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  • "A World, A Heaven, The Eternity" in una poesia di William Blake

    I primi quattro versi di questa poesia inglese, "Auguries of Innocence", scritta da William Blake sono, a mio parere, i versi più belli che siano mai stati scritti in tutte le lingue. Versi che trascendono il pensiero, sia laico che religioso, e conducono direttamente al cuore della condizione umana. Blake riassume in semplici, infantili parole la visione del mondo di un bambino quando, in riva al mare, prende la sabbia e fa scivolare i granelli tra le sue dita. Granello dopo granello esamina il suo mondo e lo fa scorrere fermandosi a guardare nella sua innocenza senza tempo.

  • "Carpe Diem" - "Cogli l'attimo"

    Innumerevoli sono le composizioni poetiche e non che si sono ispirate al famoso invito "Carpe Diem" del poeta Orazio. Forse è l'espressione più famosa al mondo perchè delinea in maniera impietosa, eppure illuminante, la condizione umana. Due parole-trappola, dense di retorica ma elastiche nel loro significato sui valori della possibilità e della futilità. Caratteristiche dell'uomo, dei suoi sentimenti e delle sue aspirazioni.

  • Una "Summer School" all'inglese

    Per vari anni mia moglie ed io abbiamo organizzato corsi di lingua e civiltà inglese per giovani e adulti partecipando a svariate "summer school" che gli inglesi sono soliti tenere in scuole, college ed istituzioni pubbliche e private. Un tempo, negli anni ottanta e novanta, queste "scuole estive" erano molto più frequenti di oggi in quanto spesso godevano di sovvenzioni del governo centrale. Con l'avvento dell'era di Margaret Thatcher i fondi andarono scemando per le conversioni economiche e le riforme del sistema politico amministrativo inglese.

  • L'inglese è facile o difficile?

    Spesso si dice che la lingua inglese è una lingua facile da apprendere, semplice sia per la grammatica che per la sintassi. E ciò, ovviamente, non è vero. Ma quasi tutti concordano sul fatto che l'inglese ha una pronuncia difficile, se non impossibile. Pronuncia e scrittura sono indissolubilmente legate a causa delle tantissime influenze esterne a cui quest lingua è stata sottoposta.

  • Dimissioni d'amore

    Ho pescato in rete questa lettera di dimissioni inviata a destinazione da un amante/fidanzato/a, scritta in forma poetica e in versi sciolti.

  • La mia "ostrica"

    Mettere online la propria biblioteca è come fare il riassunto della propria vita vissuta fino ad un certo punto. Ora che gli anni sono diventati molti, o abbastanza, dipende dai punti di vista, tanti comunque da poter tirare le somme dei propri giorni, scorrere i libri avuti è come ritessere la tela della propria vita. Filo dopo filo, mattone dopo mattone, li prendi, li tendi, li sfogli, li apri, scopri di ricordare, ti sorprendi di avere dimenticato. Libri tuoi, libri di famiglia, libri di tuo figlio, libri di tua moglie, del nonno, dello zio, della zia, dell'amico, del parente, del vicino, di quel dimenticato amico di quando stavi altrove, in un'altra parte del mondo e pensavi che non saresti mai più ritornato qui, dove ora ti trovi e rifletti rileggendo cose che avevi dimenticato, perchè volevi dimenticare.

  • Per favore non chiamatemi “Ehi, prof!”

    Che dire dell’autore Frank McCourt? Prendi in mano il suo libro in una libreria del centro commerciale, leggi il risvolto, ti incuriosisce, scopri che è un collega, irlandese, emigrato ed in servizio docente oltremare, insegna la tua stessa lingua, che per te è di lavoro. La sua è la stessa, ma lingua madre, anche se la insegna da irlandese agli americani. Come dire, un terrone che insegna l’italiano a un polentone leghista. Decidi di comprarlo, inizi la lettura e scopri che non puoi più fermarti a leggerlo.E’ come scoprire te stesso in quelle situazioni: la lingua, la letteratura, la poesia, le classi, le scuole, i compiti, la precarietà, la passione, le illusioni, le delusioni, insomma tutto il mondo di un docente di lingua inglese, che insegna da irlandese la lingua inglese a giovani americani di variegate origini linguistiche, culturali, sociali.

  • "Les Anglais: Are they mad"?

    Gli inglesi: sono matti? Certo che leggere questo libro significa ripercorrere oltre quarant’anni della mia vita. Almeno della mia vita letteraria. Una vita fatta di letture e studi inglesi, non solo dedicati alla letteratura, ma anche a quasi tutti gli aspetti della società e della cultura di quel popolo di isolani. Quando arrivai a Londra a Victoria Station, in una sera umida e fredda di quel lontano novembre, dopo un viaggio dal sud del mondo di oltre trenta ore di treno, mi sembrò di essere arrivato su di un altro pianeta. Quarant’anni fa il mondo era molto, ma molto diverso da quello di oggi. Non era tanto facile e comodo viaggiare per il mondo. Non avrei mai immaginato che quel popolo, quella terra, ma soprattutto quella lingua e quella letteratura, mi sarebbero entrati nel sangue e sarebbero stati al centro dei miei anni successivi.

  • Siete sicuri di non essere "infomani"?

    Se vi scoprite a digitare sul vostro cellulare veloci messaggi mentre state conversando con una persona; se siete ossessionati dal continuo controllo della posta al computer aprendo le email nella vostra casella; se possedete più di un indirizzo di posta elettronica classificando i messaggi per categorie (privati, lavoro, interessi ecc.); se avete più di un cellulare diversificando la ricezione dei messaggi, come è il caso del presidente del Consiglio che ne porta sempre con sé ben quattro; se vi succede tutto questo e anche altro, allora vuol dire che siete affetti sicuramente da “infomania” e correte seriamente il rischio di un calo di intelligenza per essere costantemente esposti all’usura mentale elettronica.

  • Di chi è l'Inglese?

    Entro i prossimi dieci anni due miliardi di persone studieranno l’inglese e tre miliardi lo parleranno. E già oggi, per la prima volta nella storia, gli anglofoni non di madrelingua sono il triplo di quelli madrelingua. Ad annunciarlo è un recente studio del British Council, l’organismo che promuove lo studio della lingua di Shakespeare all’estero. In tutto il mondo l’inglese sta conoscendo un’espansione senza precedenti, anche grazie all’apertura di molte scuole.