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  • Cinguettii in Rete

    Tutti sanno che in inglese la parola "twitter" significa "cinguettare". Molti pensano che la parola scritta sia destinata a morire di "bits & bytes". O almeno pensano che le parole finiranno in tanti "cinguettii". La cosa si spiega col fatto che tra "libri di facce" (facebook) e "cinguettii" (twitter) la comunicazione tradizionale sembrerebbe destinata a finire sotto i colpi delle tecnologia digitale. E' certo, comunque, che il libro non è più ormai l'elemento centrale della nostra cultura e della maniera con la quale entriamo nel mondo della conoscenza.

  • Le vostre aree virtuali

    L’idea di questo post ruota intorno al fatto che da un pò di tempo a questa parte ognuno di noi si avvia ad avere delle zone che una volta si chiamavano “aree esistenziali”. Oggi vengono dette “aree virtuali”. Un tempo ci si ritrovava al circolo, alla sede del partito, al caffè sport, al parco giochi, all’oratorio. Oggi, senza uscire di casa, oppure anche fuori casa, purché si abbia un “accesso virtuale”, ci si incontra nelle proprie “aree virtuali”.

  • Sapete che cos'è Internet Archive?

    Esiste una biblioteca online con 150 bilioni di pagine. E sapete a quanto corrisponde un bilione? A mille miliardi. Fate voi i calcoli e avrete sotto gli occhi questa sterminata biblioteca, sicuramente infinita. Anche perchè viene continuamente alimentata. Se non ci riuscite ad immaginarla con gli occhi della mente potrete sempre provare con il vostro computer. Per accedervi e cominciare a leggere comodamente da casa vostra.

  • La rete, il mostro e i pesciolini

    Questa è una piccola storia raccontata da quel grande maestro e filosofo che fu il bulgaro Omraam Mikhael Aivanhov. L’ho riscoperta per questa occasione: saper stare in rete. In questo nostro Bel Paese, ma non solo qui da noi, abbondano gli ami gettati in continuazione ai pesciolini che hanno la sorte di nascerci e di viverci.

  • Come si dice Facebook in Latino?

    Questa faccenda del latino "lingua viva" mi insegue dai tempi, ormai lontani, di quando lasciai l'insegnamento della lingua e della letteratura inglese negli istituti ad indirizzo tecnico, turistico, commerciale ed entrai nelle auree ed auliche classi del liceo classico. In quelle stesse aule in cui io, come studente, avevo penato e sofferto, mi ritrovavo fianco a fianco con colleghi i quali insegnavano quella lingua che avevo tanto odiato perchè nessuno di loro me l'aveva fatta realmente amare. A dire il vero, non era solo il latino ad essere la "pecora nera" della mia triste vita di liceale. Il greco di Senofonte teneva compagnia alla lingua di Cesare. Insieme costituivano i miei incubi.

  • E' vero che Internet fonde il cervello?

    Le dichiarazioni sono note: Facebook mette in pericolo le relazioni sociali; Google ci fa parlare sempre di meno; i messaggini al cellulare danneggiano la lingua; siamo in piena crisi culturale; è a rischio il futuro dell'umanità; sarebbe bene riflettere con tutta questa nuova tecnologia. Magari fermarla solo un pò, riprendere l'uso della penna e del calamaio; non usare sempre la tastiera del computer. Non tutto di botto, ovviamente. Cervelli in fusione davvero!

  • La scuola digitale

    Tutti a scuola! Il ritorno nei banchi da parte degli studenti caratterizza la vita di una comunità, ne inquadra le abitudini, impone delle priorità, in poche parole, ne progetta il futuro. Milioni di bambini, ragazzi, giovani e adulti ruotano intorno all'istituzione scuola. Su questa istituzione si giocano i destini di un popolo. Ogni principio di anno scolastico segna sempre e comunque la fine e l'inizio di un ciclo quanto mai vitale nel tessuto di un organismo vivente quale è la vita di una nazione.

  • La rivoluzione del Web Semantico.

    Immagina un mondo in cui tutte le informazioni-chiave di cui l'uomo ha bisogno possano apparire sul tuo desktop non come pagine lanciate da una ricerca su Google ma spedite in un formato ben strutturato in maniera da poterle usare in ogni applicazione che vuoi. Immagina di poter interrogare qualsiasi banca dati del pianeta usando un solo linguaggio, filtrando ogni disturbo in maniera da ottenere esattamente ciò che vuoi. Immagina che ogni conoscenza di base al mondo sia perfettamente connessa in maniera da permettere di gestire il sapere proveniente da molte fonti collegate per risolvere i tuoi problemi.

  • Google uccide la conoscenza?

    "Cultura generale" è l'espressione con la quale si verificano le conoscenze di una persona dall'età in cui comincia a relazionarsi con gli altri. Va dal sapere i nomi delle città capitali alle date delle battaglie, da quelle di nascita e morte di scrittori, poeti, santi, re e capi di stato alla definizione di un organo fisico o istituzionale, alle date delle battaglie e così via. Cultura, insomma, di "superficie". Direi di "raccordo", che possa cioè mettere in condizione il soggetto di ritrovarsi nel tempo e nello spazio.

  • Attenzione al "multitasking"

    Gli iPhone, i Backberry e tutti gli altri strumenti di trasmissione cellulare dovrebbero essere banditi nelle riunioni di ogni tipo. A cominciare dalle celebrazioni religiose, i funerali, le riunioni d'affari, quelle di governo locale e nazionale, i seminari di studio, le classi di ogni forma di scuola, dalle elementari fino all'università. E sopratutto nelle riunioni di affari. Silenziosi o sonori, i loro segnali-messaggi disturbano, sono occasione di distrazione e anche di errori ed imbrogli.