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Il segreto dell'universo

Con le parole che seguono presentavo tempo fa questo libro nella rubrica “Un libro al giorno”. Se vi ritorno sopra è perché l’autore gentilmente me l’ha spedito rispondendo positivamente al mio desiderio di parlare e scrivere di libri, non solo a parole, ma tenendoli anche tra le mani, facendoli diventare parte di noi stessi. In fondo, un bibliofilo non è tale se non diventa anche bibliomane, ed è il caso di questo libro. Mi spiego.

Il Segreto dell’Universo Fabrizio Coppola: “Il segreto dell’universo - Mente e materia nella scienza del terzo millennio” - Edizioni L’Età dell’Acquario, Settembre 2003.
Questa è una delle poche volte che scrivo di un libro senza averlo tra le mani, voglio dire senza averlo girato tra le mani, sfogliato, aver sbirciato tra le pagine, averlo soppesato in tutti i suoi aspetti fisici prima che contenutistici. Il bibliofilo-bibliomane, si sa, ha un rapporto tattile con il libro, possessivo, prima che diventi psichico, psicologico, sentimentale, spirituale…

Ora so che “Il segreto dell’universo” non è un libro facile da leggere nel senso che non può essere letto rapidamente, sfogliando frettolosamente le pagine, soffermandosi su qualche capitolo che attira per il suo contenuto, passando poi oltre legando pensieri, considerazioni e riferimenti a intuizioni personali, quasi sempre improbabili, o quanto meno non appartenenti all’autore del libro.

Ho trascorso un intero pomeriggio a studiare la struttura del libro prima di affrontare la lettura dei contenuti. Ogni capitolo, infatti, ha una sua logica interna che si lega a quella del capitolo successivo fino ad arrivare al capitolo decisivo che è quello undicesimo in cui viene “svelato” il “segreto dell’universo” di cui il libro, e quindi, l’autore si fa portatore.

Voi mi chiederete se il “segreto” viene dato dall’autore o trovato dal lettore. Io vi dirò che qualcosa di “segreto” questo libro lo contiene, nel senso che l’elemento oscuro, misterioso, insinuante, c’è ma non appare dalla lettura delle parole dell’autore. Non in termini “fattuali”, almeno, un dato di fatto oggettivo ed indiscutibile. L’elemento “oscuro”, la possibile soluzione c’è, ma essa è affidata alla capacità del lettori di saperla trovare, individuare, prima come tale, un elemento del pensiero, e poi come soluzione, e quindi come comportamento.

Io credo che il progetto di un libro del genere oltre che ad essere ambizioso sia anche davvero provocatorio per le varie lobby scientifiche che dominano le istituzioni e credono di possedere il sapere del mondo. Tentare di fare convergere materia e spirito in un unicuum specifico quale è l’uomo ed invitarlo a procedere a revisioni reinventando la visione del mondo e del proprio essere, liberandosi di tutte le gabbie nelle quali per secoli è stato costretto a vivere, tentare di fare tutto ciò io credo sia davvero un atto rivoluzionario.

E’ un libro questo che dovrebbe diventare libro di testo in tutte le scuole di ogni ordine e grado. Un libro che accompagni le scoperte e le ricerche degli studenti e li aiuti a crearsi i loro ideali attingendo a piene mani dalle pagine del libro dalle quali la libertà di pensiero emerge come faro nelle nebbie della conoscenza.

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