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La banca della memoria

"Io mi ricordo" è la frase che caratterizza gli esseri umani e li distingue dagli animali. E' vero che anche questi ultimi hanno alcune caratteristiche che li porta a ricordare, ma è soltanto l'uomo a farlo in maniera tanto forte da fare una "storia". Molti di noi probabilmente ricordano con piacere se stessi da bambini, accoccolati sulle gambe di un nonno, assorti, attenti a non perdere una parola delle storie che ci venivano raccontate. Queste, col passare degli anni, vengono comprese e ricordate come esperienze di vita vera, vissuta. Tante storie, appunto, che concorrono a formare la Storia degli uomini.
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Il cervello scollegato

Siamo sommersi dalle parole, giorno dopo giorno. Ma non solo da queste. Il guaio è che le parole servono per commentare le immagini. Sia le prime che le seconde cadono a cascata, in un mare, quello della comunicazione contemporanea, che esonda nella mente di tutti. Non contano più i pensieri. Predominano le emozioni. Immagini e parole che creano solo confusione e sconcerto in chi ascolta sempre più instupidito e perplesso a ciò che sente. Tutto detto e visto dal vivo, senza alcuna possibilità di filtrare, mediare, selezionare.
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La politica del burqa

In questo secolo del terzo millennio, sempre più tecnologico, un pezzo di stoffa confezionato in varie fogge, il burqa islamico, è diventato uno dei simboli più noti sulla faccia del nostro pianeta. La ragione va trovata nel fatto che il mondo contemporaneo è diventato improvvisamente "piatto". Si sono colmate distanze, risolte fratture, abbattuti muri e sono venute alla luce molte cose che prima erano nascoste, del tutto sconosciute oppure ritenute prima inesistenti. Il velo islamico è, appunto, uno degli esempi che questo livellamento ha generato.
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Fare la rivoluzione

"Fare la rivoluzione. Ecco la soluzione a cui pensa la maggior parte delle persone quando si tratta di trasformare la società; ma dopo ogni rivoluzione si ritrovano di nuovo gli stessi disordini, le stesse azioni disoneste, le stesse ingiustizie…
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Il problema del male

"Non si può negare che il male esista; occorre vederlo e prendere delle precauzioni. Ma anche se esiste, non è una buona ragione per non vedere altro. Purtroppo, ci sono persone che si compiacciono nel male come se fosse per loro un nutrimento: vanno matti per gli scandali, le catastrofi, le sordidezze…
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Importanza dei gesti

Il controllo dei gesti inizia da una presa di coscienza. Ecco un esercizio molto semplice, ma molto prezioso. Aprite la mano destra, concentrate il vostro pensiero nel suo centro, poi dolcemente, lentamente, ripiegate le dita ponendo tutta la vostra attenzione in quel movimento finché avrete chiuso il pugno. ..
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La reincarnazione - Reincarnation

"In tutti i campi s’incontrano esseri che manifestano precocemente attitudini tali per cui sono considerati dei prodigi. La spiegazione è semplice. Coloro che hanno lavorato in una vita passata, che hanno esercitato a lungo, pazientemente, i loro doni artistici, intellettuali o scientifici, ritornano in questa incarnazione con facoltà che possono già manifestare sin da giovanissimi; e mentre ad altri occorrono mesi e anni per imparare una lingua o uno strumento musicale, per esempio, costoro invece fanno progressi strabilianti.
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Riflessione bilingue

Da sempre l'uomo si caratterizza per le sue capacità di adattamento agli eventi della vita. Pensiero e azione sono le sue due categorie fondamentali, di base, sulle quali poggia tutto il suo essere uomo. Categorie, si badi bene, che operano insieme, in sinergia, ma che bisogna saper bene gestire nel tempo e nello spazio.
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L'apprendista stregone

"Al momento di lanciarvi in una qualsiasi impresa, riflettete bene sulla natura delle forze che metterete in moto. È sempre facile scatenare delle forze o degli avvenimenti, ma una volta che lo si è fatto è difficilissimo dirigerli, orientarli, e ancor più difficile contenerli quando ci si accorge di essersi sbagliati. Se gli esseri umani fossero più coscienti di questa realtà, rifletterebbero di più prima di decidere determinati cambiamenti.
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Si può pensare la vita?

C'è chi lo fa giorno per giorno, e lo fa con grande sofferenza e partecipazione, chi invece non sa cosa pensare. A dire il vero, non ci pensa proprio a come vive. Il più delle volte, addirittura, molti non sanno nemmeno che stanno vivendo e, se lo sanno, vivono come se non dovessero mai morire. Robert Nozick, professore alla prestigiosa Harvard University a soli trent'anni, ne "La vita pensata" (1989) affronta le questioni più familiari e importanti della nostra vita con il rigore, la lucidità e la chiarezza propri della tradizione analitica.
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