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Libri e scrittori proibiti

Che i libri siano stati nel tempo portatori di parole da leggere, ascoltare, contrastare, comprendere, respingere o meditare è un fatto noto a tutti. Sin da quando i bimbi imparano a leggere, sappiamo bene quanto sia importante, per un futuro essere umano destinato a crescere pensando, la comprensione del significato che solo le parole possono avere in sè. Ma la comprensione non basta da sola se non c'è anche la condivisione del significato, e quindi del messaggio, che con le parole solo l'uomo riesce a costruire. I libri sono senza dubbio il mezzo più appropriato e completo per ottenere tutto questo.
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Le biblioteche del bibliomane

Ogni bibliofilo/bibliomane che si rispetti porta con sè la memoria dei luoghi dove la passione per i libri lo tiene legato. Io ce l'ho sin dalla prima infanzia, dal primo incontro con la pagina scritta, stampata, cucita, allestita e trasformata fino a farla diventare un libro. La mia memoria viaggia all'indietro, quando avevo i pantaloni corti, nella tipografia paterna. Il tempo a cui mi riferisco è quello gutenberghiano.
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Attenzione ai "Nuovi Mostri"

Ho comprato questo libro senza godere del tradizionale piccolo sconto che il mio libraio di fiducia al solito mi eroga, 13 euri e 60 centesimi secchi. L'ho comprato qui al mare e, in tutta onestà, devo ammettere di non sapere perchè l'ho comprato. Ma la cosa più grave è che non ho capito il senso del libro. Ne scorro l'indice degli argomenti, scelgo qualche "topic", mi immergo e poi mi perdo, sorvolo e mi inoltro nella ricca appendice. Ritorno alla "prefazione" che l'autore ha fatto di se stesso, ma non riesco a trovare un filo logico che mi guidi.
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La Luna, quaranta anni fa

Sembra ieri, eppure sono passati quaranta anni. Ne avevo tanti di meno rispetto ad oggi. Quel giorno lo ricordo come fosse ora. Ma quaranta anni fa il mondo era diverso, molto diverso da quello di oggi, quando eravamo tutti incollati davanti al televisore ( in bianco e nero!) a vedere quegli uomini che camminavano sul pianeta facendo girare quegli aggeggi che avevano portato lassù. Era diverso il mondo così come ero diverso io che scrivo e voi che mi leggete. Quell'avventura umana fu il prodotto di un'epoca caratterizzata dall'ottimismo e dalla volontà di osare anche l'impossibile. Un'atmosfera molto diversa da quella in cui viviamo oggi.
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"A World, A Heaven, The Eternity" in una poesia di William Blake

I primi quattro versi di questa poesia inglese, "Auguries of Innocence", scritta da William Blake sono, a mio parere, i versi più belli che siano mai stati scritti in tutte le lingue. Versi che trascendono il pensiero, sia laico che religioso, e conducono direttamente al cuore della condizione umana. Blake riassume in semplici, infantili parole la visione del mondo di un bambino quando, in riva al mare, prende la sabbia e fa scivolare i granelli tra le sue dita. Granello dopo granello esamina il suo mondo e lo fa scorrere fermandosi a guardare nella sua innocenza senza tempo.
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Il potere della parola

"Un generale lancia l’ordine d’attacco gridando: «Fuoco!» e in pochi minuti non rimane più niente di quella che era una magnifica città. Egli non ha fatto niente, ha solo pronunciato una parola, ma che potenza era contenuta in quella parola! Oppure, un uomo – o una donna – che conta molto su voi, ma i cui veri sentimenti non conoscete ancora, vi dice o vi scrive un giorno queste semplici parole: «Ti amo», ed ecco improvvisamente la vostra vita illuminarsi!
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"Carpe Diem" - "Cogli l'attimo"

Innumerevoli sono le composizioni poetiche e non che si sono ispirate al famoso invito "Carpe Diem" del poeta Orazio. Forse è l'espressione più famosa al mondo perchè delinea in maniera impietosa, eppure illuminante, la condizione umana. Due parole-trappola, dense di retorica ma elastiche nel loro significato sui valori della possibilità e della futilità. Caratteristiche dell'uomo, dei suoi sentimenti e delle sue aspirazioni.
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Un gioco con i libri per Bibliomani

Ecco un un gioco per Bibliomani. E' nato in Rete, precisamente su Facebook, il "social network" che va per la maggiore in tutto il mondo. L'ha inventato un "facebooker" che conta migliaia di "amici". Il termine "friends", si sa , è una parola di comodo per identificare i contatti che un utente vuole avere. Le opportunità di scambio e di confronto sono innumerevoli e diversificate. Si possono avere amici per networks, per categorie, per argomenti, per interessi, scuola, università, lingue, a seconda degli interessi dell'utente.
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Nella terra delle lingue inventate

"Cu vi parolas Esperanton?" se siete in grado di rispondere "sì" vuol dire che fate parte di quelli che parlano l'Esperanto. Una lingua creata, sì avete letto bene, inventata dal dottor Ludwig Zamenhof in Polonia negli anni intorno al 1880. Quando decisi di cominciare lo studio delle lingue, ai miei tempi, cominciai anche ad interessarmi all'Esperanto perchè mi incuriosiva il fatto che ci potesse essere qualcuno tanto bravo da inventare una lingua che non si parlava da nessuna parte al mondo.
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Una "Summer School" all'inglese

Per vari anni mia moglie ed io abbiamo organizzato corsi di lingua e civiltà inglese per giovani e adulti partecipando a svariate "summer school" che gli inglesi sono soliti tenere in scuole, college ed istituzioni pubbliche e private. Un tempo, negli anni ottanta e novanta, queste "scuole estive" erano molto più frequenti di oggi in quanto spesso godevano di sovvenzioni del governo centrale. Con l'avvento dell'era di Margaret Thatcher i fondi andarono scemando per le conversioni economiche e le riforme del sistema politico amministrativo inglese.
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