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  • La biblioteca dei libri viventi

    Omraam Mikhaël Aïvanhov ha scritto diversi anni orsono in uno dei suoi "Pensieri quotidiani": "In tutti i paesi troverete migliaia di biblioteche piene di libri; con tutti quei libri l’umanità si è certamente istruita, ma non è migliorata. Ciò che serve, d’ora in poi, sono dei libri viventi. Se il mondo invisibile invia sulla terra degli Iniziati, dei santi, dei grandi Maestri, è perché essi sono dei libri viventi. Gli esseri umani hanno più bisogno di questi libri che degli altri, perché gli altri li si legge e poi li si lascia su uno scaffale senza mettere nulla in pratica. Quando invece appare un libro vivente, si è stimolati, trascinati.

  • Ricordo di una vecchia libreria ...

    Ricordo una vecchia libreria della cittadina di Taunton, nella regione del Somerset in Inghilterra. Ci si arrivava scendendo giù per una stretta "alley" sulla quale si affacciavano tanti piccoli negozi tipicamente inglesi: ceramiche, pesciolini, fiori, tea-rooms. In fondo, a sinistra, proprio all'angolo di un'altra strada a grande traffico, si affacciava questo strano negozio che aveva tre vetrine ripiene di libri. Entravi facendo suonare la classica campanella e ti trovavi direttamente in un altro mondo.

  • La biblioteca come consolazione

    Alberto Manguel è un bibliomane di origine argentina, nato a Buenos Aires, ha vissuto in Italia, Francia, Inghilterra e Tahiti. In questa meravigliosa isola ha fondato la prima casa editrice tahitiana. Incapace di rimanere fisso in un posto si è trasferito in Canada diventando cittadino canadese. E' andato poi in Francia dove vive in un piccolo villaggio. La sua fama di bibliofilo-bibliomane è documentata da diversi libri che ha scritto in tema: "Manuale dei luoghi fantastici", "Storia della lettura", "Con Borges", "Diario di un lettore". Con questo ultimo lavoro ha vinto da noi il premio Grinzane Cavour due anni fa. L'utimo suo libro che ho letto in inglese di recente è "La biblioteca di notte". Un libro davvero straordinario, scritto apposta per chi soffre di bibliomania, vista dall'interno del suo habitat naturale, quello delle biblioteche.

  • Siamo tutti bibliomani: anche i giudici!

    Il bibliomane contemporaneo non è più solo colui il quale intrattiene con i libri un rapporto molto stretto, tanto da diventare una ossessione o una "mania". Non basta più ormai cercare, scovare o collezionare libri rari o comuni, antichi o moderni per dirsi "bibliomane". L'antica considerazione - cioè che l'uomo nasce lettore, si crede scrittore leggendo ciò che scrivono gli altri, non raccoglie molti successi ed allora diventa bibliofilo e con il tempo finisce bibliomane - non vale più se si pensa che il libro non interessa soltanto l'utente, o fruitore finale, come si suole spesso dire, bensì sempre di più anche chi i libri li scrive e cerca in ogni modo di venderli.

  • La Nuova Bibliomania

    Una "gentile follia", "a gentle madness", così viene definita la Bibliomania in un libro che ormai è diventato un classico in questo campo. Non si tratta soltanto di collezionare libri. Col passare del tempo, e con la inarrestabile sofisticazione dei mezzi dedicati alla scrittura, lettura e gestione delle stesse, la patologia della Bibliomania è cosa ben più complessa di una semplice fissazione per i libri. Sono più di cinque anni ormai che mi occupo di libri in questo spazio virtuale e con il tempo ho scoperto che questa idea dei libri, oltre ad essere una passione, un hobby, un piacere, può essere anche sì una mania, una ossessione, una follia, ma anche altro: un modo per esplorare la condizione umana. Cercherò di spiegarmi in questo post.

  • La biblioteca in pillole

    Immaginate di aprire il vostro oggetto verticalmente, come in genere aprite un comune libro. Le due pagine sono sostituite dalle due facciate a schermo. Esse sono la perfetta analoga riproduzione delle pagine di un libro convenzionale. Ora potete scegliere da una vasta gamma di titoli da leggere, in base ai vostri gusti, per autore o genere. Sedete e rilassatevi. Potete cominciare a leggere con un leggero tocco della vosta penna sullo schermo oppure delle dita.

  • Libri e scrittori proibiti

    Che i libri siano stati nel tempo portatori di parole da leggere, ascoltare, contrastare, comprendere, respingere o meditare è un fatto noto a tutti. Sin da quando i bimbi imparano a leggere, sappiamo bene quanto sia importante, per un futuro essere umano destinato a crescere pensando, la comprensione del significato che solo le parole possono avere in sè. Ma la comprensione non basta da sola se non c'è anche la condivisione del significato, e quindi del messaggio, che con le parole solo l'uomo riesce a costruire. I libri sono senza dubbio il mezzo più appropriato e completo per ottenere tutto questo.

  • Le biblioteche del bibliomane

    Ogni bibliofilo/bibliomane che si rispetti porta con sè la memoria dei luoghi dove la passione per i libri lo tiene legato. Io ce l'ho sin dalla prima infanzia, dal primo incontro con la pagina scritta, stampata, cucita, allestita e trasformata fino a farla diventare un libro. La mia memoria viaggia all'indietro, quando avevo i pantaloni corti, nella tipografia paterna. Il tempo a cui mi riferisco è quello gutenberghiano.

  • Un gioco con i libri per Bibliomani

    Ecco un un gioco per Bibliomani. E' nato in Rete, precisamente su Facebook, il "social network" che va per la maggiore in tutto il mondo. L'ha inventato un "facebooker" che conta migliaia di "amici". Il termine "friends", si sa , è una parola di comodo per identificare i contatti che un utente vuole avere. Le opportunità di scambio e di confronto sono innumerevoli e diversificate. Si possono avere amici per networks, per categorie, per argomenti, per interessi, scuola, università, lingue, a seconda degli interessi dell'utente.

  • L'odore dei libri

    Chi ama i libri sa che questi possono "fare" tante cose. La ragione è semplice: essi sono persone vive, anche se i loro autori sono persone morte. Vivono, anzi rivivono. Ogni qualvolta un libro viene preso in mano da qualcuno, le pagine aperte e le parole entrano nella mente del lettore. In quel preciso momento il libro vive, respira come un comune mortale. Il suo autore, anche se vecchio di millenni, viene riportato in vita. La prima cosa che il lettore avverte è il suo odore.