Ultimi interventi

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  • Una cultura dinamica

    Le pubblicazioni periodiche del Mulino rappresentano una proposta ampia e diversificata, che integra e arricchisce la produzione della Società editrice. Alcune si rivolgono a un pubblico generale e offrono un'analisi equilibrata degli argomenti di maggiore attualità; altre, più specialistiche, propongono agli studiosi le acquisizioni più recenti della ricerca in tutte le aree disciplinari toccate dalla produzione editoriale del Mulino.

  • L'ultimo numero di LETTURE

    Nei giorni scorsi ho trovato nella posta l'ultimo numero della rivista LETTURE, un mensile al quale sono stato abbonato per molti anni. Un titolo che è tutto un programma, un mensile tenuto in vita dalla Editrice San Paolo per lunghi anni. Il primo numero vide la luce nel 1946 e sono quindi ben 64 anni che questo periodico ha scritto di libri, di autori, di editori.

  • La letteratura non è fatta dai libri ma dai discorsi sui libri

    In tempi di crisi, tutti abbiamo imparato qualche rudimento di economia. E tra questi concetti for dummies, è risaputo che le banche, per funzionare, devono avere liquidità. Il denaro deve muoversi. L’economia funziona se la moneta circola. La moneta ha un valore intrinseco, ad esempio 1 euro, e un valore di scambio, ad esempio un pacco di pasta o un litro di latte. Per circolare allora, la moneta ha bisogno di una chiusura e un’apertura, un’immanenza e una trascendenza. Così, esattamente così, funziona la letteratura.

  • Wired, l'Immensità e Rita Levi Montalcini

    Quella sensazione da noi talvolta provata che l’immensità sia la vera patria della nostra anima, non è un’illusione: essa ha origine nella nostra struttura psichica. Perciò, coloro che rifiutano di prendere in considerazione i bisogni della propria anima, proveranno sempre nel profondo di loro stessi una sorta di insoddisfazione.

  • Tristezza di carnevale ...

    Stamattina sono molto triste perché ho visto la lista dei miliardari che periodicamente la prestigiosa (poteva essere diversamente?) rivista americana Forbes pubblica sullo stato di salute dei miliardari di questo pianeta Terra. Un tempo questi signori venivano pubblicamente additati come "sporchi capitalisti". Oggi non più anche se le finanze internazionali, con i corrispettivi popoli sudditi, languono.

  • Innocenti evasioni: scrivere in carcere

    L'ultimo numero di quella straordinaria rivista mensile che è "Letture" propone in apertura di numero una documentata inchiesta dedicata a quella che viene definita l'innocente "evasione" di leggere e scrivere in carcere. La lettura e la scrittura come terapia, formazione e informazione, ma sopratutto come "tentazione" di scoprire se stessi, ricostruendosi la propria identità, esplorando orizzonti imprevisti e imprevedibili, prima, stando dentro il mondo, e confrontandosi, ora, dentro le sbarre con l'altra realtà del proprio essere. Leggere e scrivere diventano azione di recupero, rinascita, rigenerazione e scoperta.

  • Come esplorare gli abissi della cultura

    "Che cos'è la cultura?" è una domanda che ritorna di continuo sulle pagine dei giornali, nella mente di chi legge, nel cuore di chi scrive, nell'animo di chi cerca di dare un senso alle proprie domande. Come le domande del bambino che comincia a muovere i primi passi della sua vita e quelle di chi sul letto di morte si accorge di non averle avute ma che sa di trovarle non appena avrà varcato la soglia di quella porta che sta per aprirsi e poi rinchiudersi dietro di lui, una porta destinata a non aprirsi mai più. fatta di vette e di abissi, dipende dai punti di vista, la cultura è il tormento dell'uomo che pensa, che legge, che scrive, che cerca. Da tre anni un settimanale di cultura in Italia, forse l'unico a respiro nazionale festeggia i suoi successi, le sue speranze, comincia a raccogliere i suoi ricordi.

  • Cento copertine di "Vanity Fair"

    Una rivista che dà il nome alla comunità delle genti che abitano il pianeta Terra: "La Fiera delle Vanità". Tutta l'umanità si ritrova sulle pagine di questa rivista famosa in tutto il mondo, e in tutto il mondo edita nelle varie lingue. Un nome che è anche il titolo di un famoso libro. Già, perchè la Vanità non conosce lingue e confini, colore della pelle e della politica. Una "Fiera" che è un caravanserraglio ma che può anche manifestarsi sotto forma di animale famelico che fagocita i suoi figli. Auguri, comunque, alle cento copertine di "Vanity Fair".

  • "Liberal" una rivista per laici e cattolici

    La Fondazione liberal è nata a Roma nel 1995 intorno al mensile liberal per iniziativa di Ferdinando Adornato che propose ad alcuni protagonisti del mondo culturale, economico ed istituzionale, di fondare un think-tank, un laboratorio culturale, con il proposito di favorire lo sviluppo dei valori etici e politici del pensiero liberale laico e cattolico e di far sì che essi, dall'uomo e dalla società, si trasmettano nella famiglia, nelle comunità locali, nel sistema produttivo, nelle istituzioni pubbliche e nelle organizzazioni internazionali. Nel primo comitato di indirizzo figuravano Ferdinando Adornato, Antonio Baldassarre, Augusto Barbera, Rodolfo Brancoli, Carlo Azeglio Ciampi, Franco Debenedetti, Diego Della valle, Ernesto Galli della Loggia, Alfio Marchini, Mino Martinazzoli, Vittorio Merloni, Angelo Panebianco, Sergio Romano, Cesare Romiti, Giorgio Rumi e Marco Tronchetti Provera.

  • "Il Giudizio Universale"

    E' il titolo di una rivista che ha deciso di recensire tutto e tutti. E allora aspettiamoci un "diluvio universale". Giudicare oggi, nell'era mediatica alluvionale che ci troviamo a vivere, significa diluviare e spesso affogare in gorghi comunicativi che sono ingorghi ripetitivi, canali informativi che sboccano in paludi stagnanti, correnti messaggeri di parte senza arte nè parte. Una terra incognita per il viaggiatore nelle terre della lettura e della critica che potrebbe benissimo fregarsene ma delle quali non può fare a meno se non vuole arrotarsi si se stesso e girare solitario e muto sulla propria isola dell'incomunicabilità. E allora, leggiamo il Giudizio Universale e ripariamoci dal relativo diluvio.