Questo sito contribuisce alla audience di

Forme di sottocultura? Luzi senatore a vita!

Considero Mario Luzi un poeta minore del Novecento. Per me non è, come qualcuno ha detto, "un maestro dell'ermetismo". Non mi interessa il cattolicesimo nella prima fase della poesia di Luzi, che è valida in quanto è poesia, mentre mi interessa la sua svolta cristiano-primitiva nella seconda fase della sua opera, che però non considero poesia. Posizione del tutto personale, non intendo bollare Luzi e la sua opera in alcun modo. C'è chi lo fa, invece: lo Stato, nella persona del presidente Ciampi, che ha nominato Luzi senatore a vita. Questa nomina mi interessa dal punto di vista sociologico: per me è un perfetto esempio di quanto intendo con il termine "sottocultura".

Le dichiarazioni di Luzi dopo il Nobel a Dario Fo, Nobel che era un esempio dell’intronazione della sottocultura, costituivano per me la risposta della sottocultura a un altro tipo di sottocultura. L’intervista sul Corriere, in occasione del suo novantesimo compleanno, in cui Luzi rispondeva a una domanda su Zanzotto (”Sono molto distante da lui”) è per me una risposta sottoculturale. Cerco di spiegarmi.

Mario Luzi, a differenza di D’Annunzio Montale e Fortini, non ha secondo me modificato la lingua poetica italiana del Novecento. A differenza di Zanzotto, non ha modificato la lingua immaginale della poesia italiana nel Novecento e a inizio del nuovo millennio. Se si sta sul piano delle figure poetiche maggiori del secolo, per me e solo per me, il catalogo è questo: Pascoli, D’Annunzio, Montale, Zanzotto. Però non sono io che nomino i senatori a vita. Non dispenso leggi Bacchelli. Sono soltanto un intellettuale che tenta di ragionare a modo suo sugli eventi, non sulle persone.

Va benissimo che il venerabile Luzi si sieda sugli scranni a Palazzo Madama, tra Andreotti e La Loggia. Io, quanto a me, se fossi un novantenne e avessi ricoperto l’importanza istituzionalizzata di Luzi nella supposta storia della letteratura italiana (la quale storia, per me, non esiste), mai e poi mai desiderei una simile sciagura. Condividere un posto accanto a Gavino Angius, Achille Occhetto, Tiziano Treu, Rita Levi Montalcini, Riccardo De Corato e, soprattutto, Marcello Dell’Utri: non fa per me e, credo, potrebbe non fare anche per altri intellettuali.

Esprimo sinteticamente la mia posizione: Mario Luzi, secondo me, doveva rifiutare la nomina di senatore a vita.(continua al link)

Ultimi interventi

Vedi tutti

Link correlati