Ultimi interventi

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  • La paga del bibliomane

    Ha ragione il poeta quando dice "Amor con amor si paga, chi con amor non paga, degno di amar non è." L'amore per i libri è uno dei tanti modi di amare la vita, la gente, il mondo che ci circonda. Ho sospeso per un bel pò di tempo gli inserimenti su questo blog/guida dedicato alla Bibliomania perché era molto tempo che, a noi guide di SuperEva, diventate guide DADA, non ci veniva dato il premio a punti promesso, una forma di incentivazione calcolata in base ad un complicato ed elaborato sistema di accesso/lettura degli interventi postati.

  • Le nuove guide Dada

    Questo è un post che dedico ai miei cinque anni e più di guida nella patologia (libresca o libraria) che va sotto il nome di bibliomania. Cinque anni possono essere molti o pochi, a seconda dei punti di vista e del concetto che ognuno di noi dà alla parola tempo.

  • Un collage di libri al femminile

    Il link che mi accingo a commentare da bibliomaniaco si occupa di libri ma da un punto di vista squisitamente femminile. Le donne, si sa, sono l'altra metà della mela, l'altra faccia dello specchio, l'altra metà del cielo. Non mi costringete a dire troppo di queste splendide creature perchè posso anche sforare ...

  • Sex popping-up

    Alcune osservazioni sulla home delle guide. Tutti sappiamo qual è il più vecchio mestiere del mondo che è anche uno dei più redditizi. Ricordo, una volta, di avere assistito, in un vicolo di Napoli, ad una scena esilarante, che giammai dimenticherò e che era tutta una sceneggiata. Una donna, ancora attraente ma marcata dai segni del tempo e dei dolori della vita, si difendeva dagli attacchi di altre donne in una grande lite a cielo aperto.

  • Un’intervista via email sui libri e sulla cultura attuale

    Nei giorni scorsi ho ricevuto un cortese invito al dialogo da parte del collega guida dada per i racconti italiani Heiko. Mi sono volentieri prestato a rispondere alle sue domande sui libri e sulla situazione culturale attuale qui in Italia e anche altrove. Non che io sia particolarmente esperto della materia, oppure frequentatore di circoli e ambienti letterari ed editoriali, ma credo soltanto perché mi piace scrivere di carta stampata sia in versione a stampa che digitale. Il collega mi ha posto delle domande, alcune anche molto stimolanti ed intelligenti, alle quali ho cercato di rispondere a braccio senza pensarci su troppo. Spero che questa corrispondenza, pomposamente chiamata “intervista”, sia utile ai suoi scopi.

  • Un "mostro" chiamato sesso

    Ho messo in homepage un sondaggio sui “mostri” che ognuno di noi si trova ad affrontare quotidianamente, guidato dalla sua dose di ragione o di libero arbitrio che dir si voglia. Otto sono i “mostri” elencati ma potrebbero essere molti di più. Quelli elencati, comunque, danno il senso ed il segno del problema, o meglio dei problemi, che ogni uomo affronta su questa terra. Temi come il sesso, la religione, le ideologie, la politica, le tasse, sono quanto mai universali, vivono nello spazio e nel tempo che noi concediamo ad essi, ci toccano nella sfera individuale e personale, ma si riflettono sul collettivo e ricadono sulla società nel suo insieme. I mostri “donne” e “sesso” sono strettamente collegati anche se possono essere visti separatamente per diverse ragioni. Sia per gli uomini che per le donne il sesso ha una sua valenza personale e sociale. Anche se ci può essere sesso per gli uomini senza le donne e sesso per le donne senza gli uomini. Il calcio, poi, ha senza dubbio solo una risonanza collettiva pur nascendo come fatto individuale.

  • C'è arte e arte

    L'arte è, da sempre, antipatica. Basta che sia contemporanea. Ai suoi tempi è stato contemporaneo Michelangelo, e già nel 1541 il cardinal Gonzaga riceveva una lettera indignata circa gli «ignudi» della Cappella Sistina. Era un contemporaneo di Caravaggio, grande «refusé» per l'esplicito realismo della sua Vergine sul letto di morte, censurata duecent'anni prima degli impressionisti non ammessi ai Salon parigini. E prima dell'accezione negativa alla base del suffisso -ismo che connota le avanguardie del Novecento, ci sono le molte stroncature coeve ricevute da illustri artisti del passato. Ma oltre alla penna dei critici (Michelangelo s'è beccato del «fanfarone», e Caravaggio ha dovuto attendere un grande storico dell'arte come Roberto Longhi per essere «riabilitato») quante volte è stata la lingua del popolo (oggi si direbbe dei «non addetti ai lavori») a condannare e sbeffeggiare le novità artistiche?

  • Sapete cos'è la sinestesìa?

    Girando per la città, capita di notare persone che, armate di bastone bianco o accompagnate da un cane, camminano seguendo percorsi invisibili. Lungo una traiettoria lenta e precisa, il cieco si muove con uno stile facilmente riconoscibile: punta alla meta certo ma circospetto, si muove dubbioso e spavaldo. A chi, almeno per un istante, non è balenato un pensiero ingenuo, quasi inevitabile: e se quella persona tornasse a vedere, cosa succederebbe? Se i suoi occhi cominciassero a funzionare, che impressioni avrebbe, quanto cambierebbe la sua vita? Il libro prende spunto da questo interrogativo. Più di trecento anni fa, William Molyneux, forse turbato per la cecità che affliggeva la moglie, pone a un suo celebre corrispondente, il filosofo inglese John Locke, l'interrogativo seguente: "Se un giorno un cieco ritrovasse la vista, riuscirebbe a riconoscere con gli occhi due oggetti come un cubo e una sfera che fino a quel momento aveva percepito col tatto?". Il carattere vagamente astratto della questione riscuoterà un'attenzione che, a un primo sguardo, sembra avere dell'incredibile poiché finirà col tracciare le coordinate di un dibattito filosofico e scientifico che, si può dire senza interruzioni, arriva fino ai nostri giorni. La cosiddetta "questione Molyneux" ha successo perché mette il dito su un problema teorico decisivo che, in prima approssimazione, può esser formulato così: "Quale fondamento ha il privilegio attribuito, dalla tradizione occidentale, alla percezione visiva? È corretto cercare di comprendere l'esperienza umana analizzando le modalità sensoriali (vista, udito, tatto, gusto e olfatto) una alla volta, trascurando le forme della loro intersezione?". Per questa ragione, la questione Molyneux costituisce la lente di ingrandimento (a volte chiarificatrice, altre distorcente) attraverso la quale esaminare la capacità percettiva che dà titolo al libro, la sinestesia, cioè la possibilità di percepire simultaneamente uno stesso oggetto per mezzo di sensi diversi.

  • L'Educazione alimentare e “La Madonna del latte”

    Lo so che dovrei rinominare questa sezione. Ora che "Supereva" è diventata "Dada" dovrei chiamarla "SuperDadaMania", ma fa lo stesso e vi spiego subito il perchè di questa premessa. Dedico il rilancio di questo articolo ad una delle più attive, intelligenti, informate e dilaganti guide del nostro portale: “Educazione alimentare” alias Anna Russo. Sottoscrivo alle sue segnalazioni è quindi ho la possibilità di seguire i suoi inserimenti e vi assicuro che Anna è capace di fare entrare la sua disciplina di studio e di ricerca dappertutto. La sua “Educazione alimentare” si insinua ovunque, veste le spoglie più impreviste ed imprevedibili. La trovi a tavola, nel latte, nel cibo, al mercato, a teatro, a scuola, in chiesa, al governo, al municipio, nel ciclismo, nell’automobilismo, insomma dove meno te l’aspetti, là entra la nostra guida e ti serve formaggi, mozzarelle, latte, latticini, vini, olii, pane, frutta, carni, insomma tutto quanto fa “educazione alimentare”. Mi sembra giusto quindi rilanciare la recensione di un libro sulla “Madonna del latte”. E lo faccio subito, prima che lo faccia lei. Ciao Anna!

  • Un eccesso di educazione alimentare: siete forse “ortoressici"?

    Come in tutte le cose umane l’eccesso può far male e in mezzo sta sempre la virtù. Ricordo ciò che diceva una mia vecchia e saggia zia di campagna: “Anche se è veleno, non può far male. A condizione però che sia in quantità minima”. E da qui nasce il principio dell’omeopatia. Ma non è di questo che vogliamo parlare, anche se ci riferiamo alla educazione. Un particolare tipo di educazione che in questi tempi va molto di moda e che ha un grande pubblico anche in campo editoriale. Ci riferiamo alla educazione alimentare. Anche l’eccesso di educazione alimentare può provocare danni seri specialmente se si manifesta in quel particolare modo o chiodo fisso dei lettori ossessivi delle etichette. Esperti del settore che vanno sotto il nome di “iperigienisti”, mostrano una particolare idiosincrasia ossessiva nel controllare tutte le etichette dei prodotti alimentari.