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Ultimi interventi

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  • E’ scoppiata la OBAMANIA!

    Stamane nella posta ho trovato la parola inglese del giorno: “obamania”. Qui appresso troverete i link (in lingua inglese, naturalmente) a cui potete accedere per sapere tutto su di essa e sui suoi derivati. E’ una vera e propria ossessione. Un invito a partecipare nella grande sceneggiata internazionale delle elezioni americane, ed anche a quelle ormai imminenti italiane, e provare, così, il gusto del cambiamento: il piacere della “obamanìa” in questa guida dedicata alla "bibliomanìa".

  • "Gesù fate luce"

    Io sono, anche se forse solo formalmente, oltre che indegnamente, cattolico, apostolico, romano. Come lo era mio padre, mia madre e sicuramente i miei antenati, sia dal lato materno che da quello paterno. Non posso non dirmi quindi cristiano, come ebbe a dire un mio illustre conterraneo, anzi napoletano, Benedetto Croce. Già, dimenticavo, se le cose stanno così, sono anche campano e napoletano. Oddio, potrei contestare me stesso per quanto dico, sono salernitano, perché il distinguo c’è, come in tante innumerevoli situazioni di campanile: salernitani-napoletani, modenesi-bolognesi, pisani-fiorentini, palermitani-catanesi e tante altre dicotomie di cui è fatta la nostra storia e la nostra cultura.

  • Il primato della politica

    Visto che corre già tempo di auguri desidero farli anche io a chi eventualmente mi legge. A proposito dei blog e della funzione che i bloggers svolgono nel campo della comunicazione politica desidero manifestare almeno in parte la mia delusione per come vanno le cose qui da noi, voglio dire dalle parti del nostro Paese. Il lancio dei blog e dei siti di net-working, almeno nelle intenzioni delle origini, era quello di allargare la fascia comunicativa di chi aderisce alle idee del sito. Queste idee restano, purtroppo solo ed esclusivamente politiche. Dico, purtroppo, perchè ritengo che qui in Italia la politica sia vista solo come un "primato" negativo e non creativo, generatore di tutte le altre attività che costituiscono la vita di un popolo che aspira a diventare patria e nazione.

  • Breve storia di una parola tutta italiana: il “problema”

    Fateci caso, tutta la vita pubblica italiana ruota intorno alla soluzione di “problemi”. A dire il vero, come diceva il buon Popper, “tutta la vita è un risolvere di problemi”. Ma qui mi riferisco ai problemi della politica italiana. Un lunghissimo elenco ci avvolge giorno dopo giorno, e rincorre i politici che della risoluzione di problemi hanno fatto il loro mestiere. Il termine è antico, risale al dopoguerra, se non oltre, ma limitiamoci. Oltre sessanta anni fa, infatti, si cominciò a parlare, scrivere e discettare dei problemi del dopoguerra. E la cosa mi sembra del tutto naturale. Dopo tanti lutti e disastri tutti avevano davanti a sé il problema della ricostruzione. Questa pose, non a caso, il problema dello sviluppo di cui, ancora oggi si parla, specialmente quando si pensa a quello del problema del mezzogiorno che è anch’esso un antico problema e che aspetta sempre di essere risolto. Ma gli anni sono trascorsi e la cosa ( che sta per “problema”) si trascina sempre in avanti e in tutte le finanziarie è sempre presente un riferimento e che deve essere urgentemente risolto.

  • Mi dovrei occupare di politica

    Lo so, dovrei occuparmi anche di politica in questo posto dedicato ai libri. Se ogni uomo è un libro significa che anche i politici, essendo degli uomini, dovrebbero essere dei libri aperti da leggere, da scrivere, da interpretare, con pagine da sottolineare, correggere, condividere, trascrivere per ricordare, per scambiare con gli altri, con i libri degli altri, di altri uomini, di altri politici. Ed invece stamani, dopo di avere assistito ieri sera allo spettacolo politico in Parlamento, e dopo di avere letto alcuni giornali questa mattina, data una rapida scorsa alle varie rassegne stampe online, ce ne sono a iosa, di centro, di destra, di sinistra e delle terre di mezzo, sono addivenuto alla conclusione che scrivere di politica in questo nostro Paese chiamato Italia è sempre più difficile e se non impossibile.

  • Libri a Scampia

    La Befana ormai è lontana. La vecchia è ritornata là dove vive da sempre nel mondo della irrealtà e della fantasia, un mondo per grandi e piccini, spesso fatto solo per i primi per fregare sia gli uni che gli altri. Una Befana che andò, nei giorni natalizi, piena di libri, quasi ottocento, per i ragazzi di Scampia. Raccolti ad ottobre dai soci di Coop Adriatica e dai cittadini bolognesi, i volumi vennero consegnati lo scorso 5 gennaio dal direttore delle Politiche sociali della Cooperativa alla Biblioteca del Centro Hurtado, da sempre in prima linea per favorire la crescita civile e sociale dei giovani del quartiere napoletano. L'iniziativa ha ricevuto l'appezzamento del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano: “Sono certo – ha scritto il capo dello Stato, nel messaggio inviato al Centro in occasione della consegna dei libri – che ne verrà concreto impulso all'impegno per la più alta vivibilità di un quartiere così difficile e per la crescita civile dei suoi giovani”.

  • "Elogio del culo"

    Ci stanno prendendo per il culo. Stasera, dopo di avere letto un libro in argomento, ho deciso di scrivere un post politico e di scriverlo in carattere aggressivo perchè mi lascerò andare a considerazioni forti. Dunque, sono convinto che tutti i signori della politica nazionale ci stanno prendendo in giro. Una baraonda mai vista per il parto di una finanziaria che non ha né capo né coda. Mi chiedo come sia possibile fare un progetto economico del genere, chiamato, appunto, Finanziaria, avendo tutti contro. Letteralmente tutti. Mancano solo i preti e le monache, i quali e le quali, fino a prova contraria, sono cittadini italiani.

  • Libri di Destra - Libri di Sinistra: verso le elezioni 2006

    Sono solo due mani ma anche: due direzioni, due indirizzi, due sistemi, due posizioni, due idee, due ideologie, due filosofie, due movimenti, due mentalità, due rivoluzioni, due illusioni, due realtà, due visioni, due delusioni, due impressioni, due vittorie, due sconfitte, due letterature, due intenzioni, due posizioni, due manipolazioni, due approssimazioni, due storie, due vocazioni, due provocazioni, due associazioni ... l'eterno dualismo tra il bene e il male, il negativo e il positivo, la speranza e la morte, il sogno e la realtà ... Numerosi sono i libri sull'argomento e noi ve li proponiamo tutti, così come sono stati pubblicati. Leggeteli prima di votare. Ma, siatene certi, nessuno di essi vi farà cambiare idea. La destra resta destra, la sinistra resta sinistra. Aveva ragione Giorgio...

  • La proprietà privata è ancora un furto?

    Perché una così nefasta utopia gode di tanto consenso anche se mina le basi della civiltà? Ogni tentativo collettivista, da Fourier a Stalin, è finito in farsa o in tragedia. «Le leggi che rendono sicura la proprietà rappresentano il più nobile trionfo dell’umanità su se stessa. È questo diritto che ha vinto la naturale avversione al lavoro e dato all’uomo il dominio sulla terra; che ha posto fine alla vita migratoria delle nazioni; che ha generato l’amore per il proprio paese e la cura per la posterità»: quando all’inizio dell’Ottocento l’economista inglese Jeremy Bentham scriveva queste parole, non faceva altro che esprimere la generale riverenza della società del suo tempo nei confronti della proprietà.

  • Global, No-Global, Post-Global

    "No global" ha spesso significato un rifiuto netto e generale, un giudizio negativo senza appello non di rado basato su presupposti morali. "Postglobal" non presuppone un giudizio di valore, ma indica un ventaglio di problemi e prospettive in cui la sola cosa relativamente certa è la fine, per molti, di tempi relativamente facili, mentre sono in atto processi di de-globalizzazione e appaiono molto reali i rischi di un grave deterioramento dei risultati raggiunti. In queste condizioni, è necessario cercare cause invece che colpe, capire prima di denunciare, curare anziché combattere.