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La Luna, quaranta anni fa

Sembra ieri, eppure sono passati quaranta anni. Ne avevo tanti di meno rispetto ad oggi. Quel giorno lo ricordo come fosse ora. Ma quaranta anni fa il mondo era diverso, molto diverso da quello di oggi, quando eravamo tutti incollati davanti al televisore ( in bianco e nero!) a vedere quegli uomini che camminavano sul pianeta facendo girare quegli aggeggi che avevano portato lassù. Era diverso il mondo così come ero diverso io che scrivo e voi che mi leggete. Quell'avventura umana fu il prodotto di un'epoca caratterizzata dall'ottimismo e dalla volontà di osare anche l'impossibile. Un'atmosfera molto diversa da quella in cui viviamo oggi.
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Anatomia di un incubo

La formidabile ascesa dell'ideologia del Comunismo è senza alcun dubbio il fenomeno politico più importante del secolo scorso. Altrettanto inesorabile la sua scomparsa. Sia la prima che la seconda azione hanno provocato profondi mutamenti da un punto di vista politico e sociale, umano e culturale. La recente pubblicazione in Inghilterra di un libro sul Comunismo permette, a me semplice lettore di storia, di fare un documentato viaggio nei quaranta anni di vita di questa ideologia che ha forgiato il mondo nel bene e nel male. Per quanto riguarda chi scrive, moltissimo nel male, pochissimo nel bene.
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I “compagni” di Carlo Marx

In uno degli ultimi numeri dell’autorevole rivista letteraria inglese “Literary Review” sono apparse tre recensioni di libri dedicati al revisionismo della teoria e prassi dell’ideologia marxista. Il primo affronta la storia del Comunismo da un punto di vista globale, il secondo si occupa del giovane Stalin “cattivo seme” della storia, il terzo parla degli anni durante i quali negli Stati Uniti infuriò la paura dei “rossi sotto il letto”. Tutti e tre i volumi superano ognuno le cinquecento pagine ed impegnano il lettore in una lettura tutt’altro che facile. Mi occuperò della recensione del primo libro fatta dallo storico inglese Richard Overy. Il libro, che ha un titolo ambizioso: “Compagni. Una storia del comunismo mondiale”, è stato scritto da Robert Service, professore di storia a Oxford, uno degli storici occidentali ad avere avuto accesso agli archivi sovietici dopo il collasso dell’URSS. Un grande studioso del comunismo ed accreditato biografo di Lenin e Stalin.
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Il secolo dei genocidi
Al Novecento guardiamo come al "secolo dei genocidi" per eccellenza. Se è vero che stermini di massa ricorrono lungo tutta la storia dell'umanità, è solo in questo secolo che la particolare miscela di razionalità totalitaria, nazionalismo e modernità genera la "specialità" del genocidio. Coniato da un giurista americano nel '44 in riferimento alla barbarie nazista, il termine designa un tipo di crimine di massa in cui un gruppo viene intenzionalmente distrutto in nome di criteri di nazionalità, etnia, razza o religione.
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Gli analfabeti e Mussolini
Ieri sera mi sono dato alla lettura degli articoli apparsi sui giornali dedicati ai risultati di uno studio sull’istruzione in Italia. Anzi, sull’analfabetismo. Il nostro Paese è risultato “maglia nera” perché sei milioni di nostri compatrioti non sanno né leggere né scrivere. Poi, subito dopo, per uno strano caso di “coincidenza significativa”, mi sono dedicato alla visione in DVD di una biografia di Benito Mussolini. “Nera” per “nero”, direi che ho trascorso davvero una notte in “bianco” dopo tanto colore scuro.
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"Breve Storia del Mondo"
Il sogno di ogni bibliomane è quello di abbracciare, o meglio, percorrere leggendo, la storia del mondo attraverso la lettura di tutti i libri. Un sogno irrealizzabile perché, anche se fosse possibile possedere e leggere tutti i libri del mondo, sarebbe del tutto incredibile impossessarsi della storia di tutti gli uomini, specialmente la storia dei vecchi. Un vecchio è, infatti, un testamento vivente, il depositario dell’epoca da lui vissuta, soffrendo e gioendo il suo tempo, la quale, a sua volta, fa parte del tempo universale, il tempo di tutti. Quando l’autore di questo libro, E. H. Gombrich, morì nel 2001, aveva 92 anni. Dopo d’essere scappato a Londra dalla Vienna occupata da Hitler, portò con sé il bagaglio culturale di un’intera civiltà, incapsulato in un altro libro di grande valore: “La Storia dell’Arte”.
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La Storia in Rete
“La verità è sempre la correzione di un errore; e, quindi, l'errore fa parte della verità". Con questa citazione del non dimenticato Giuseppe Prezzolini si presenta in edicola una rivista di storia che è nata in rete cinque anni orsono e che vanta milioni di pagine viste, centinaia di migliaia di visitatori e abbonati alla newsletter. Certo, quella citazione non la conta giusta per chi è appassionato di storia e va alla ricerca della verità. Sembrerebbe di capire da quelle parole che la verità non esiste, o meglio, verità ed errore camminano di pari passo sul sentiero della Storia.
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Elogio del "revisionismo"
Se ci fate caso, da un poco di tempo a questa parte, in questo Paese sono diventati tutti "revisionisti". La revisione non è altro che un modo di vedere le cose in maniera diversa da come le si sono viste quando, quelle stesse cose, sono accadute. Il muro di Berlino, il comunismo, la prima Repubblica, la Resistenza, Mussolini, Hitler, Craxi, Saddam, insomma fatti, persone e personaggi così come mi vengono in mente, soggetti a possibili revisioni. Basta attendere.
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Il mito dell'Italia, l'Italia come mito
Ricordo di aver letto tempo fa che uno storico tedesco ha scritto che l'Italia comincia dalla Sicilia e che gli italiani si sono diffusi risalendo la penisola e popolandola dei vari usi e costumi a seconda delle condizioni ambientali che trovavano nei loro inserimenti. Ma quando nasce il suo mito? Il mito dell'Italia in età moderna nasce e prospera nella prima metà del Cinquecento, contemporaneamente al suo declino politico: quando le guerre per la conquista della penisola vedono sullo scenario internazionale le maggiori potenze del mondo - Francia e Spagna - contendersi a colpi di archibugio il territorio della penisola diviso in Stati e staterelli l'un contro l'altro armati e disponibili a tutto pur di prevalere sull'altro.
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La "Schiuma della terra" dell'individualista inquieto
In occasione del centenario della nascita di Arthur Koestler, giornalista e scrittore ebreo-ungherese naturalizzato inglese, autore di romanzi e di saggi politici e filosofici, morto suicida a Londra nel 1983, la casa editrice Il Mulino ripropone ai lettori il libro «La schiuma della terra». Koestler ha segnato la cultura e la saggistica politica del secolo scorso, attraverso le sue vicende biografiche e la sua testimonianza letteraria. Tra gli editori italiani di Koestler il Mulino, più di altri, ha contribuito alla riscoperta dell'autore dopo anni di oblio, pubblicando alcuni dei titoli più significativi della sua opera autobiografica. Il Mulino presenta al pubblico, in una nuova veste grafica, lo straordinario racconto autobiografico degli anni parigini di Koestler nella Francia del 1939-40, dallo scoppio della guerra all'occupazione tedesca, fino al suo espatrio clandestino. «Schiuma della terra» torna così nelle librerie dopo anni di assenza.
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