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Conoscete l’ “Anobium Punctatum”?

E’ uno dei tarli che corrodono il legno e con il legno i libri. Lo sapete che i libri hanno il loro posto naturale sui scaffali delle librerie. Gli scaffali sono fatti di legno, quindi l’anobium puntactum sa bene dove trovarsi da mangiare. Deve solo decidere per sfamarsi se prima con il legno e poi con la carta, o dalla carta passare al legno. Una cosa è comunque certa, e cioè che una volta che ha cominciato il suo lavoro di demolizione, niente potrà ritornare come prima. Il legno degli scaffali delle grandi biblioteche saranno inesorabilmente corrotti dalla sua lenta ma inesorabile erosione, destinati a cedere e rovinare con tutto il loro carico di libri. Questi, a loro volta, saranno stati sicuramente già attaccati da altri amici anobici i quali con i loro denti puntati avranno cominciato a percorrere in su e giù per le pagine dei volumi, ruminando fogli dopo fogli, ingerendo parole e pensieri antichi o moderni, digerendo filosofie e dottrine, idee e sentimenti, immagini e disegni. Nulla resterà di essi se non briciole del tempo, fatti polvere del nulla.
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Separati digitalmente

"Una ricerca che proceda indisturbata come un monologo non è del tutto esente da pericoli. Si cede troppo facilmente alla tentazione di scartare, accantonandoli, pensieri che intendono interromperla e si genera in cambio un senso di insicurezza che alla fine si vuol superare con una risolutezza eccessiva". Sicuramente Freud non aveva in mente il divario digitale (d'ora in poi d.d.) prodotto dalle nuove tecnologie quando scrisse queste parole, ma altrettanto certamente conosceva "l'avvenire di un'illusione", il destino di certe rappresentazioni e dell'esperienza cui si riferiscono: quello di essere portatrici di un senso univoco, positivo o negativo, panacea di ogni male o campo di battaglia, senza contraddizioni né incoerenze. Spesso, però, sono proprio i chiaroscuri a fare i messaggi e a consentire all'esperienza di giocare il suo imprevedibile ruolo.
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“Sbrodolature adolescenziali?”

Bloggare è una forma di vanità: si possono adoperare termini eleganti, parlare di "cambio di paradigma" o "tecnologia dirompente", ma la verità è che i blog sono sbrodolature adolescenziali senza senso. Adottare lo stile di vita del blogger è l'equivalente letterario di attaccare nastri colorati al manubrio della bicicletta. Nel mondo dei blog "0 comments" è un dato inequivocabile: significa che una certa cosa non interessa assolutamente a nessuno. La terribile verità dei blog è che le persone che scrivono sono molte di più di quelle che leggono. (Stodge.org, The Personal Memoirs of Randi Mooney, postato il 5 maggio 2005, (14) commenti)
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Il giardino dei libri

Per questa volta mi lascio andare a fare della pubblicità gratuita ad un sito di libri, anzi un blog che ha un nome che mi piace: "Il giardino dei libri". C'è solo da immaginarselo questo giardino che deve essere davvero sistemato in uno spazio virtuale senza fine. Tanti infatti sono i libri stampati ieri, oggi e che si stamperanno domani. Ma questi non sono libri comuni, quali libri fatti di romanzi, racconti, poesie, saggi e via librando. Questo è un giardino fatto di libri che mirano alla conquista dello spirito, della salute del corpo e della mente.
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Il ritorno dei “trilobiti”

Nella quotidiana alluvione di messaggi che trovo ogni giorno nella posta, ieri sera, sul tardi, una email è si è presentata nella cassetta . Aveva tutte le caratteristiche per finire nella rete antispam di google. E’ stata scritta da un gruppo di sospettabili “trilobiti”. Invece eccomi a parlarne perché mi sembra che sia interessante parlarne. Come tutti sanno ormai la rete è una “finestra sul mondo” e quando ci affacciamo ad essa abbiamo la possibilità di vedere scorrere sotto i nostri occhi milioni e milioni di siti, luoghi reali e virtuali, che aspettano di essere visitati. Ogni giorno ne appaiono e scompaiono incessantemente, nascono e muoiono come le stelle del firmamento. Molti restano, ci fanno compagnia, tanti scompaiono per poi riapparire, altri ritornano da dove s’erano fermati. E’ il caso di questi “trilobiti” fossili del paleolitico che hanno deciso improvvisamente di ritornare dal passato e si presentano con un sito molto interessante oltre ad un promettente progetto culturale espresso in un vero e proprio “manifesto”.
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Il libro che si accende

Ha le dimensioni di un normale volume, pesa meno di tre etti e puo’ contenere i testi di 200 opere, piu’ altre centinaia custodite in una piccola memory card rimuovibile: anticipato nei giorni scorsi da indiscrezioni, arriva negli Usa Kindle, una sorta di iPod per i libri lanciato da Jeff Bezos, il fondatore della libreria online Amazon.com [ ]
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In morte della signora email

Solo qualche anno fa è morto il signor fax, quel piccolo strano aggeggio di varie forme che ingoia fogli di carta e li trasmette all’altro capo del mondo, facendoli viaggiare sulla linea del telefono. Ricordo come se fosse oggi, i giornali erano pieni di fotografie e disegni di questa straordinaria macchina che sembrava dovesse essere il non plus ultra, il massimo della comunicazione tra gli uomini. Bene, sappiamo ora che il signor fax è sparito del tutto dalla comunicazione tecnologica e che ormai i fogli, e non solo, possono essere inviati anche via computer. Attraverso il web è comparsa, allora, un’altra figura comunicativa che va sotto il nome di email.
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Quali sono le vostre “aree virtuali”?

L’idea di questo articolo ruota intorno al fatto che da un pò di tempo a questa parte ognuno di noi si avvia ad avere delle zone che una volta si chiamavano “aree esistenziali” e che invece oggi vengono dette “aree virtuali”. Un tempo ci si ritrovava al circolo, alla sede del partito, al caffè sport, al parco giochi, all’oratorio. Oggi, senza uscire di casa, oppure anche fuori casa, purché si abbia un “accesso virtuale”, ci si incontra nelle proprie “aree virtuali”. Ognuno ha le sue aree esistenziali, aree di interesse con le quali vive e convive, litiga e si identifica, dalle quali entra ed esce di continuo, alla ricerca di uno scopo, una identità, un obiettivo. Tutto in nome della creatività e dell'inventiva, della scoperta e del riscontro.
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Mondi di bits & bytes

Nel quindicesimo secolo l’invenzione della stampa fu la “nuova tecnologia”. La prima vera e propria rivoluzione dell’informazione cominciò con l’apparizione del libro stampato che permise agli studiosi del Rinascimento di stabilire nuovi modi e sistemi per l’organizzazione e la diffusione della conoscenza. Intorno agli inizi del 1500, dopo appena poco più di cinquant’anni dalla introduzione dei caratteri a stampa, erano circa 20 milioni i libri in circolazione in Europa. In che maniera essi diffusero le nuove idee e quale fu il loro impatto sulla evoluzione delle nuove discipline? A distanza di oltre cinquecento anni, l’introduzione dei computer nella gestione della conoscenza sta per avere lo stesso impatto epocale per la definizione di nuove identità individuali e collettive.
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Lo sapete che il mondo é piatto?

Questo é un libro assolutamente da non perdere, da leggere subito perchè, nell'arco di massimo un anno, tutto quello che c'è scritto dentro sarà obsoleto. Il fatto che il mondo sia diventato "piatto" ha accelerato i cambiamenti e le trasformazioni. Non è un fatto semplice, ma nemmeno tanto difficile da capire che siamo nell'era della Connessione, dell'Accesso e del Controllo. Se state qui a leggermi vuol dire che siete Connessi. Se vi trovate in questa condizione significa che dopo di avere letto questo mio post potrete andare ad accedere dove vi pare e piace. Di là sarete in grado di assumere il controllo di tutto quanto avete intenzione di fare della vostra presenza non solo in rete ma su questa Terra che è diventata "piatta". Perciò datevi da fare sono circa seicento pagine che vi trascinano per i capelli da una parte all'altra del pianeta facendo traballare tutte le vostre conoscenze.
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