c'era qualcosa che da diversi anni cresceva e non intendeva fermarsi nella sua crescita.

  • Lettera di Natale

    Gentile Signore, non so se leggerà questa mia lettera. Immagino che ogni giorno sarà sommerso di messaggi, di lettere, di post, di articoli, interviste, dichiarazioni, interventi, su blog, siti, giornali, riviste, cartacee e virtuali, tutti scritti a penna, a macchina, in sms, email, video e quant'altro. Sarà certamente inondato da questa corrente comunicativa ininterrotta di gente che chiede, questua, propone, attacca, richiama, rimprovera, lamenta, ricorda ... Non so davvero come Lei possa fare a gestire tutto questo bla bla. Non credo, perciò, che questo post, su questo post virtuale sconosciuto, di un sito, in un piccolo paese di nome Italia, in un posto chiamato Europa, su uno dei milioni e milioni dei pianeti da cui è formato l'universo, potrà mai cadere sotto i suoi occhi.

  • L'arte della lettura

    Alcune considerazioni estetiche, per così dire, sulla relazione che si stabilisce tra il libro e il lettore. Un libro non è completo fino a quando non finisce nelle mani del lettore. Sembra una considerazione banale, ma non tutti se ne rendono conto, specialmente chi scrive e spera di essere letto. Soltanto quando finisce nelle mani del suo compagno naturale allora il libro comincerà il suo completamento. Abbiamo detto comincerà perché, in effetti, allorquando lo stesso libro passerà nelle mani di un altro lettore, questo completamento continuerà. Il destino del libro, insomma, è nelle mani del lettore. “Pro captu lecotoris habent sua fata libelli”, è stato scritto dallo scrittore latino Mauro Terenziano, “i libri hanno il loro destino legato alle capacità dei loro lettori”, ed è vero. E’ il buon lettore che fa grande un libro. In ogni libro egli trova brani ed occasioni che si addicono ai suoi gusti, al suo stato d’animo, alle sue aspettative. Sta a lui trarre profitto dal libro che ha tra le mani.

  • Il piacere dei libri

    Leggere per leggere. Molti lo fanno ed è un piacere che solo chi lo prova può davvero apprezzarlo. Leggere cioè non per studio, ricerca, critica o altro. Ma solo per piacere di vagare da pagina a pagina, senza un compito ed una meta precisi, senza un assillo, senza una impellenza. Il piacere di farlo tanto per farlo, per uscire dalla condizione mortale in cui ogni uomo è costretto a vivere. Thomas Carlyle addirittura affermò che ci fosse in ogni uomo il “Diritto di leggere” “una crudele ingiustizia se lo si priva di farlo”. E’ vero che, comunque, leggere non è e non può essere un “dovere” e perciò se è un piacere, tanto meglio, altrimenti è solo una perdita di tempo. Orazio ebbe, a dire con grande intelligenza, “Lectio, quae placuit, decise repetita placebit”, “ciò che leggiamo con piacere lo rileggiamo con lo stesso piacere”. Questo perché il desiderio dello spirito non è mai soddisfatto e fine a se stesso, ma continuamente aumentato quando questi desideri vengono condivisi con gli altri. E allora, come chi viene invitato ad una festa a mangiare, lasciamoci tentare dalla scelta, decidendo di leggere ciò che ci piace.

  • Morfologia dei libri

    Dare uno sguardo all’anatomia dei libri non fa male. Aiuta a capire non solo chi scrive i libri ma anche chi li stampa, li pubblica e li legge. Contrariamente a quanto si possa pensare anche l’aspetto fisico, estetico ed esteriore dei libri può ben avere a che fare con la bibliofilia o, peggio, con la bibliomania. Sono malattie che nella fisicità dell’aspetto esteriore dei libri, nel modo in cui sono stampati, rilegati, messi insieme, prodotti, esposti, sistemati negli scaffali delle librerie personali, o nelle biblioteche del mondo, trovano la diffusione del virus.

  • Capitolo I - "Dei libri in generale"

    I libri, ha scritto Richard Whitlock nella sua “Zootomia” pubblicata nel 1654, sono la migliore e la più nobile creazione dell’uomo. “I libri fanno compagnia, sono i migliori amici, sono i consiglieri nei dubbi, confortano nel dolore, sono la prospettiva del tempo, il porto per il navigante, il cavallo per il viaggiatore, la migliore ricreazione per l’uomo indaffarato, l’oppio per il pesante ozio, l’ordine per le menti, il giardino della natura, la semenza per l’eternità. Non sono solo più che ricchezza, essi sfidano le cose più belle del mondo. Sono lo specchio dei consigli con i quali noi possiamo vestirci, sono il migliore affare della nostra vita. Sono consiglieri impagabili, tutori sempre presenti, di facile consiglio e accesso; essi non respingono mai nessuno e nessuno è mai deluso da essi”.

  • Introduzione all’ “Anatomia della Bibliomania”

    In una premessa, scritta in forma di lettera diretta ai lettori, prima di presentare i ventitre capitoli del suo libro intitolato “Anatomia della Bibliomania”, Holbrook Jackson dà ragione della sua ricerca sull’argomento perché ritiene che “il vero studio dell’umanità sono i libri”. La sua convinzione è supportata da questa citazione tratta dal noto romanzo di Aldous Huxley “Giallo cromo” scritto nel ventesimo secolo. La stessa è confortata da un’altra citazione dello stesso tono fatta già nel seicento dal grande poeta metafisico inglese John Donne il quale, in uno dei suoi famosi “Sermoni”, scrisse che “il mondo è come un grande e Volume e l’uomo l’indice del Libro”. Se queste sono le conclusioni, esse sono simili alla premessa che gli serve per dar modo di spiegare le ragioni della sua scelta in termini “anatomici”, seguendo il metodo usato da Robert Burton nel suo famoso libro sull’ “Anatomia della Melanconia”.

  • “Anatomia della Bibliomania” in 32 capitoli

    Tante sono le sezioni nelle quali Holbrook Jackson distribuisce la sua mania per i libri classificandoli per autori, generi, tendenze, correnti, luoghi, gusti, tradizioni, culture e via discorrendo. All’inizio dà una panoramica generale della situazione nella quale definisce quali sono le qualità dei libri, ne tesse le lodi, opera confronti, ne definisce la dipendenza, conia addirittura parole nuove e strane, come quando parla di “biblioantropomorfismo” e di libri che sono come microcosmi che sopravvivono ai monumenti, simili a dei, quindi immortali, tanto da poter causare pericolose follie bibliomaniacali.

  • Biblioanatomia: “Anatomia della Bibliomania"

    Diamo vita ad una nuova sezione di Bibliomania: Biblioanatomia, ovvero “Anatomia della Bibliomania”. Gli uomini, le parole, i libri ne fanno parte di diritto, anzi ne sono le parti fondanti. Gli uomini per vivere hanno bisogno di parole. Le parole, se vogliono sopravvivere al loro tempo, devono trovare spazio nei libri. I libri sono le parole degli uomini dettate al tempo. Un triangolo virtuoso che ci coinvolge ogni giorno nel cammino dell’esistenza, che rinnova il lessico del mondo, che alimenta la biblioteca infinita della storia umana. Uomini che pensano, parlano, leggono, scrivono, ascoltano le parole. Parole che nascono, invecchiano, scompaiono e ricompaiono, nuove e diverse, antiche e moderne, utili e inutili. Libri che portano idee e sentimenti, trascrivono momenti e riflessioni, tramandano speranze ed illusioni. Segnano il tempo sulla bocca degli uomini, sulla pagina stampata, sui nastri magnetici fatti di bits e bytes. Di tutto questo è fatta la Bibliomania.