Questo sito contribuisce alla audience di

Il piccolo cigno di Platone

Aveva venti anni e sognava di diventare un poeta tragico. Non solo, ma aveva scritto la prima tragedia e si accingeva a presentarla ai giudici – che avrebbero dovuto decidere se ammetterla alla rappresentazione – quando gli accadde di ascoltare una voce che non si stancava di interrogare, rispondere, dialogare. Improvvisamente, a causa di quella voce, quanto aveva pensato o sognato sino a quel momento dovette sembrargli vano.

Questo si deduce dal suo comportamento: si dice, infatti, che abbia bruciato la tragedia e deciso di mettersi al seguito dell’uomo che parlava. Subito, non appena il giovane gli si presentò, il maestro ricordò un sogno fatto quella notte: aveva sulle ginocchia un piccolo cigno a cui di colpo erano spuntate le ali, ed era volato via e aveva cantato melodiosamente; il maestro guardò il nuovo allievo e pensò: “E’ il piccolo cigno del sogno”. Il giovane rimase fedele al Maestro sino a quando questi morì e anche dopo continuò a scrivere di lui.

Ultimi interventi

Vedi tutti

Link correlati