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  • Recensire la scrittura

    E' facile dimenticare quanto sia importante leggere, parlare e scrivere di libri. Parlarne o sparlarne, recensire o stroncare è un'arte che non tutti conoscono o sanno usare con discrezione. Si legge, si parla e si scrive di un libro a cuor leggero, come magari si parla e si gusta o ci si disgusta di una pizza. E invece bisogna sempre pensare che leggere e scrivere di libri presuppone una abilità non sempre facile a trovarsi. Ma per sapere fare questo è importante conoscere bene di cosa si legge, si parla o si scrive: il libro.

  • L'anglomania di Alvano

    L’anglomania è una forma di fantasia accentuata come tutte le parole che contengono il suffisso ‘mania’. Spesso il significato che si dà a queste parole degenera in un eccesso alterando la realtà. Quando Alvano decise di partire per Britannia non sapeva molto né dell’isola né dei suoi abitanti. Se penso a quello che sia io che lui crediamo di sapere di tutto ciò che è “inglese” riferito alla cultura e alla storia di quelle isole, a distanza di mezzo secolo, è piuttosto difficile pensare a ciò che Alvano aveva in testa a quel tempo.

  • Scrivere per SuperEva

    Sono ormai più di dieci anni che scrivo per internet e circa sei per le Guide di SuperEva. Col passare del tempo mi accorgo che la mia scrittura è cambiata nel corso degli anni. Non che prima non scrivessi, anzi. Si può dire che ho fatto della scrittura tutta la mia ragione d'essere sia professionale che umana. Ognuno di noi, in un modo od un altro, vive e convive con la scrittura sin da quando si comincia a leggere. Un tempo si diceva: leggere, scrivere e far di conto.

  • La biblioteca del padre

    Un bibliomane che nasce tale non s'è mai visto. Se non raramente, comunque. Voglio dire che bibliomani, più che nascere, si diventa. A pensarci bene, c'è sempre comunque un background, uno sfondo, un ambiente in cui una persona, alla quale piace leggere e scrivere, diventa appassionato di libri. Li legge, li compra, li conserva, li colleziona perchè li eredita, li scambia, e magari li scrive e li vende. La mia passione per i libri l'ho ereditata da mio padre che i libri, oltre che leggerli e conservarli, li stampava anche, nella sua vecchia tipografia tradizionale. In occasione della festa del papà intendo qui ricordarlo pubblicando un estratto del libro "Il testimone. Le metafore di Alvano" uscito diversi anni fa. Alvano è l' "alter ego" di questo bibliomane.

  • 6. L'impassibile Vesevo

    Tutto taceva allo scorrere delle nubi portate in alto verso l’impassibile Vesevo. Lui non aveva voluto astenersi dalla contesa. Ora era stanco ed era rimasto a rantolare nel buio. L’aria era impregnata di acqua. L’umidità era calata con la sua spessa coltre di nubi sulla città ancora addormentata.

  • 5. Acqua

    Liquido trasparente, privo di colore e di sapore. Per la sua abbondanza sulla superficie terrestre fu considerata dagli antichi uno dei quattro elementi costitutivi dell’universo. Bene primario dell’uomo. La memoria delle origini. L’uomo venne dal mare. Tre quarti del globo sono ricoperti di acqua. Acqua di cielo, di mare, di terra. Questa è acqua di terra ...

  • 4. Il fiume

    Il fiume, già simbolo di vita e di prosperità, sarebbe stato la causa della sua fine. Forse anche per quelle captazioni selvagge, per il continuo inquinamento, per lo sfruttamento dei terreni, lo avevano trasformato in serpente motoso, nel silenzio di una natura inerte ed inerme. Sarniner, il dio dai lunghi e biondi capelli, dalle corna ritorte d’ariete, un tempo era il simbolo dell’abbondanza e della fertilità ...

  • 3. La valle

    La valle aveva caratteristiche naturali di sacralità e fertilità. Denominata più tardi “valle reale” avrebbe visto al suo centro nascere la città. Alcune testimonianze antropiche risalenti al quarto millennio prima di Cristo collocavano le sue origini ai piedi del gigante. Tra un momento avanzato del neolitico medio e quello del neolitico finale.

  • Una modesta proposta di scrittura creativa

    Quanto può essere breve una 'storia' per essere considerata una buona storia? Negli Stati Uniti, vera e propria patria della scrittura creativa, si tiene da diversi anni una gara di scrittura denominata "Fifty‑five Fiction' vale a dire 'narrativa di 55 parole'. Quando tutto cominciò, nell'autunno del 1987, il giornalista e scrittore Steve Moss non venne preso sul serio.

  • 2. Già, la mente.

    Si può essere sani di mente ed avere un corpo malato. Oppure avere un corpo sano ed una mente malata. Mettetela come volete, sceglietevi il posto che più vi aggrada tra le diverse condizioni e vivete o lasciatevi vivere. Vivere, qui sta l’inghippo, la fregatura. Non puoi non farlo. Voglio dire, non puoi dire a te stesso o agli altri: non ci sto, non voglio vivere, mi rifiuto. Devi continuare a giocare. Da quando sei nato sei fregato ...