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  • Gorée, l'isola editrice dei diritti umani

    Gorée è l'isola dell'Atlantico che si trova di fronte alle coste del Senegal, al largo di Dakar. È uno dei luoghi della memoria che maggiormente rappresentano la violenza dell'uomo sull'uomo. Qui infatti venivano raccolti i neri razziati nei vari Paesi dell'Africa e di qui questi uomini venivano imbarcati per le Americhe dove finivano come schiavi. Gorée, dunque, è uno dei luoghi che più rappresentano la violazione dei diritti umani di cui il mondo ancor oggi si macchia.

  • L'Editrice Ufficiale della Santa Sede

    Non può mancare in questi giorni speciali un riferimento particolare ad una libreria che ha una vita più che centenaria, quasi mezzo secolo. Ci riferiamo alla Libreria Editrice Vaticana (LEV) che ha avuto origine il 27 aprile 1587, quando Sisto V fondò la Tipografia Vaticana, della quale condivise le sorti lungo i secoli. Nel 1926 la Libreria fu separata dalla Tipografia ed eretta in organismo autonomo: ad essa fu affidata la vendita dei libri che venivano fatti stampare dalla Santa Sede nella propria tipografia. In seguito, a poco a poco la LEV da Libreria diventò "Libreria Editrice" e oggi è riconosciuta come l'editrice ufficiale della Santa Sede.

  • 365 giorni di libri

    Il nostro portale si evolve e si rinnova: nasce www.365bookmark.it! Naturale sviluppo del progetto nato nel 2001, condensa, anche nel suo nuovo nome, le due esperienze che maggiormente lo hanno caratterizzato: il portale 365 Giorni in Fiera Internazionale del Libro di Torino e l’inserto culturale Bookmark (in edicola tutti i mercoledì con il quotidiano il Riformista), come esplicito riferimento al concetto di “segnalibro".

  • Il labirinto dell'alfabeto

    Sin da quando ero piccolo mi piaceva arrampicarmi sui grandi cassettoni della sala di composizione della tipografia dove i compositori mettevano una dietro l'altra le lettere nel compositore a mano per costruire le righe. Una dopo l'altra e tutte insieme costruivano quella che sarebbe stata detta poi la "forma". Su questa forma compatta di piombo avrebbe ruotato poi un rullo di caucciù impregnato di inchiostro. Su di essa sarebbe poi passato un foglio e sul foglio sarebbe rimasta l'impronta della pagina stampata. Un miracolo per gli occhi di un bambino che pensava di doverle leggere tutte poi quelle pagine che odoravano di piombo e di petrolio. Quella era la storia delle lettere che prendevano forma magicamente nella mia testa dando vita al pensiero. Come una magìa, appunto, è la lettura di questo libro.

  • Più cultura, più lettura, più Paese

    C'è un futuro per il libro nell'attuale panorama culturale? E di che tipo? Nascono per rispondere a questo quesito gli Stati generali dell'Editoria, in programma il 14 e 15 settembre a Roma nella Sala dello Stenditoio di San Michele a Ripa. L'evento, dal titolo "Più cultura, più lettura, più Paese", si pone però un obiettivo ancor più ambizioso: capire come allargare la domanda di cultura, e quindi di lettura, attraverso la rimozione degli ostacoli che frenano gli operatori e la promozione del libro nel contesto degli altri media (che diffondono, come avviene per l'editoria libraria, contenuti culturali, sia pure con altri linguaggi e supporti).

  • Quando la stampa era ancora un’arte

    Nei luoghi di cui si parla nell'articolo ho trascorso gli anni migliori della mia gioventù, tra caratteri e bozze, linotipisti e legatori, tra libri e manifesti. Adesso si chiude un'epoca. Appunto: Chiuso per debiti. Si leggerà fra pochi giorni sulla saracinesca di quella che è stata una delle più importanti tipografie napoletane, la “Stampa et Ars” di via Costantinopoli 102. «Non c’è più lavoro» spiega amaramente il proprietario, Mario Raffone, epigono di tre generazioni di artigiani che con la carta stampata hanno saputo fare l’impensabile: dai manifesti pubblicitari alle litografie di immagini antiche, dai lavori in rilievo ai cataloghi d’arte fino ai libri illustrati da incisioni pregevolissime. Un filo di voce, lo sguardo perso in lontananze inaccessibili. «Non c’è più niente da fare, non ce la si fa più ad andare avanti», ripete con una vena di stanchezza Raffone.

  • Gli 80 anni dell'Enciclopedia Italiana Treccani

    L'Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani ha festeggiato i suoi 80 anni, un cammino intrecciato indissolubilmente con la storia culturale dell'Italia, un'esperienza che da sempre risponde a un bisogno reale di conoscenza e di sapere. Fondato dall'imprenditore lombardo e senatore del Regno Giovanni Treccani, d'intesa con il filosofo Giovanni Gentile, che ne sarà direttore scientifico e direttore editoriale, l'Istituto ebbe all'inizio lo scopo di dare all'Italia, sulla base di quanto era gi à stato realizzato in altri Paesi europei come la Francia, la Gran Bretagna e la Germania, un'enciclopedia nazionale, uno strumento cio è in grado di favorire la diffusione a tutti i livelli della cultura.

  • Imparate il cinese!

    Cresce con un ritmo del 7 per cento l'anno il mercato del libro cinese generando un volume d'affari che si attesta intorno ai 5 miliardi di dollari per 7 miliardi di copie vendute, mentre circa il 60% della popolazione legge regolarmente un libro. Un mercato ancora chiuso e complesso che l'editoria italiana potrebbe penetrare puntando su partnership con imprese cinesi e incentrandosi sul target, in grande espansione, dei giovani lettori.

  • "Contro il libbro" ovvero una Casa Editrice "contro"

    Il libro è ormai un oggetto ostile e nemico, spesso più finto di tanti altri oggetti da supermercato. A volte penso che si dovrebbe fare una campagna contro il “libbro” e contro la lettura. Il pubblico crede di acquistare il lavoro di uno scrittore e si porta a casa il compitino di qualche dilettante, giornalista o personaggio televisivo in generale, e si mette la coscienza in pace. Il pubblico compra quadri insignificanti o semplicemente brutti, ascolta musica di merda. Certo, la nostra “borghesia”, la nostra classe dirigente, continua ad essere la più ignorante d’Europa, ma in questo senso è democratica, si riconosce senz’altro nella cultura da studio televisivo dominante, appartiene alla stessa “fiction”.

  • "Tirature 2005" Autori - Editori - Pubblico

    "I cannibali non mordono più": così recita il titolo del primo saggio di Tirature 2005, l’annuario di attualità e analisi librarie diretto da Vittorio Spinazzola. L’intervento, firmato da Gianni Turchetta, apre la sezione monografica del volume, dedicata quest’anno alla crisi della narrativa giovane o meglio giovanilistica. Alcuni dei cosiddetti "cannibali" (dalla celebre antologia einaudiana Gioventù cannibale, 1996), prima inclini a raccontare storie di violenza e sesso estremo, ora sembrano essersi convertiti alla tenerezza e ai buoni sentimenti o comunque a prove altalenanti, come scrive Turchetta, fra "iperletteratura" e "minimalismo". È il caso di autori come Aldo Nove e Tiziano Scarpa, che, secondo il critico, hanno scritto, negli ultimi due anni, libri deludenti. Anche se – aggiungiamo noi – non ci erano sembrati affatto convincenti neppure i loro esordi.