Ultimi interventi

« precedenti 10 | prossimi 10 »
  • Napoli è sempre in guerra

    La camorra ha avuto negli ultimi vent'anni una crescita esponenziale, entrando a far parte delle cronache quotidiane non solo per i suoi delitti o per il suo folclore, ma anche per la sua iniziativa economico-finanziaria, i suoi rapporti con la politica e con l'ecologia (ecomafia). La sua attività criminosa fa notizia non solo localmente, ma crea particolare attenzione anche a livello nazionale. Questa proliferazione invasiva ha mobilitato nel corso degli anni gli studiosi: si sono sviluppati dibattiti, scritti libri, susseguiti articoli e saggi; l'impegno delle forze dello Stato ha portato all'arresto migliaia di camorristi, a celebrare centinaia di processi, all'invio dell'esercito nell'area napoletana e casertana. Ma la criminalità organizzata risorge sempre, più che mai marcia ed infettiva.

  • Introduzione all'universo

    Oggi quando si parla di Astronomia si pensa subito ai buchi neri, ai quasar, alla grande esplosione dell'Universo. Si dimentica facilmente che per millenni l'Universo era formato solo dalla Terra (al centro), dal Sole e dai pianeti, racchiusi, poco più in là, dal cielo delle stelle fisse oltre il quale si entrava nell'Empireo. Escludendo la sfera delle stelle, che l'astronomia moderna ha mandato in frantumi insieme a quelle che portavano i pianeti, tutto il mondo antico si riduce unicamente al sistema solare: una parte infinitesima della Galassia nella quale ci troviamo che, a sua volta, è solo una dei tanti milioni sparse per l'Universo. Tuttavia, per quanto piccolo, il sistema solare è anche quella parte dell'Universo in cui ci è dato di vivere, quella che possiamo studiare meglio perché è più vicina, che dobbiamo conoscere sempre più esattamente per calibrare gli strumenti d'indagine con i quali affrontiamo poi il mondo galattico ed extragalattico.

  • Il libro del "dopo"

    Un bibliomane che si rispetti sa benissimo che il libro della sua vita lo sfoglia ogni giorno, lo scrive nel mentre cerca di leggere anche le pagine dei libri degli altri. Ogni uomo è un libro, appunto. Una vita fatta di fogli, di pagine che scorrono, si dispiegano fatte girare dal vento del tempo che soffia implacabile su tutti i libri. Parole stampate sulla carta, oppure fatte di bit & bytes, appaiono e scompaiono, vanno e vengono, riposano in memorie lontane e vicine, su scaffali impolveriti o in vetrine illuminate, aspettano di essere lette, sfogliate, commentate, ricordate, riportate in vita, dopo anni di memorie e di lontananze, dopo che gli autori se ne sono andati e hanno improvvisamente smesso di scrivere, di lasciarci i loro messaggi sulla carta o sugli spazi virtuali del tempo che continua implacabile a scorrere senza curarsi di nessuno.

  • Andate a Lourdes

    Sono andato a "leggere" Lourdes. Ho trascorso quattro giorni in questo piccolo paese francese, oggi quasi una città, ai piedi dei Pirenei. Ho letto il mondo sul volto di migliaia e migliaia di pellegrini in cerca di Dio e di se stessi. Ho letto il dolore, la sofferenza, la gioia, la malinconia, la solitudine su migliaia e migliaia di volti che parlavano tante lingue, ma sembravano condannati a non capirsi. Ho visto migliaia e migliaia di luci brillare nella notte illuminata dalla luna, in un silenzio tanto assordante che potevi sentire il tenero rumore delle acque del maestoso fiume Gave scorrere senza un lamento. Ho sentito cantare di inni di gioia da parte migliaia di ragazzi in una chiesa strapiena mentre fuori si scatenava un furioso temporale dai Pirenei innevati. Li ho visti sciamare via dopo qualche ora alla luce di un sole infuocato apparso all'improvviso come d'incanto. Ma di tutte le cose che ho visto mi piace parlare anche di qualcosa che NON ho visto: non ho visto in questo scorrere inarrestabile di umanità, al mattino come a mezzogiorno, alla sera come di notte, un segno di guerra, di odio, di discriminazione, di opposizione, di divisione.

  • "Il luogo ove i morti aprono gli occhi ai vivi"

    Vi chiederete che luogo è questo che dà il titolo a questo post. Ebbene, il mistero è presto svelato: è la biblioteca. Il luogo dei luoghi per chi ama i libri, la scrittura, la lettura, in una espressione, chi "ama il mondo". Se la biblioteca dà la parola ai morti, la scuola dovrebbe dare la parola ai vivi. Ed invece, la scuola di oggi, e mi riferisco a quella italiana in particolare, è un luogo dove sia i libri, che chi li scrive muoiono giorno dopo giorno. non serve dire come. Basta leggere i giornali.

  • Io, tra gli angeli, nel fango di Firenze

    Un omaggio alla 'meglio gioventu'' che nel '66 accorse a Firenze da tutta Italia e dall'estero per aiutare la citta' alluvionata, ma anche una ricostruzione storica con 150 fotografie inedite, testimonianze, retroscena di quella che fu la prima 'catastrofe mediatica': questo in breve il corpus del volume 'Angeli del fango. La 'meglio gioventu'' nella Firenze dell'alluvione' di Erasmo D'Angelis, pubblicato per le Edizioni Giunti, che sara' presentato lunedi' 30 ottobre alle ore 11.30 a Palazzo Panciatichi di Firenze.

  • La tipografia: là dove il mondo moderno venne alla luce

    Tipografia moderna? Se la stampa è stata una delle componenti che più hanno contribuito allo sviluppo del mondo moderno, allora l'espressione "tipografia moderna" può costituire una duplicazione di senso non necessaria. Forse che la tipografia non è tutta moderna? Uno storico della cultura può certo vedere il 1450, i caratteri mobili di Gutenberg, come un momento assai vicino all'intersezione tra il "tardo medioevo" e la "prima modernità". E, qualunque cosa suggeriscano i grandi schemi di periodizzazione, la natura del nuovo procedimento sembra aspirare alle caratteristiche della modernità. Si trattava di produzione di massa: testi e immagini potevano ora essere riprodotti in quantità e in copie identiche. Per quanto i testi manoscritti fossero stati duplicati in quantità considerevoli, la stampa introdusse cambiamenti fondamentali: nella quantità, nella velocità di produzione, e soprattutto nell'assicurare l'identica natura dell'informazione in tutte le copie (permettendo d'altra parte variazioni nella pressione e nell'inchiostrazione e modifiche al testo nel corso della tiratura). La standardizzazione del prodotto, nelle sue implicazioni, fu essenziale quanto qualunque altra innovazione portata dal nuovo procedimento. Fu su queste basi di conoscenza condivisa, stabile ed esatta che il mondo moderno venne alla luce.

  • Pensare la scuola? Mi sento male ...

    “Leggere, scrivere, far di conto; quella che gli americani chiamano la regola delle tre R – (w)Rite, Read, Reckon – costituisce ancora il mandato fondamentale dell'istruzione scolastica. L'alfabetizzazione, che a tutti i livelli e gradi della scuola costituisce il suo vero e unico fine, si declina attorno a queste tre parole chiave. La scuola in questo senso è ancora il mondo dei libri, degli alfabeti ordinati in sequenze riconoscibili dove il "dopo" spiega il "prima" e le pagine si susseguono secondo un ordine prestabilito e preciso; il libro, oggetto desueto e secondo alcuni superato, è invece secondo noi ancora oggi il fulcro dell'esperienza scolastica, e lo ribadiamo soprattutto oggi, quando la logica dei cosiddetti new media, che sempre più giungono a ridefinire la nostra esperienza del mondo, si distingue per la caratteristica della simultaneità, che tende sempre più a sostituire la sequenzialità nell'approccio alle dimensioni narrative, tipica invece appunto del libro.

  • L'isola che non c'è

    Il sondaggio intitolato “Me ne vado su un’sola” mi ha ispirato la stesura di questo articolo che vi propongo di leggere invitandovi ad una riflessione meditata su alcune categorie culturali e sociali, oltre che su alcune abitudini individuali e collettive. Il titolo completo è il seguente: “Me ne vado su di un'isola senza Tv, Radio, Cinema, Computer, Libri, Politica, Cellulare, Calcio”. Vi spiego, e cerco soprattutto di spiegarlo a me stesso, come mi è venuta l'idea di andarmene su di un’isola senza tv, radio, cinema, computer, libri, cellulare, calcio e politica. Ci sono momenti della vita durante i quali si ha voglia di organizzare meglio le cose, di fare della scelte decisive, di tagliare con la solita routine, di andare alla scoperta di percorsi nuovi e diversi, di verificare le scelte finora fatte e subite.

  • Le molte voci dell’Africa

    L’Africa è un continente della mente prima che della geografia. Meno omogeneo sotto tutti i punti di vista di quanto possano essere l’Europa o le Americhe. Tra il Sud Africa e lo stato del Burkina c’è la stessa omogeneità che potrebbe riscontrarsi tra la Spagna e l’Uzbekistan: nessuna. Si è celebrato da poco l’anno dell’Africa, che nelle intenzioni del rapporto redatto dalla Commissione formata da Tony Blair, il Premier britannico, col titolo di “Il nostro interesse comune”, voleva non solo aggredire alle radici la povertà del continente africano, ma anche favorire i commerci, aumentare gli aiuti, affrontare la corruzione, cancellare i debiti… Dal giorno della pubblicazione del rapporto inglese gli avvenimenti e le notizie provenienti dall’Africa purtroppo sono sempre di segno negativo.