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  • Cibo per la mente: giocare con le parole

    Questo libro, come anche i due precedenti della stessa collana, offre un'ampia scelta di giochi originali e interessanti, di vario livello di difficoltà. Ve ne sono di accessibili a tutti e di molto complessi, ma nessuno, neanche i più semplici, vi sembrerà banale. I giochi proposti sono questa volta tutti di parole. Sarete sorpresi da quanti nuovi modi di manipolare le parole incontrerete: smontarle, manipolarle, scoprirne i doppi sensi, rimontarle in nuove sorprendenti forme. Molti giochi vi suoneranno familiari, ma sempre li troverete sviluppati da un punto di vista originale; molti altri sono del tutto inconsueti e vi cattureranno per ore e ore. Complessivamente, il libro è una miniera di prelibatezze che potrete divorare senza paura di ingrassare, e che vi aiuterà a mantenere in forma la mente e lo spirito. Quanta soddisfazione, quando si riesce a comprendere il meccanismo di un gioco difficile o a risolvere le sizigie più complesse! La parole sono meno oggettive dei numeri e nei giochi non sempre risulta quindi così scontato quali siano lecite e quali no; il consiglio è dunque di tenere sempre a portata di mano - assieme all'indispensabile matita con la gommina - un buon dizionario della lingua italiana, completo e aggiornato, come ad esempio lo Zingarelli 2006.

  • Conoscete la lingua lis?

    Mi sono sempre chiesto come sia il mondo del silenzio. Ci sono vari tipi di silenzio. Quello assoluto, quello di chi ha avuto la sventura di nascere sordo ai rumori del mondo sin dalla nascita e quindi non ha avuto nemmeno la possibilità di sentire il rumore del proprio essere, il battito del suo cuore, il rumore della propria voce, quello delle foglie sugli alberi, della sua tosse, del suo corpo, oltre che quelli degli altri. E poi c’è il mondo del silenzio di quelli per i quali i rumori fanno parte del mondo dei ricordi, dei suoni perduti per una ragione qualsiasi. Anche per queste realtà estreme c’è una lingua fatta di segni per mezzo dei quali la barriera del silenzio viene abbattuta e la comunicazione riconquista il suo senso naturale e comune per tutti gli esseri umani.

  • Sapete che cosa è lo "spime"

    Il neologismo è stato coniato da Bruce Sterling. Il futurologo texano, creatore di nuovi concetti, usa “spime” per designare gli oggetti che viaggiano nello spazio e nel tempo (space, time) in modo nuovo perché sono dotati di etichette elettroniche (rfid) che li definiscono per come evolvono e per il luogo in cui si trovano. L’idea gli è venuta venendo a conoscenza della decisione di un tale messicano che si è fatto impiantare un chip per comunicare la propria identità a speciali lettori elettronici. Si potranno cercare le persone con Google, dice Sterling. Che prevede anche le conseguenze negative: spam, attentati alla privacy, furto di personalità. E il sogno diventa subito incubo. Questo libro si occupa degli oggetti creati e dell'ambiente, questo vuol dire che è un libro su tutto. Visto da una certa distanza, è un argomento piccolo. I lettori ideali di questo libro sono quelle ambiziose anime giovani (di tutte le età) che vogliono intervenire costruttivamente nel processo della trasformazione tecnosociale. Il che significa che questo libro si rivolge a chi progetta e a chi pensa, a ingegneri e scienziati, imprenditori e operatori della finanza e a chiunque altro abbia a cuore capire perché un tempo le cose erano come erano, perché oggi le cose sono come sono e come sembra stiano diventando.

  • I pascoli del "browser"

    Questo termine fino a pochi anni fa apparteneva al lessico dell'agricoltura e a quello dei libri. Ricordava, e tuttora ricorda, campi fioriti, pascoli da accudire, verzure da coltivare, stagioni da seguire, silenzi da gustare, sapori da provare con cibi sui quali il bruco viaggiava brucando tranquillo, lasciando dietro di sè il filo di una traccia. Un seme che diventava bozzolo, un miracolo che si trasformava in farfalla. Ieri come oggi nel mondo della natura ed anche in quello dei libri. Libri da sfogliare, pagine sfuggenti e sottili tra le dita, immagini e parole, colori e pensieri che diventano altro. Così nel mondo virtuale del web: il bruco diventa browser, naviga, lascia traccia, diventa un bozzo, sfila pagine su pagine, dà vita a miriadi di farfalle che volano libere, si incontrano e si rincorrono, rigenerandosi ogni momento nella natura del web.

  • Conoscete il "chinglish"?

    Se potessi vivere un'altra vita mi metterei subito a studiare il cinese. Non è detto che non lo faccia a partire da subito. Del resto posseggo già diverse grammatiche cinesi, dizionari e libri di cultura su quell'immenso Paese che è la Cina, oltre ad un corso su dischi e cassette della gloriosa casa editrice discografica del tempo che fu chiamata "Linguaphone". Il fatto è che non ricordo quante volte, nel corso degli anni, ho iniziato lo studio di questa lingua, come anche del giapponese, ma non sono riuscito mai nel mio intento. Usando e lavorando comunemente la lingua Inglese mi sono sempre di più impigrito ma ora mi accorgo che se vuoi davvero capire i Cinesi e la loro grande civiltà li devi capire nella loro lingua. Quando li senti parlare in inglese ti rendi conto che recitano, bleffano ed usano le nostre stesse armi, voglio dire gli strumenti comunicativi occidentali. Ma se si scambiano tra di loro delle osservazioni ti accorgi che le cose non hanno lo stesso senso. Ed è a quel punto che entra in gioco la necessità di entrare nella loro realtà in maniera diretta ed immediata. senza intermediazioni linguistiche.

  • L'arte del "vaffa"

    Questo è un libro da non perdere assolutamente. Non è soltanto un libro di linguistica, è anche un testo di antropologia sociale, un manuale per la sopravvivenza, una guida al vivere, insomma un riferimento lessicale da tenere sulla scrivania, sul comodino, in tasca sempre pronto alla consultazione ed all'uso. Tante sono, infatti, le occasioni in cui ne possiamo avere bisogno per difenderci o attaccare negli assalti e nelle scorribande in territori abitualmente frequentati al giorno d'oggi. E questi ultimi sono tanti: la politica, il giornalismo, la televisione, lo sport, la religione, la cultura. E allora centinaia sono i lemmi, le parole, come migliaia sono le situazioni in cui gli stessi o le stesse si incontrano e ritrovano, si attraggono e si respingono, si accendono e si spengono. La condizione umana è una lotta continua, inarrestabile, inevitabile ed abbisogna di essere perennemente alimentata dalle parole che scorrono a fiumi dalla bocca degli uomini (e delle donne!) senza distinzione, appunto, di sesso, cultura, nazione, razza e religione.

  • La “sprezzatura” italiana

    Funzionalità e bellezza sono la vera essenza della civiltà italiana, almeno così come la stessa è vista ed apprezzata all’estero, e non sempre ricordata qui da noi. Sin dal principio il “genio” italiano ha mirato ad essere pratico, con i piedi per terra, cercando sopratutto di “fare” le cose, senza tralasciare per questo l’idea di armonia, bellezza e splendore. Un acquedotto romano non deve essere soltanto funzionale ma deve anche essere pieno di curve e ben proporzionato. Uomini come Dante, Giotto, Donatello, Masaccio riuscirono a portare il realismo nella loro arte in maniera piacevole e aggraziante. Il merito maggiore del genio degli Italiani del Rinascimento, è quello di essere riusciti a creare cose utili per la vita nel campo delle leggi, della filosofia politica, nella conduzione degli affari, nelle scienze applicate, nelle esplorazioni, nella poesia, nella musica, nelle arti visive, nella moda, nel cinema e in innumerevoli altre arti della vita e di lasciarne l’eredità agli Italiani di oggi. Checchè se ne dica.

  • Graphic Journalism"

    A lungo negli Usa è rimasto nelle classifiche dei best seller un tomo squadrato e dalla prosa burocratica, "Il Rapporto della Commissione nazionale sugli attacchi terroristici contro gli Stati Uniti". Di solito le conclusioni delle commissioni di Washington finiscono a impolverarsi negli uffici di qualche lobby, venendo poi mandate al macero alla prima occasione. Non così lo studio della Commissione sull'11 settembre, i cui lavori erano stati divorati in diretta tv e via Internet da milioni di americani. Capire perché l'America è stata attaccata, quali sono i suoi nuovi nemici, perché dal fondamentalismo islamico sponsorizzato dal presidente Carter ai tempi dell'invasione sovietica in Afghanistan, dall'Arabia Saudita amica fin dai tempi del presidente Roosevelt, arrivino a frotte i guerrieri della jihad, la guerra santa, diventa un dovere civico nazionale.

  • Una parola che è sempre di moda: la “Trama”

    Di incerta origine, forse mediterranea, la parola in oggetto, nel lessico del teatro, è sostanzialmente inequivoca, sinonimo dell’intreccio dei casi che costituiscono la vicenda di un dramma, una tragedia, una commedia, una rappresentazione, una farsa e via dicendo per generi teatrali. Le possibili origini mediterranee concorrono a determinare il senso di questa parola che solo sulla grande, ricca e variegata scena del mare Mediterraneo poteva nascere ed affermarsi. Chi non conosce le trame nelle quali siamo tutti avviluppati a partire da quelle personali e familiari, per finire a quelle del condominio, del paese, della città, della nazione e del mondo intero?

  • La “e-tutto fare” di Netlingo

    Sembra che questa “e-“ che si antepone davanti ad un numero sempre crescente di parole, per determinare il suo rivoluzionario uso cibernetico, stia sconfinando in manifestazioni di vero e proprio parossismo tecnologico. La mania, ovviamente, ha una origine tutta inglese, nel senso che è dalla mobilità di quella lingua e soprattutto dal suo sterminato bacino di utenza che nascono per patogenesi parole di questo tipo. L’ultima è “e-mazing” coniata dalla parola regolare “amazing”, che tradizionalmente significa “straordinario, entusiasmante”. Anteponendo la iniziale a- in e- davanti a “maze” “labirinto” si ottiene “e-mazing”, quindi “grande quantità”.