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Il Web 2.0 e la salamandra del sesso

Che quello del sesso sia un mestiere antico lo sanno tutti. La più vecchia professione del mondo che si rinnova e si ritrova con nuovi mezzi e sistemi di diffusione. Oggi la "comunicazione del sesso" è una gigantesca corporazione commerciale su scala mondiale. Sempre, comunque, con il medesimo obbiettivo: raccogliere soldi sfruttando il corpo umano, sia maschile che femminile. Un argomento delicato questo perchè coinvolge i settori di tutte le società ed ogni cultura.
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La Bibbia del Marketing

La Rete è in continua evoluzione. Lo sanno bene tutti coloro i quali hanno scelto una vita digitale. La tendenza è destinata a non arrestarsi, almeno per ora e sino a quando continuerà la rincorsa tra le nuove tecnologie, i bisogni della gente e le necessità del mercato. Su tutto governano quei bisogni messi in mezzo, reali, artificiali o indotti, non importa. Almeno in questo contesto. Ciò che appare sempre più forte è la necessità di ripensare le modalità con le quali gli uomini e le donne, i giovani e i vecchi, le istituzioni sacre e profane, decidono di interagire e confrontarsi su temi personali che poi alla fine si manifestano come vere e proprie necessità collettive. Non c'è aspetto della vita privata o sociale che non possa essere visto passare attraverso i fili della Rete. Il bisogno di socializzazione tenderà sempre di più ad aumentare e di conseguenza sarà sempre più forte la domanda su come gestire le relative mutazioni e i possibili cambiamenti.
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Sapete cos'è il copyleft?

"Le storie sono di tutti e nessuno deve poterne bloccare la libera diffusione. La creatività dell'individuo è frutto di scambio tra cervelli, circolazione di idee, plagi più o meno consapevoli, prestiti, suggerimenti, frasi ascoltate di sfuggita nel bar sotto casa... Diciamo spesso che il narratore è una specie di terminale per tutto questo. un riduttore di complessità, che organizza e struttura questa materia per renderla fruibile.
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A "distanza" e in maniera "aperta", grazie al Web e a Internet.

Quando lasciai l'insegnamento attivo e decisi di riciclare tutto ciò che credevo di sapere, mi iscrissi ad un corso online a pagamento presso l'Università di Londra, Institute of Education. Durò quasi un anno e i "tutorials" furono davvero stimolanti. Vennero tenuti anche dei seminari residenziali sia a Londra che in Italia e noi studenti di tutte le età, lingue e nazionalità avemmo modo di entrare in maniera efficace in quella che allora si cominciava a chiamare la "realtà virtuale".
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Chi sono gli emigranti digitali?

Immigrant: persona che è arrivata in un nuovo paese per viverci in modo permanente. Emigrant: persona che lascia il proprio paese per andare a vivere in un altro. Frutto di una lunga incubazione che va più o meno dal 3000 a.C. agli anni ottanta, la civiltà digitale è esplosa negli ultimi venticinque anni in una rivoluzione che, lungi dall’esaurirsi, pervade la società contemporanea.
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Anna Lovelace, la prima programmatrice di computer

In questi giorni si ricorda la scrittrice inglese Ada Lovelace. Nata nel 19° secolo è considerata la prima programmatrice di computer.
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La vita è un fascio di "files"

Si dice che su Internet è possibile trovare di tutto: musica, film, software pirata, e altro ancora. Il fenomeno del file sharing, lo scambio e la condivisione più o meno legale di file, ha raggiunto dimensioni inimmaginabili. Ormai per milioni di utenti Internet è prima di tutto "file sharing". Per alcuni il file sharing è l'oggetto proibito del desiderio, per altri il diavolo in persona. Molti si vantano di aver scaricato gigabyte di materiale non proprio lecito. Ma dove l'hanno trovato? Come hanno fatto? Questo libro guida il lettore alla scoperta e all'utilizzo delle reti e delle comunità dove lo scambio regna sovrano, illustrandone i meccanismi e le particolarità. Tutto quello che avreste sempre voluto sapere sul file sharing e non avete mai osato chiedere: l'Internet sotterranea e illegale, che non dovreste mai visitare, viene spiegata con semplicità e chiarezza da un guru della Rete.
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Gli "eroi" del Web 2.0

Anche se il titolo di questo recente libro non mi piace molto, perché suona retorico quell' "eroi" riferito ai 20 prescelti innovatori della Rete, è un libro che va assolutamente letto e studiato in quanto di grande attualità. Può fare da catalizzatore di idee ed intenzioni, anticipare tendenze e dare previsioni su quello che sarà il prossimo futuro della nostra attuale civiltà telematica. I nomi degli innovatori, o presunti tali, sono operatori del "social networking", quella generazione di informatici che pensa alla Rete non più come ad un semplice strumento di conservazione di dati e distributore di informazione, qual'è stato il Web fino ad ora.
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Il sè digitale
Conoscete le patologie compulsive? Come ogni altra innovazione tecnologica, Internet consente un accertato miglioramento nella vita delle persone, ma secondo molti rappresenta anche un pericolo per chi non ne sappia usufruire in maniera adeguata. E' ormai assodato che l’uso eccessivo di Internet porta progressivamente delle difficoltà soprattutto nell'area relazionale dell'individuo, il quale viene assorbito dalla sua esperienza virtuale, rimanendo “agganciato” alla Rete. Essere “agganciati” significa abboccare al gancio o all’amo come si fa con i pesci. Facile esere presi, difficile liberarsi una volta che il “gancio” ha fatto presa.
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Dalla carta al silicio

L'ultimo numero di Letture, la straordinaria rivista mensile della casa editrice San Paolo, è dedicato nella parte editoriale all'esame di un problema che ci interessa tutti, voglio dire interessa tutti coloro i quali leggono, scrivono e navigano su internet. E' necessario riconsiderare e analizzare diverse cose per comportamenti e idee in questa che, come ho più volte avuto modo di dire, è l'era della Connessione, dell'Accesso, e del Controllo. Se Connessione ci debba e ci possa essere, non a tutti è chiaro che l'Accesso ci porta a sapere Controllare non solo ciò che noi stessi possiamo fare in rete, ma sopratutto a capire quanto gli altri possono fare di noi. Se non vogliamo essere controllati è bene che impariamo a come controllare. Se non vogliamo restare in superficie ed essere sballottati di qua e di là senza sapere dove andare col rischio di affondare ed affogare in acque oscure senza sapere il perchè, è bene che impariamo l'arte della navigazione sia nei mari della biblioteca che in quella della vita.
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