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  • Conosci te stesso: il plesso solare

    Qual è la cosa più importante per la vita di un albero? Le sue radici. Il tronco, i rami, i fiori e i frutti non sono che le forme, i colori, i sapori e i profumi attraverso i quali le radici si manifestano. Le radici di per sé sono nere, brutte, deformi, ma ciò che producono è magnifico. Se non ci fossero le radici non ci sarebbero né tronco né rami né fiori né frutti. Tutti coloro che sono ammirati dall’albero non pensano mai alle radici, a quanto devono essere intelligenti e capaci per poter formare un tale splendore. Restano nell’ombra, di loro non si parla mai, ma se vengono danneggiate, per l’albero è la fine.

  • "Il mondo come non l'hai mai immaginato"

    Assicurarsi la vita quotidiana, formare una famiglia, gustare qualche divertimento ... Ecco di che si preoccupa la maggioranza degli esseri umani. Certo, di tanto in tanto fanno qualcosa per la società, ma in generale è dei propri affari che si occupano, è per se stessi che lavorano. Ebbene, che lo vogliano o no, vivono in una collettività, e se in questa collettività scoppiano dei disordini, i loro beni personali e la loro stessa vita non possono più essere al sicuro.

  • Zoofilìa o Zoomanìa?

    Il nostro Bel Paese ha quasi certamente il primato di avere il più elevato numero di animali in libertà domestica e non. Animali di tutti tipi si trovano negli zoo, ovviamente. Ma negli ultimi tempi la presenza in casa o fuori di diversi animali è aumentata in maniera davvero eccezionale. Basta girare per qualunque strada della nostra penisola e vedere cani e gatti in libertà, di tutte le varietà, grandezza e colore, liberi o al guinzaglio. I gatti, meno al guinzaglio, a dire il vero. Ma tutto mi fa pensare che sia possibile. Siamo in tema di zoofilia o zoomania?

  • Un secondo cervello

    "Sappiamo che, per quanto il concetto possa apparire inadeguato, il sistema gastroenterico è dotato di un cervello. Lo sgradevole intestino è più intellettuale del cuore e potrebbe avere una capacità "emozionale" superiore. E il solo organo a contenere un sistema nervoso intrinseco in grado di mediare i riflessi in completa assenza di input dal cervello o dal midollo spinale."

  • Il corpo postumano tra realtà e fantascienza

    E' il sottotitolo di questo libro. Il titolo è anche peggio: Homo Cyborg. Fra tutti i sogni e gli incubi che immaginavamo ci attendessero nell'anno 2000, uno di certo si è compiuto: l'umanità è una specie in via di estinzione. Al suo posto, la società telematica o postumana si ridefinisce quotidianamente mediante le tecnologie avanzate, e a poco a poco si materializza la possibilità di creare vita intelligente non biologica. Anche se non abbiamo ancora il turismo spaziale, il teletrasporto, i robot domestici, le auto volanti o una cura efficace per l'influenza, i computer sono indispensabili in quasi tutti i settori dell'attività umana, soprattutto per le mansioni più delicate, al punto che se ci ritrovassimo improvvisamente senza computer l'intera civiltà sarebbe sull'orlo del collasso.

  • Il codice nascosto: il DNA

    Sarebbe bello entrare nel nostro codice, nel DNA. Ognuno di noi ce l'ha. Non lo conosciamo, ma ce lo portiamo appresso, chissà da quando, disceso da dove e da chi. Non si sa dove ci conduce, nel senso che non sappiamo cosa ci riserva per il futuro. E' comunque un percorso già scritto, che in un modo od un altro, dovremo fare. Tutto è stato già deciso su come saremo e cosa accadrà di noi. Ora c'è qualcuno che dice di poterci dire attraverso la lettura di questo codice il perchè di molte cose che ci riguardano da vicino. Se volete saperne di più continuate a leggere.

  • “Mia madre era un computer"

    Leggere questo libro è come esplorare un nuovo pianeta. Storia della scienza, cibernetica, teoria degli ipertesti, nuovi media, sono tutti argomenti presenti in questo straordinario viaggio nel mondo della comunicazione moderna. Negli anni ’30 e ’40, all’alba dell’intelligenza artificiale, la parola computer veniva raramente usata ed era impiegata per descrivere l’attività di chi per vivere viveva facendo calcoli. Al giorno d’oggi siamo diventati sempre più dipendenti dai computer tanto che l’umanità può essere difinita post-umana o cibernetica. La linea di confine che divide l’uomo e l’intelligenza artificiale è diventata sempre più esile. Gli scienziati quanto prima saranno in grado di “scaricare” la nostra memoria in un computer per caricarla in un altro cervello dopo che siamo trapassati.

  • Il “graffito”della mente

    Sul muro del bagno degli uomini, proprio di fronte all’orinatoio, in un edificio di Oxford dove si trovano gli uffici del dipartimento di ”igiene mentale”, un ricercatore ha trovato scritto la seguente frase: “Do not adjust your mind: reality is at fault”. Tradotto liberamente sarebbe: “Non mettere a fuoco la mente, è la realtà ad essere sfocata”. In altre parole, qualche visitatore, in visita a quegli uffici in cerca del senno perduto, cercava di consolarsi comunicando a se stesso ed agli altri che la realtà che si trovava a vivere era ben altra. Un paradosso di cui non tutti si rendono conto. Come la vecchia storia dei matti chiusi in manicomio i quali credono che i sani stanno dentro e quelli fuori sono, appunto, “fuori di mente”. Punti di vista che, comunque, stanno a segnalare un disagio irrisolto e forse irrisolubile: il disagio della mente.

  • Quando il pensiero è assente

    Kabat-Zinn è un professore di medicina americano che ha fondato una clinica per la riduzione dello stress presso l'Università del Massachussetts, nella quale viene utilizzato un metodo di meditazione da lui ideato e chiamato Mindfullness, nato da un adattamento della vipassana. Il suo metodo ha avuto molto successo, tanto che in America e in altre parti del mondo si sono aperte decine di centri che si ispirano ai corsi tenuti da Kabat-Zinn. Ecco la prefazione che ha scritto a questo libro molto importante.

  • Il Cielo e il Cervello

    Non meravigli il lettore l'abbinamento del Cielo e del Cervello che costituisce lo scopo di questo post. Sono le due categorie scientifiche e culturali sulle quali poggia, a mio parere, il senso della vita, sia del singolo che dell'universo. Non ha limiti, infatti, la mente ospitata dal cervello dell'uomo, così come l'uomo non ha confini alla sua libertà, prigioniero com'è nell'infinito dell'universo in cui è chiamato a vivere. In una breve poesia di quella straordinaria poetessa che fu Emily Dickinson si racchiudono queste due grandezze che non hanno misura umana in quanto sono certamente infinite.