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  • Il potere della parola

    "Un generale lancia l’ordine d’attacco gridando: «Fuoco!» e in pochi minuti non rimane più niente di quella che era una magnifica città. Egli non ha fatto niente, ha solo pronunciato una parola, ma che potenza era contenuta in quella parola! Oppure, un uomo – o una donna – che conta molto su voi, ma i cui veri sentimenti non conoscete ancora, vi dice o vi scrive un giorno queste semplici parole: «Ti amo», ed ecco improvvisamente la vostra vita illuminarsi!

  • Nella terra delle lingue inventate

    "Cu vi parolas Esperanton?" se siete in grado di rispondere "sì" vuol dire che fate parte di quelli che parlano l'Esperanto. Una lingua creata, sì avete letto bene, inventata dal dottor Ludwig Zamenhof in Polonia negli anni intorno al 1880. Quando decisi di cominciare lo studio delle lingue, ai miei tempi, cominciai anche ad interessarmi all'Esperanto perchè mi incuriosiva il fatto che ci potesse essere qualcuno tanto bravo da inventare una lingua che non si parlava da nessuna parte al mondo.

  • WEB 2.0 è la milionesima parola inglese

    Tutti sanno che la lingua inglese è una della lingue più flessibili al mondo. Ma non tutti sanno che questa flessibilità la rende anche una delle lingue più difficili da imparare, e sopratutto mantenere, sia da un punto di vista della forma che dei contenuti. "Flessibilità" è una parola affatto generica che in questo caso significa molte cose sia in termini linguistici che culturali. Si traduce, in effetti, in apertura, disponibilità, opportunità ai cambiamenti, alle trasformazioni, alla mobilità. In sintesi, alla piena accettazione di quelli che sono i principi della democrazia e della libertà. Il tutto sempre in termini sia linguistici che culturali. Ed in ultima istanza, anche politici. Il che non è poco.

  • I caratteri di Babele

    Se penso alle tante scritture che caratterizzano la storia dell'uomo per quanto riguarda la comunicazione mi viene da pensare che Babele sia davvero esistita. Quante sono state, infatti, le lingue degli uomini nel corso della sua storia? E quante sono, ancora oggi, le lingue in azione su questo nostro pianeta? Tante, tantissime, da non poter essere contate, conosciute e studiate. L'episodio biblico della Torre di Babele mi ha sempre affascinato nella sua immediatezza e semplicità, pur sempre avvolto nel mistero più assoluto.

  • Moderato sarà lei!

    Cosa sia il moderatismo, nessuno dei molti che vi si richiamano, indicandolo come la via maestra del benessere e del progresso, sembra in grado di spiegarlo. Non trattandosi di un metodo, né di un insieme precisabile di principi, il termine finisce con l'indicare nulla più che un punto intermedio su una scala relativa a ogni unità di misura possibile (la febbre, il vento, la magnitudo di un sisma, così come la passione politica) e applicabile a qualsivoglia contenuto. Versatile, indeterminato, pronto all'uso, come molti altri termini del lessico politico contemporaneo, a cominciare da «governabilità». Nel linguaggio corrente la forma avverbiale è frequentemente associata a un'idea di mediocrità, ad esempio nel caso in cui di qualcuno diciamo essere «moderatamente intelligente» o «moderatamente coraggioso», espressioni che non suonano certo come un apprezzamento e tutt'al più possono mettere in scena le modeste virtù di un minimo denominatore comune, di una condizione «alla portata di tutti».

  • Conoscete l’italianologia?

    Qualsiasi discorso sugli italiani – su chi siano, su come dovrebbero essere, su perché non ci riescano e, soprattutto, perché siano i primi a riconoscerlo, ma poi a non fare granché per divenire ciò che dicono di voler essere — è destinato a cadere nella retorica. La retorica è quella del «poveri ma belli»; «gaglioffi ma simpatici»; «cinici ma solo per delusione»; al fondo, comunque «bravi». Forse è vero, come scriveva Luigi Barzini, che per gli italiani «non c'è scampo». Ed è questa sensazione di essere in trappola entro i limiti inflessibili delle tendenze nazionali a far sì che la vita italiana, sotto la sua superficie scintillante e vivace, abbia una qualità fondamentale di «amarezza, disappunto, e infinita malinconia» [Barzini 1964, p. 21]. Davvero non c'è scampo?

  • Traduttore Traditore?

    Nel breve scritto sull'arte del tradurre e sull'intercessione dei santi, apparso contemporaneamente a Norimberga e a Wittenberg nel 1530 e comunemente noto come Lettera del tradurre, Lutero scende in campo contro i critici e i manipolatori del suo Nuovo Testamento, il cosiddetto «Septembertestament» («Testamento di Settembre») uscito nel settembre del 1522 e già nel dicembre ristampato con non minore fortuna. Nel tempo che va da quel fatidico anno fino al 1530 era stata tradotta e data alle stampe anche buona parte del Vecchio Testamento: il Pentateuco, i libri storici e poetici, qualche libro profetico; se poi si considera che la prima traduzione integrale della Bibbia viene conclusa nel 1534, un dato balza subito agli occhi: la Lettera del tradurre esce da un'officina in piena attività, nel mezzo di una prova impegnativa quale è la seconda revisione dei Salmi terminata nel 1531.

  • Cibo per la mente: giocare con le parole

    Questo libro, come anche i due precedenti della stessa collana, offre un'ampia scelta di giochi originali e interessanti, di vario livello di difficoltà. Ve ne sono di accessibili a tutti e di molto complessi, ma nessuno, neanche i più semplici, vi sembrerà banale. I giochi proposti sono questa volta tutti di parole. Sarete sorpresi da quanti nuovi modi di manipolare le parole incontrerete: smontarle, manipolarle, scoprirne i doppi sensi, rimontarle in nuove sorprendenti forme. Molti giochi vi suoneranno familiari, ma sempre li troverete sviluppati da un punto di vista originale; molti altri sono del tutto inconsueti e vi cattureranno per ore e ore. Complessivamente, il libro è una miniera di prelibatezze che potrete divorare senza paura di ingrassare, e che vi aiuterà a mantenere in forma la mente e lo spirito. Quanta soddisfazione, quando si riesce a comprendere il meccanismo di un gioco difficile o a risolvere le sizigie più complesse! La parole sono meno oggettive dei numeri e nei giochi non sempre risulta quindi così scontato quali siano lecite e quali no; il consiglio è dunque di tenere sempre a portata di mano - assieme all'indispensabile matita con la gommina - un buon dizionario della lingua italiana, completo e aggiornato, come ad esempio lo Zingarelli 2006.

  • Conoscete la lingua lis?

    Mi sono sempre chiesto come sia il mondo del silenzio. Ci sono vari tipi di silenzio. Quello assoluto, quello di chi ha avuto la sventura di nascere sordo ai rumori del mondo sin dalla nascita e quindi non ha avuto nemmeno la possibilità di sentire il rumore del proprio essere, il battito del suo cuore, il rumore della propria voce, quello delle foglie sugli alberi, della sua tosse, del suo corpo, oltre che quelli degli altri. E poi c’è il mondo del silenzio di quelli per i quali i rumori fanno parte del mondo dei ricordi, dei suoni perduti per una ragione qualsiasi. Anche per queste realtà estreme c’è una lingua fatta di segni per mezzo dei quali la barriera del silenzio viene abbattuta e la comunicazione riconquista il suo senso naturale e comune per tutti gli esseri umani.

  • Sapete che cosa è lo "spime"

    Il neologismo è stato coniato da Bruce Sterling. Il futurologo texano, creatore di nuovi concetti, usa “spime” per designare gli oggetti che viaggiano nello spazio e nel tempo (space, time) in modo nuovo perché sono dotati di etichette elettroniche (rfid) che li definiscono per come evolvono e per il luogo in cui si trovano. L’idea gli è venuta venendo a conoscenza della decisione di un tale messicano che si è fatto impiantare un chip per comunicare la propria identità a speciali lettori elettronici. Si potranno cercare le persone con Google, dice Sterling. Che prevede anche le conseguenze negative: spam, attentati alla privacy, furto di personalità. E il sogno diventa subito incubo. Questo libro si occupa degli oggetti creati e dell'ambiente, questo vuol dire che è un libro su tutto. Visto da una certa distanza, è un argomento piccolo. I lettori ideali di questo libro sono quelle ambiziose anime giovani (di tutte le età) che vogliono intervenire costruttivamente nel processo della trasformazione tecnosociale. Il che significa che questo libro si rivolge a chi progetta e a chi pensa, a ingegneri e scienziati, imprenditori e operatori della finanza e a chiunque altro abbia a cuore capire perché un tempo le cose erano come erano, perché oggi le cose sono come sono e come sembra stiano diventando.