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  • Quante Italie?

    La percezione dell’età dell’Italia come Stato e come Nazione la si può avere soltanto in relazione al tempo trascorso durante il quale le varie generazioni si sono susseguite nel corso di questi 150 anni che ci accingiamo a festeggiare.

  • Chi è l'Italiano vero?

    Sono passati quasi trenta anni da quando un noto cantante scrisse una canzone sugli Italiani. Ha fatto il giro del mondo. L’ho sentita cantare all’estero, addirittura al posto dell’inno di Mameli. Sono cose che accadono quando si scatena l’ ”italomania” degli italiani emigrati in ogni parte del mondo. E’ lecito allora chiedersi, in occasione dei festeggiamenti dei 150 anni dell’Unità d’Italia, se l’Italiano sia questo, oppure se è anche questo e se lo è mai stato.

  • "Che fine ha fatto il futuro?"

    “Il mistero della vita, scrisse una volta Francesco de Sanctis, è che il tutto non comparisce mai come tutto, ma come parte”. Ed è appunto come “parte” che si presenta e si manifesta la vita degli uomini. La vita di ogni uomo: prigioniera del tempo.

  • Chi-cosa-quando-dove-perchè

    Chi? Un giovane tifoso ucciso in auto da un poliziotto. Cosa? Un colpo di pistola sparato, si dice, in aria da un poliziotto. Dove? Davanti ad un autogrill in autostrada, una presunta rissa tra tifosi. Quando? Una domenica di novembre in questo paese. Perché? Tutto ancora da accertare. Un colpo in aria? Un poliziotto impazzito? Una ennesima rissa ? Tifosi guerriglieri? Quanto mai attuale questo post legato a quanto è accaduto ieri. Ovviamente scatteranno le indagini della polizia, il ministro degli interni risponderà alle inevitabili domande, i magistrati esplicheranno il loro compito visionando filmati, facendo interrogatori, i giornalisti scriveranno fiumi di parole, i politici accentueranno le posizioni politiche, gli organi competenti sportivi sospenderanno le partite, i bloggers si scateneranno, si celebreranno i funerali, due e più famiglie piangeranno. Un giovane tifoso morto ammazzato senza un perché. Un poliziotto impazzito senza un perché. Il libro della vita del giovane tifoso morto ammazzato è stato scritto e chiuso. Quello del poliziotto assassino si apre e deve essere ancora scritto. Ogni uomo è un libro, ogni libro è un uomo.

  • Credere o non credere ai sondaggi? Questo è il problema

    In un mini sondaggio fatto dalla vostra guida sui “sondaggi”, a questa domanda ho avuto questi risultati: “Se credete che i sondaggi sono balle a chi credete allora?” Risposte in percentuale: Ai libri 25%. Ai politici 18%. Al web 18%. Ai preti 12%. Ai giornali 6%. Alla TV 6%. Ai vicini 6%. Alla polizia 9%. Come bibliofilo/bibliomane dovrei essere soddisfatto. La gente crede nei libri. Chissà per quanto tempo ancora, poi temo che l’evoluzione della specie-libro potrà far cambiare le cose. Ad ogni modo, se volete saperne di più sui sondaggi leggetevi gli estratti di questo libro appena uscito e vi convincerete che nessuno possiede la sfera di cristallo ma tutti credono di saper leggere nel futuro. Anche qualcuno che, pur di ritornare al governo, dice un giorno si ed un altro anche che i sondaggi gli dicono di essere quindici punti avanti sul gradimento della gente dell’attuale governo. Contento lui. Si vedrà poi se le cose stanno così.

  • Chi, cosa, perché, dove, quando? Alla ricerca del senso

    Questi sono gli interrogativi di base intorno ai quali ruota tutta la nostra conoscenza: Chi siamo? Cosa ci facciamo qui? Perché ci siamo? Da dove veniamo e dove andiamo? Quando finirà tutto questo? Ci sono miliardi di galassie nell’universo e miliardi di stelle in ciascuna galassia. In paragone alla vastità dello spazio il nostro sistema solare è soltanto un granello di polvere e la Terra è microscopica. I sei miliardi e oltre di persone sulla Terra si riducono a meno che nulla. Non è solo la nostra piccolezza nello spazio, comunque, a farci sentire insignificanti. Anche la fugacità della nostra esistenza ci fa pensare che la vita sia priva di senso. Ciò nondimeno la nostra mente vuole che abbia un senso. Siamo stati creati per provare questi sentimenti.

  • Le domande dell'Uomo

    Milioni e milioni sono le domande che l'Uomo pone a se stesso e ai suoi simili sulla sua identità, sul suo essere tale, sul suo divenire. Dal tempo dei tempi, in tutte le lingue, sotto tutti i cieli, e chissà ancora per quanto tempo continuerà a porle. C'è un libro che custodisco con grande cura e rileggo con grande passione, trovandovi sempre qualcosa di nuovo e di diverso, al quale nei momenti duri dell'esistenza mi rivolgo sfogliandone le pagine. Un libro fatto di domande, tante domande, alle quali una grande studioso cerca di dare delle risposte. Alcune di esse le ho proposte in un sondaggio al quale il lettore potrà rspondere, se lo riterrà opportuno, dopo di avere letto questo breve articolo. Ho detto che tante sono le domande ma in fondo tutte si riducono ad una soltanto: chi sono io? Il resto viene dopo, conseguenza logica e naturale di una ricerca continua che porta alla ricerca di identità. Le domande dell'Uomo racchiuse in una sola domanda: la domanda di Dio.

  • E tu chi sei? Ovvero: l'incomunicabilità

    Col tempo si dovrebbe imparare a vivere come se si dovesse morire in qualsiasi momento e operare come se non si dovesse mai morire. Spesso mi sono posto questa domanda: se dovessi morire stasera, senza poter comunicare con nessuno, c’è qualcosa che ti dispiacerebbe particolarmente di non aver potuto dire a una persona? E perché non gliel’hai ancora detta? Ecco una possibile risposta che tocca un tasto sensibile della condizione umana: l’incomunicabilità.

  • Una notte di "sabba" nella valle del grifone

    In un’epoca tecnologica come la nostra c’è ancora spazio per l’immaginazione, il mistero, la fantasia? Se la nostra realtà tende all'immaginazione, può l'immaginazione essere realtà? Credi ai fantasmi o agli spiriti maligni? Passeresti una notte in una casa isolata dove, a quanto si dice, “ci si sente”?

  • Ci si può trasferire in capo al mondo per amore?

    La prima domanda è la seguente: saresti disposto, per una persona che ami profondamente, a trasferirti in capo al mondo, sapendo che avresti ben poche probabilità di rivedere i tuoi amici e la tua famiglia?