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  • "Il Viaggio dei Magi" di T. S. Eliot

    Il tema della rinascita, con la venuta al mondo di Cristo in occasione del Natale, è un tema ricorrente in gran parte della poesia natalizia.

  • Scrooge digitale

    Non c’è dubbio che gran parte della sensibilità che ruota intorno al Natale dei nostri giorni è legata al mondo contemporaneo. Abitudini e tradizioni secolari sono state travolte dalle leggi del mercato dando vita a diverse concretezze. Ma nel caso del Natale di Charles Dickens e della sua “Storia di Natale” tutto sembra essere rimasto come prima, come questo scrittore la concepì. Nella storia della letteratura e del costume, non solo di lingua inglese, pochi autori hanno avuto, infatti, una influenza più grande di lui.

  • "Il pargolo ardente"

    Robert Southwell (1561-95) fu uno dei martiri della fede cattolica durante le persecuzioni della regina Elisabetta I d’Inghilterra. Discendente da una famiglia cattolica studiò a Douai e a Roma ed entrò nella Compagnia di Gesù. Tornato in Inghilterra nel 1586 divenne cappellano della contessa di Arundel, ma fu arrestato nel 1592, per una presunta collaborazione in un complotto contro la regina, mentre si recava a celebrare la Messa. Dopo tre anni di prigionia, durante i quali fu ripetutamente torturato, venne giustiziato”.

  • “La coltivazione degli alberi di Natale”

    La celebrazione del Natale ha ispirato per secoli poeti, scrittori e musicisti, artisti di ogni genere i quali con le loro opere hanno arricchito il significato di questa festa che vede il ricordo della natività del “figlio di Dio” su questa terra che diventa “figlio dell’Uomo”, come già abbiamo avuto modo di vedere in altri precedenti post dedicati a questo argomento. Questa volta è la poesia che, ancora una volta, mette al centro della sua attenzione questo giorno speciale per tutti gli uomini che credono nella trascendenza del destino dell’uomo.

  • L'Autunno di James Thomson

    Così come la terra gira attraversando le stagioni, alla stessa maniera la vita degli uomini trascorre entrando in ogni sfera di interesse della loro esistenza. Tutto è cadenzato su quelle che noi chiamiamo “stagioni”. Ogni singola creatura dell’universo non si sottrae al ciclo del ritorno: nascita, vita e morte. Anche i post delle guide di SuperEva non sfuggono a questa legge.

  • L'estate senza fine di Shakespeare

    Il tema dell’estate viene affrontato da Wlliam Shakespeare nel sonetto numero 5 della sua raccolta in una maniera quanto mai drammatica e realistica, legando il filo della continuità esistenziale a quello del ciclo naturale della vita e della riproduzione. Una visione forse troppo pessimistica e brutale, non per questo però meno realistica e veritiera.

  • L'estate di William Blake

    Questa poesia dedicata all’estate è una poesia abbastanza difficile da interpretare. Essa rientra nella logica narrativa di un poeta che con il suo fascino, ancora tutto moderno, non si sa come definire, se folle o visionario. Dal titolo si capisce che è dedicata all’estate mediante la tecnica della personificazione. Questa ardente stagione viene infatti immaginata come un cavaliere che cavalca furiosi destrieri dalle narici di fuoco.

  • L'estate di Frankenstein

    Non sempre l’estate è la stagione della bellezza, dell’amore, dei fiori e dei colori. Può anche essere l’occasione per creare storie che sfidano il mistero della vita e fanno accapponare la pelle. Quella che cominciò a scrivere la scrittrice inglese Mary Godwin (che diventerà poi Mary Shelley) nell’estate del 1816, all’età di soli diciannove anni, rimane un capolavoro, un romanzo divenuto poi immortale perchè costruito su uno dei miti della letteratura. Esso affonda, infatti, le sue radici nelle segrete e insondabili gioie e paure dell’animo umano: la creazione della vita.

  • "Bloomsday"

    Oggi è il giorno di Bloom, altrimenti detto “Bloomsday” e gli ammiratori di James Joyce in tutto il mondo celebrano gli eventi che accaddero nel suo romanzo che porta il nome di Ulisse. Joyce scelse il 16 giugno del 1904 per la vicenda descritta nel suo libro perchè era il giorno in cui ebbe il suo primo appuntamento con Nora, la sua futura moglie.

  • "Posso paragonarti a un giorno d'estate?"

    "Posso paragonarti a un giorno d'Estate? Tu sei più amabile e più tranquilla. Venti forti scuotono i teneri germogli di Maggio. E il corso dell'estate ha fin troppo presto una fine. Talvolta troppo caldo splende l'occhio del cielo, E spesso la sua pelle dorata s'oscura; E d'ogni cosa bella la bellezza talora declina, spogliata per caso o per il mutevole corso della natura. Ma la tua eterna estate non dovrà svanire, Nè perder la bellezza che possiedi, Nè dovrà la morte farsi vanto che tu vaghi nella sua ombra, Quando in eterni versi al tempo tu crescerai: Finchè uomini respiraranno o occhi potran vedere, Queste parole vivranno, e ti daranno vita."