Questo sito contribuisce alla audience di

Ultimi interventi

prossimi 10 »
  • Libraries

    Un altro libro da "vedere" piuttosto che leggere. Una famosa fotografa di interni che da oltre 30 anni cerca con le sue immagini di far capire al pubblico come osservare gli spazi, le forme, i luoghi e le persone che leggono e lavorano con i libri. Non per il piacere di vedere ed essere visti, ma per penetrare l'intimità interna di un pensiero, un'idea, una impressione legata.

  • Le più belle biblioteche del mondo

    Il fascino delle biblioteche pubbliche e private è come un sentimento irresistibile che attanaglia ogni bibliofilo o bibliomaniaco che dir si voglia. Una libreria personale, come anche una biblioteca pubblica o privata, è destinata a non chiudersi mai, nel senso che non è mai completa, esaurita, finita. Il giorno in cui si dovesse verificare una cosa del genere, state pur certi che quella libreria o biblioteca muore per inedia, eutanasia. In una parola si autodistrugge per esaurimento e asfissia.

  • La Biblioteca è un luogo ...

    Questo è un libro non da leggere bensì da "vedere". Sfogliandolo lentamente, osservando le bellissime immagini di biblioteche private tenute da veri e raffinati collezionisti. Collezioni di libri e luoghi dedicati alla lettura che sono anche residenze piuttosto che semplici case. Posti dove regna lo spazio, il buon gusto, l'arte del vivere e del pensare e sopratutto del modo in cui i libri possono integrarsi nella vita di una famiglia, che non è solo casa, ma residenza, rifugio, biblioteca.

  • Il mondo in biblioteca

    Il mondo in biblioteca. La biblioteca nel mondo. Verso una dimensione internazionale del servizio e della professione. Il Convegno intende approfondire il processo di internazionalizzazione della biblioteca e della professione del bibliotecario, chiamati sempre più a misurarsi con una dimensione che va oltre i confini nazionali. Allo stesso modo le discipline su cui si fondano le strategie del servizio e le competenze di chi lo gestisce tendono a definire il loro statuto secondo logiche e standard internazionali, che dovrebbero mirare all’armonizzazione delle diversità culturali piuttosto che all’imposizione di modelli.

  • La regina del design: la libreria

    L’idea è un po’ rinascimentale: la città che diventa salotto, biblioteca, libreria. Architetti e designer pensano al cittadino come lettore e, dopo aver rivoluzionato case e appartamenti, arredano anche lo spazio urbano in funzione di un piacere molto privato. Il tête-à-tête con la parola scritta, di solito, è affare da gustare nell’intimità ed è così amato che le librerie non sono più semplici scaffali per i volumi, ma opere d’arte che occupano, se possibile, pareti intere. Sono regine della scena domestica che raggiungono dimensioni chilometriche, i loro designer vincono premi che, fino a poco tempo fa, erano riservati ai creatori di lampade, chaise longue e tavolini e il vero appassionato farebbe anche a meno della cucina, pur di accaparrarsi quindici metri di mensole.

  • La biblioteca è una specia di harem

    Per la maggior parte della gente i libri sono soprammobili di carta. Per la minor parte, un enorme problema. Dove metterli? Come metterli? Perché metterli in un modo o nell’altro? La libreria, oltre alla distruzione del reddito, è una perenne condanna. Quando si supera la soglia dei 10mila volumi (cifra al di sotto della quale bastano due scaffali dell’Ikea con sopra l’enciclopedia I Quindici, due Simenon e il Marcovaldo), sistemare la libreria è un’arte. Heinrich Mann diceva che una casa senza libri è come una stanza senza finestre. Con troppi, però, si rischia di rimanere all’addiaccio. Fermo restando che la questione principale è lo spazio, una libreria è come un giardino all’italiana: occorrono armonia, genio e regole, prima di tutto «materiali».

  • "Libri senza casa"

    I libri hanno una casa, come tutti gli esseri viventi. Sì, avete letto bene. I libri sono "esseri viventi". Nascono, vivono, si spengono, si raccolgono, si collocano nella mente e negli scaffali della vita di ognuno di noi, appaiono e scompaiono. Ci sono quelli che hanno una dimora fissa, grande, spaziosa, a volte lussuosa, silenziosa, tranquilla ed agiata. Altri libri, invece, vivono una vita precaria, difficile, fatta di stenti, di attese e di speranze, senza troppe illusioni, tra ingratitudini e pericoli, incomprensioni e sofferenze. Eppure, anche questi libri sono fortunati e non lo sanno. Sì, perchè ci sono libri che non hanno una casa, un tetto, un luogo, nè dello spazio nè della mente. Nemmeno uno scaffale, una semplice tavoletta in un angolo della casa ad accoglierli, custodirli per chi un giorno possa prenderli tra le mani e con essi riconciliarsi con la vita. Ora sembra che ci sia qualcuno che vuole pensare ad essi, e che ha deciso di dare una casa ai libri che non hanno casa...

  • La biblioteca personalizzata: Bibliostar

    La Biblioteca su misura. Verso la personalizzazione del servizio sarà il tema della undicesima edizione, un tema che si ricongiunge idealmente agli assunti della "biblioteca amichevole" per svilupparsi lungo la nuova prospettiva della personalizzazione dei servizi. Inserendosi in una ideale linea evolutiva che prende le mosse dalla fornitura di un servizio uguale per tutti, per giungere ad applicare le più sofisticate tecniche di individuazione dei bisogni degli utenti, il convegno intende indicare alla comunità professionale italiana l'adozione di nuove strategie capaci di aderire con maggiore efficacia alle specifiche esigenze del singolo utente. Standardizzazione e personalizzazione rappresentano le due dimensioni di servizio che i bibliotecari sono chiamati a integrare ad un più elevato livello di consapevolezza professionale, ponendo al centro dell'attenzione non già una astratta qualità dell'offerta di servizio, ma la concreta qualità dell'esperienza che il singolo utente acquisisce e consolida nel tempo, alla ricerca di risposte che siano il più possibile rispondenti alle proprie esigenze.

  • "Facere bibliothecam in Domo"

    Si annuncia un´estate difficile per gli habitué delle biblioteche. La "De Gemmis", ospitata nel palazzo di Santa Teresa dei Maschi a Bari vecchia, inaugurata un anno e mezzo fa, da ieri rimane chiusa nelle ore pomeridiane. «Colpa della mancanza di personale», spiega la direttrice Emanuela Angiuli. A rischio anche il cartellone di eventi organizzato sulla terrazza dello splendido palazzo per l´estate. La Biblioteca nazionale, poi, è in attesa del trasloco nell´ex Macello comunale che partirà a settembre e durerà almeno cinque mesi.

  • "Dell'Amicizia"

    Il sette agosto 1582 il trentenne Matteo Ricci sbarcava dal galeone portoghese che in due mesi di viaggio lo aveva trasportato da Goa a Macao, passando per Malacca. Chiamato dal Visitatore delle missioni gesuitiche d'Oriente Alessandro Valignano, veniva ad aiutare il confratello Michele Ruggeri, che già da tre anni si misurava con la lingua e i classici cinesi, tentando a più riprese di entrare nel misterioso Paese, fino a quel momento impenetrabile a ogni straniero. Ricci aveva trascorso quasi quattro anni in India, dove aveva studiato teologia ed era stato ordinato sacerdote. Nell'aprile del 1578 si era imbarcato a Lisbona, dopo aver soggiornato sei mesi nel collegio di Coimbra, studiando la lingua portoghese. A Roma era stato quasi nove anni: aveva frequentato dapprima la facoltà di diritto alla Sapienza; quindi, entrato nell'Ordine dei gesuiti e finito il noviziato, aveva ricevuto la migliore educazione umanistica e scientifica al Collegio Romano.