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188. Vanuatu

Un anonimo poeta della repubblica di Vanuatu nella Melanesia

e scese la notte

in principio
fu duro:

gli uomini lavoravano tutto il giorno
tutto il giorno tutto

sempre giorno
sempre lavoro

il sole ruotava
immobile a galla

appeso tra
cielo e terra

nulla mutava
nulla si muoveva

sempre giorno
sempre lavoro

e tutti i grilli
abitavano in cielo

trillavano nella luce silenziosa
una luce di limone

e gli uomini lavoravano
e nulla cambiava

tutto il giorno tutto
tutto il giorno tutto

e un giorno
in un giorno

nella luce silenziosa
del cielo

un uomo di limone
con gambe di luce

prese un grillo
dalla brezza gialla

e lo mise dolcemente
nel suo cestino

e il dorato
pavimento del cielo

si spaccò e si spaccò
si spaccò e si spaccò

con il peso
di quel grillo in più

l’uomo del limone
apparteneva al cielo

e mentre il pavimento
si spaccava e si spaccava

lui afferrò
la scintillante brezza

e si salvò
in un buco nel pavimento

le sue gambe di luce
pendolavano tutto il giorno

e ribaltavano
al cielo

e la cesta del grillo
oscillava nel cielo

giù e giù e giù
oltre il sole

appeso tra
cielo e terra

e i lavoratori
guardavano in su

le pale ferme
nelle braccia immobili

e guardavano il cesto del grillo

oscillare nel cielo
e bang!

guardavano stupiti
nulla si muoveva
nulla cambiava

e poi
i grilli

uno ad uno
trillando via

come fiocchi di luce
dal cielo

guizzarono
negli alberi e nell’erba

e sedevano
e cantavano

e qualcosa si muoveva
qualcosa cambiava

tutto il giorno si oscurò
e il cielo azzurro si mise

a macinare come
una pietra che macina

il sole ruotò verso il basso
e la notte scese

e gli uomini
smisero di lavorare

e guardarono la notte cadere
e si affrettarono verso casa

le loro pale fredde
nelle braccia immobili

e cantarono a sé stessi
e dormirono

e ogni giorno
ha una notte

quando i grilli cantano
poi la notte cade

e gli uomini smettono di lavorare
e dormono.

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