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189. Città del Vaticano

Karol Wojtyla con una poesia simbolica e profonda rappresenta la Città del Vaticano.

Il Muro

Vedo un muro; ma non intero.
Colonne bianche come la cera si levano a cavallo delle volte
laddove Santi di gesso, immobili,
si protendono per lasciarci, con un segno certo – così –
e libri aperti, l’alto Scopo soffiato nell’uomo.

E il tetto a volta si distende come una piuma,
e la vita degli uomini come piume, lontani e smarriti, i cuori stanchi,
perfino la stanza dell’oscurità senza fine è nulla:
si leva, si leva sostenendoli, e fin quando nasceranno uomini e il latte delle madri è il loro latte.

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