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L’uomo dal compasso rotto: Renè Descartes

Nel volume “Brevi vite di uomini eminenti” di John Aubrey si può leggere questa biografia: “La Compagnia di Gesù si gloria del fatto che le sia stata affidata la sua educazione. Era troppo saggio per assumersi l’ingombro di una moglie, ma siccome era uomo, aveva i desideri e gli appetiti di un uomo; quindi si teneva accanto una bella donna di buona condizione che gli piaceva e dalla quale ebbe alcuni figli (due o tre, penso); è un peccato che, venendo dal cervello di un simile padre, non siano stati adeguatamente istruiti…

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Era così eminentemente dotto che tutti gli uomini di scienza andavano a trovarlo e molti di essi gli chiedevano di mostrare i suoi strumenti (a quei tempi la sapienza matematica poggiava in gran parte sulla conoscenza degli strumenti e, come disse sir Henry Faville, nel saper fare trucchetti) e allora egli apriva un cassettino sotto il tavolo e ne tirava fuori un compasso con la zampa rotta; oltre a ciò, come regolo, adoperava un foglio di carta piegato in due. Mr Hobbes soleva dire che, se si fosse dedicato interamente alla geometria, sarebbe stato il miglior geometra del mondo, ma che la sua mente non era fatta per la filosofia”.

Mr Hobbes lo ammirava enormemente, ma diceva che non poteva perdonargli di avere scritto in difesa della Transustanziazione, cosa che egli sapeva essere tutto contraria alle sue idee e scritta soltanto per fare un complimento ai gesuiti”.

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