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Osserviamo un millennio di silenzio...? No!

C’è troppo di tutto, nel web come nella vita; troppo rumore, troppe ripetizioni, troppe parole. Tutte le parole del mondo, e il “tutto” è uguale al “nulla”; così è nel nostro mondo di privilegiati, in cui abbiamo tutto eppure vaghiamo persi nel nulla. Non sarà il caso, ogni tanto, di fare un po’ di silenzio? Sssssssssssttt.......... Silenzio, parla la vita. Così il collega guida “Vita d’artista” Andros in un suo intervento in home oggi. Anche se concordo con lui, io non posso fare a meno della parola, perché della parola vivo e nella parola ci realizziamo.

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La parola parlata, la parola scritta, la parola stampata, la parola detta, la parola pensata, la parola urlata, la parola cantata, la parola immaginata, sognata, vellutata, silenziosa… Viviamo di parole e di parole ci nutriamo. Se non vogliamo suicidarci spegniamo la parola e forse saremo tutti artisti, ma artisti morti. No, caro Andros, voce alla PAROLA, la parola che è verbo, la parola che è VITA.

Nella società attuale, completamente volta alla comunicazione, si escogitano strategie sempre più raffinate per facilitare la divulgazione di informazioni tra individui, perfezionando la tecnologia al punto da permettere la trasmissione anche da un polo all’altro della terra. Una tale esaltazione della comunicazione accorda un enorme valore alla parola e alla scrittura, delegando in secondo piano e, talvolta, trascurando totalmente il suo aspetto contrapposto ma ugualmente necessario, il silenzio.

Nella maggior parte delle società tradizionali, invece, la funzione del silenzio è altamente considerata, sia come parte del rito che precede avvenimenti particolarmente solenni, sia come momento di riflessione, ponderatezza e saggezza nella vita quotidiana. In molte culture, inoltre, si crede fortemente che la funzione principale della voce non sia quella di parlare futilmente o esternare inezie, bensì di celebrare, cantare e guarire. Quindi se da un lato è vero che la parola è potere, soprattutto se proviene da una fonte autorevole, sia esso un capo politico o spirituale, è altrettanto vero che parola è mediazione del pensiero, continuamente esposta a interpretazione e ambiguità. Non è un caso, infatti, che in India gli insegnamenti e le iniziazioni conferiti attraverso il silenzio vengano considerati tanto rari quanto preziosi: il silenzio, difatti, secondo la tradizione hindu, contiene tutte le verità allo stato puro. (continua al link)

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