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  • La scrittura e la lettura sociale

    Qualcuno ha scritto che gli uomini leggono per non restare soli. C’è chi invece sostiene che leggere è un’azione egoistica perchè la lettura isola in un mondo artificiale. Comunque sia, oggi leggere è diventato un fatto sociale. E non solo la lettura ma anche la scrittura.

  • "In principio era il Verbo ..."

    "In principio era il verbo ..." Tutti lo sappiamo. Ma quello che non sappiamo, e nessuno è mai riuscito ad appurare, è quante e quali fossero le parole che anticiparono la comparsa dell'uomo su questa terra. Lo so che il Verbo era presso Dio, in quanto Dio era il Verbo. Ma le cose restano non chiare.

  • Al cervello piacciono i libri elettronici?

    Qualche mese fa il New York Times si è posta la domanda: “Al cervello piacciono i libri elettronici”? Tutta la mia vita l’ho trascorsa tra i libri. Sin da piccolo, nella tipografia paterna, i libri li ho visti nascere, lettera dopo lettera, quando le parole si componevano a mano nel tipometro, con i caratteri mobili. Era lungo il percorso che le pagine dovevano fare prima che diventassero libri da aprire, leggere e sfogliare, per diventare non solo strumenti di conoscenza o fonti di informazione, ma anche amici da visitare, accogliere, collezionare, incontrare. Il libro di oggi non è più quello di un tempo. Anche la lettura non è più quella di un tempo.

  • Albano, primo martire cristiano in Britannia

    Era entrato nella cattedrale dedicata ad Albano seguendo come di istinto un percorso che sembrava conoscere bene. Dal centro della città, al semaforo, giù lungo quella stradina acciottolata, a destra. Si era fermato per un attimo sotto la volta di ingresso. Aveva dato uno sguardo in direzione del parco senza poter vedere nulla né del lago né delle mura romane. Aveva varcato il portone d’ingresso quasi furtivamente, sfuggendo alla densa e fitta nebbia che era calata improvvisa in quel primo pomeriggio di dicembre...

  • La storia di Boadicea

    L’imperatore Claudio era riuscito a sottomettere le tribù ribelli che erano diventate turbolenti dopo l’assassinio di Caligola e lo sbandamento del potere centrale di Roma. Gli Iceni avevano acconsentito a sottomettersi negoziando la gestione del loro regno. Erano seguiti diversi anni di tranquillità caratterizzati da scambi commerciali con Roma la quale inviava a Britannia sempre più spesso suoi emissari con il compito di gestire la realtà locale nel modo più conveniente prima per sé e poi eventualmente per l’altra parte. La protezione romana si concretizzava, di fatto, nella vita di ogni giorno anche in forma di traffici che prevedevano finanziamenti, prestiti, istruzione, attività commerciali ed impiegatizie le più svariate, da quello degli schiavi a quello delle merci.

  • I favolosi anni sessanta

    Erano gli anni del cosiddetto boom economico, i favolosi anni sessanta. Con quel nome sono passati alla storia. Favolosi, cioè da favola. Incredibili, irreali, inventati, artificiali, irrepetibili. Sarà poi vero? La parola d’ordine era: muoversi, andare, partire verso il nord, verso quei posti dove il benessere economico stava per cambiare la vita di molti cittadini. Alvano, invece, ritornava. Ma era consapevole che sarebbe partito presto di nuovo. Restare o partire. L’eterno dilemma di chi si sente tirato prima da una parte e poi dall’altra. Un continuo conflitto, prima con sé stessi e poi con gli altri.

  • Fotomanipolazioni estive in tema di libri

    Mi sono sempre chiesto quante parole può contenere una immagine, o meglio in quante parole una immagine può essere descritta per liberare il pensiero e dar vita alla creatività della fantasia. In fondo cosa sono i libri? Non altro che sequenza di pagine fatte di parole che cercano di “immaginare” e quindi “fotografare” nella mente del lettore una serie di eventi concatenati che creano storie e fanno un senso. E che cosa fa il Bibliomane, che ama, legge e colleziona i libri? Insegue la realtà che lo circonda e quella degli altri cercando immagini per fissarle nella sua mente e formare la sua biblioteca visiva immaginaria.

  • "Sogno di una notte di mezza estate"

    Puck è un folletto malizioso caratteristico del folklore inglese che ha ispirato molti personaggi letterari specialmente quello di Shakespeare nella sua straordinaria commedia "Sogno di una notte di mezza estate". La figura di Puck è strettamente associata al gioco degli inganni e il termine "puckish" sta ad indicare qualcuno che ha un carattere tanto luminoso quanto enigmatico.

  • Il ginnasio di Alvano

    L’unico ricordo positivo che aveva degli anni del ginnasio, nelle sue perdute memorie di scuola, era lo studio della lingua francese. Ogni volta che c’era l’ora di francese Alvano era felice. Lei entrava in classe col suo passo cavallino, sui tacchi a spillo, alta, formosa, sempre ricercata nel vestire. Alvano la seguiva con lo sguardo, era come se la conoscesse da sempre. Si fermava a mezza strada tra la porta e la cattedra. Si guardava intorno per un attimo, poggiando a terra la punta dell’ombrello. Dopo di aver fatto cenno agli alunni di sedere, saliva sulla pedana.

  • La biblioteca del padre (II)

    Cominciava, però, ad insinuarsi nella sua mente l’idea della scoperta, il desiderio di affacciarsi da solo alla finestra del mondo. Un mondo che fino ad allora per lui era fatto di tanti pezzi, a volte piccoli, a volte grandi. Di piombo o di legno. Tondi o corsivi. Maiuscoli o minuscoli. Le lettere dell’alfabeto erano, infatti, i pezzi intorno ai quali Alvano stava cominciando a costruire la sua visione della realtà. Nell’altra stanza della stamperia, c’era la composizione. Grandi casse con piccoli riquadri contenenti lettere di ogni tipo. Dovevano essere prese una ad una, messe l’una dietro l’altra, riga dopo riga, fino a formare una ‘forma’ che era poi la pagina.