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  • Cari antiberlusconiani (Finiani compresi!)

    Non so se conoscete Omraam Mikhaël Aïvanhov (1900-1986) grande Maestro spirituale di origine macedone che visse dapprima in Bulgaria e nel 1937 si stabilì in Francia dove diede l’essenziale del suo insegnamento filosofico e pedagogico. Il tema dominante delle sue opere è l'uomo e il suo perfezionamento.

  • L'asse Berlusconi-Ahmadinejad

    Slavoj Žižek, é un "dialectical-materialist philosopher and Lacanian psychoanalyst, is codirector of the International Centre for Humanities, Birkbeck College, London". Me ne occupo perchè in uno degli ultimi numeri dell'autorevole rivista di libri "London Review of Books" ( tutte le riviste inglesi sono "autorevoli", per pedigree! ) ha scritto l'articolo che qui di seguito riproduco. Lo linko e lo riporto integralmente perchè col tempo lo stesso link al nome del suo autore potrebbe diventare obsoleto e quindi perdersi traccia di quanto questo prestigioso studioso ha scritto su un argomento che merita di essere conosciuto qui da noi.

  • Speciale Elezioni Europee

    Molti vincitori e uno sconfitto: tra i primi i partiti moderati-conservatori, i verdi e gli euroscettici con contorno di xenofobi; tra i secondi i socialisti. Nei grandi Paesi, con la sola eccezione della Spagna, la sconfitta dei socialisti assume i contorni di una disfatta storica. Partiti predominanti come i socialdemocratici svedesi, a lungo al governo da soli, si trovano oggi al 25%; i laburisti britannici vincitori a mani basse per tre elezioni di seguito sono relegati al terzo posto sotto il 20%; la possente, mitica Spd tedesca ridotta al 21%, il peggior risultato della sua storia; i socialisti francesi raggiunti dai verdi.

  • Un'altra "storia" tutta italiana ...

    Vedo che un'altra "storia italiana" si sta scrivendo alla vigilia di una ennesima competizione elettorale. Storia tutta italiana, davvero, e nello specifico, bellamente impregnata di sana ipocrisia mediterranea. Non all'americana, o all'inglese, dove aleggerebbe una cupa atmosfera puritana anglo-sassone.

  • Ciarpame culturale e ipocrisia elettorale

    Basta andare in giro guardando i muri delle città, i tanti tabelloni pieni di volti sorridenti ed ammiccanti. Basta accendere la TV e su qualsiasi canale li trovi pronti a discettare su tutto e tutti. Una qualsiasi stazione radio alterna musica, interviste e notiziari lampo su chi crede di avere una ricetta della vita e di poter rifare la propria città, il piccolo paese, la nazione e addirittura l'Europa.

  • Perchè la mafia ha vinto

    Più di un secolo fa, nel suo saggio Che cosa è la mafia Gaetano Mosca scriveva: «E strano notare come coloro che discorrono e scrivono di mafia [...] raramente abbiano un concetto preciso ed esatto della cosa, o delle cose, che colla mafia vogliono indicare». Un vecchio vizio, tutto italiano, che per fortuna contempla vistose e importanti eccezioni. Tra queste — indubbiamente — le ricerche e gli studi di Nicola Tranfaglia, ormai patrimonio consolidato per tutti coloro che di mafia vogliano sapere qualcosa di più serio rispetto alle... fiction televisive di moda.

  • Cellulari e bambini

    "Abbiamo i cellulari ma non abbiamo più i bambini". Già la prima frase che appare sulla copertina del libro provoca ed invita alla lettura. Si legge con scorrevolezza ma bisogna spesso fermarsi per riflettere e rileggere criticamente, per approfondire e ricordare. Ho appena ultimato la lettura del libro di Tremonti e credo che sia un testo che merita di essere più che letto, studiato ed approfondito. I temi svolti sono molto attuali, i problemi affrontati ancora da risolvere e andranno a fare parte della politica che qualsiasi governo dovrà affrontare entro e non oltre il 2030. Il libro è chiaramente un pamphlet politico nella migliore tradizione della saggistica anglosassone.

  • Ho cambiato idea: non voto la lista di Ferrara

    Cambiare le proprie idee è segno di incoerenza, fragilità, immaturità, o piuttosto permette di aprire davanti a sé nuovi orizzonti, nuove opportunità? Questa è la domanda che mi frulla nella testa in questa vigilia elettorale. Qualche settimana fa ho scritto un post in cui manifestavo l’intenzione di votare la lista di Giuliano Ferrara. Sostenevo che il tema della vita, o meglio la prevenzione dell’aborto, è un tema forte, tanto forte da poter dire che quella lista non era ancora un’altra lista, bensì un’altra “cosa”. Ed è davvero così se si pensa che la vita ha un valore assoluto su ogni altra problema che possa emergere su questa terra e metterla nella lista delle cose da fare in una qualsiasi campagna elettorale.

  • In morte del buon gusto

    La polemica politica nel nostro Paese ormai non risparmia più nessuno: poeti, sentimenti, morti, vivi, politici, comici, mogli, mariti, partiti, addirittura le ossa dei defunti sono oggetto di scherno, sarcasmo, ironia, vere e proprie battaglie culturali in piena frenesia mentale. Mi domando, perciò, come commentare la notizia che segue e che riprendo da RAINews24. Solo come documento del degrado culturale e sociale verso il quale stiamo scendendo lentamente ma inesorabilmente. Una china che non incontra ma abbatte e distrugge valori, sentimenti, pensieri.

  • Io voto la lista di Giuliano Ferrara

    Io voto la lista di Giuliano anche se so che farò un dispiacere a Silvio. Il tema della vita, della sua importanza, della necessità di salvaguardarla, di difenderla e preservarla, credo sia di capitale importanza. E questi sono concetti ai quali tutti sembrano aderire. Non ci sarebbe allora bisogno, in occasione di una competizione elettorale, di presentare una lista che abbia nel suo programma l’unico e solo obiettivo di favorire la vita, evitando l’aborto.