Questo sito contribuisce alla audience di

Difendiamo la lingua italiana in Svizzera

La ventilata decisione di soppressione delle cattedre di italianistica in alcune università svizzere trova forti resistenze tra gli italofoni. Anche i consiglieri del CGIE scendono in campo. I Consiglieri svizzeri nel Consiglio degli italiani all'estero (CGIE) esprimono preoccupazione e contrarietà rispetto alle dinamiche che nella Confederazione elvetica stanno determinando il ridimensionamento della lingua italiana in alcuni atenei e lanciano un grido dall'arme di fronte alla soppressione delle cattedre di italianistica nelle università di Neuchãtel e Basilea. Nello specifico, sostengono le richieste avanzate dagli studenti, dai docenti e dal locale Comites di Neuchâtel, scesi piazza sabato scorso per contrastare l'annunciata volontà di chiusura della cattedra italiana nell'ateneo neocastellano.


Condannano inoltre senza riserve le politiche miopi che riducono a poca cosa l’importanza della cultura umanistica in Svizzera e della lingua italiana (terza lingua nazionale), in netta contrapposizione con il dettato costituzionale che tutela le minoranze di questo paese, fondato sulle diversità linguistiche e culturali della sua popolazione.

Allarme del CGIE

Di fronte a questa pericolosa strategia di ridimensionamento della lingua italiana, il cui effetto si ripercuote non solo sulla comunità taliana ma anche su una delle più interessanti regioni della svizzera meridionale - il Ticino e una parte dei Grigioni -, i consiglieri del CGIE chiamano a raccolta con urgenza tutti i Comites, il mondo associativo e culturale, come anche gli enti e le rappresentanze italiane e svizzere nella Confederazione, invitandoli ad intraprendere le iniziative idonee per contrastare con determinazione un progetto che non può trovare giustificazione soltanto per i suoi significati economici.

Perché difendiamo la lingua?

In pari tempo chiedono segnali forti al Governo ticinese e al Governo italiano, affinché con un’azione incisiva e coordinata si facciano valere per il rispetto e la difesa della lingua italiana nella Confederazione. Non sono in gioco soltanto i legittimi interessi degli studenti coinvolti, bensì quelli di oltre un milione di italofoni che abitano in queste paese. La difesa della loro lingua, e dei valori culturali che da essa discendono, non può essere affidata al solo spirito convegnistico che in un paio di occasioni l’anno si propone di amplificare e diffondere l’importanza dell’italiano in Svizzera. Occorre molto di più in termini di sinergie, e ai rappresentanti dello Stato italiano in Svizzera non può sfuggire l’importanza del pieno coinvolgimento dei cattedratici che insegnano l’italiano nelle università svizzere, ai convegni e alle iniziative di carattere culturale organizzati sotto il segno della lingua e della cultura italiane.

Su questioni così fondamentali, i consiglieri del Consiglio generale degli italiani all’estero, chiedono inoltre maggiore consultazione e scambio di informazioni con l’intera rete di rappresentanza e associativa, per evitare una deriva culturale e danni irreparabili. Franco Narducci, Claudio Micheloni, Dino Nardi, Anna Rüdeberg-Pompei e Michele Schiavone sono membri dell CGIE della Svizzera.(continua al link)

Ultimi interventi

Vedi tutti