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“Il Re Lear del Vaticano” ovvero Giovanni Paolo II

Sulla scena della tragedia di “Re Lear” di Shakespeare si può dire che si muova come vero e unico personaggio, la grandiosità della mente e dello spirito umano, all’un dei capi della quale sta il re stesso, “una figura (secondo la definizione del critico Trueman) titanica, grande nella sua follia, grande nella sua ira, grande nella terribile disperazione e nella tenerezza che rivela nelle poche ore di riacquistata lucidità”; dall’altro capo il Buffone “la voce esile del senso comune, la patetica e mediocre figura che s’aggrappa a Lear nei terrificanti giorni dell’esilio e della pazzia finché non si esaurisce la sua importanza corale”. Se questo è il contesto della tragedia, si capisce bene allora dove voglia arrivare il cosiddetto autorevole giornale britannico “The Guardian” in una recensione di un nuovo libro su Giovanni Paolo II appena apparsa in Inghilterra. L’autore del libro è già noto per avere scritto la biografia di un altro papa, Pio XII, in odore di codardia di fronte al nazismo.

The Pope in Winter: The Dark Face of John Paul II's Papacy by John Cornwell

L’articolo recensione del libro di John Cornwell è firmato da Stephen Bates, a quanto sembra nemmeno lui tanto dolce, come del resto Cornwell, non solo nei confronti di Giovanni Paolo II ma anche verso il cattolicesimo e la chiesa di Roma in genere. Il “Lear del Vaticano” è un articolo che vale la pena essere letto in maniera integrale e per questa ragione l’ho tradotto dal giornale britannico sul quale è stato pubblicato il 12 febbraio u.s. Ai lettori il giudizio. Per parte mia dico: ancora lunga vita a Giovanni Paolo II! Ecco il testo della recenzione:

Il Lear del Vaticano. Il libro “Il Papa in inverno: il lato oscuro del papato di Paolo II” ridefinisce il ruolo del papato, scrive Stephen Bates. Egli lascia dietro di sé una pericolosa eredità.

Il libro:

“The Pope in Winter: The Dark Face of John Paul II’s Papacy”
di John Cornwell
329pp, Viking, £20

Si racconta che un visitatore, durante un’udienza di Papa Giovanni Paolo II, fosse tanto scioccato dalla figura di quell’uomo colpito dal morbo di Parkinson che quando si inginocchiò davanti a quella figura di uomo ricurvo e tremolante, gli venisse spontaneo sussurrare un “come sta?” Un occhio piccolo e lucente brillò da quel volto roseo affondato nel petto e con voce risentita disse: “ Dal collo in giù, non troppo bene”. Poi, aggiunse quasi con rabbia, “Mica devo guidare la chiesa con i piedi!”

Può esserci del vero dietro questa immagine di Sua Santità ma è certamente vera quella riprodotta sulla copertina di un libro appena uscito in Inghilterra, la realtà di un Papa colpito e barcollante, simile a Re Lear che si sostiene al suo crocifisso come nell’infuriare di una tempesta. Un’immagine di vera fragilità umana.

Il Papa malato ha pubblicato due libri di riflessioni nei mesi scorsi, uno lo scorso autunno e l’altro pochi giorni fa. Gli editori, che sono anche loro esseri umani, devono essere davvero contenti per la imprevista tempestività del suo ricovero e della pubblicazione dei volumi (come deve esserlo del resto anche l’autore del libro uscito in Inghilterra! N.d.T). Non si può dire, comunque, quanto effettivamente Giovanni Paolo II abbia contribuito alla stesura dei libri. Se per caso lascia il mondo proprio in questa occasione, i pensieri che ha messo sulla carta vedranno un incremento nelle vendite che a quanto pare sinora non sono state molto alte. Il libro di questo autore inglese merita, invece, uno studio approfondito in quanto il testo è davvero un rapporto, come si suol dire, impressionante. I Cattolici dovrebbero leggerlo, non per cambiare le loro idee, anche se forse dovrebbero farlo, quanto almeno per essere informati.

John Corwell è anche l’autore di un altro libro che scosse la reputazione di Pio XII per la sua azione svolta durante l’ultima Guerra mondiale, per aver vacillato, ed essersi comportato senza coraggio di fronte al nazismo. Un attacco questo che i cattolici non gli perdonano e che provocò la reazione in diretta TV in America da parte di una suora. Ora si accinge a fare la stessa cosa con Giovanni Paolo II cercando di abbatterlo dal basso. I fedeli seguaci e i consiglieri che lo circondano cercano di difenderlo con forza anche se con non molto successo. Essi ritengono che il loro Papa sia quasi indenne da peccato umano. A volte anche lui stesso, il Pontefice, si crede tale dopo quasi un quarto di secolo di infallibilità. Il libro dimostra d’altra parte e in maniera chiara, che, come tutti noi, anche lui è umano.

Giovanni Paolo II, Papa polacco, nato Karol Wojtyla, di anni 84, a Wadowice, è forse il cristiano più influente e straordinario della nostra epoca. E’ stato papa come nessun altro lo è stato non solo per gli anni di pontificato e nemmeno per avere interrotta la tradizione di un papa italiano; e nemmeno per avere concorso in maniera decisiva alla liberazione del nazismo prima e del comunismo poi i paesi dell’Europa dell’est ed avere fatta una vera e propria azione di cristianizzazione negli ultimi trentanni. Non per tutto ciò ma quanto per il fatto che egli sia stato in grado di ridare forma, forza e funzione efficace ad un organismo-istituzione quale il Papato, diventato sempre più influente e rispettato nel mondo secolare. Il Papato non sarà mai più lo stesso. Il collegio dei cardinali – quasi tutti ora nominati da Giovanni Paolo II, non potranno mai più eleggere una figura decrepita da tenere isolata e solitaria dentro le mura del Vaticano fino a che la morte non lo chiami a sé.

In questi giorni in cui il Papa è in evidente declino, la sua morte imminente è stata periodicamente prevista da almeno una decina di anni, spesso da gente che è già morta, è spesso difficile ricordare quando dinamico e attivo Giovanni Paolo II fosse all’inizio del suo ufficio. Per quasi venti anni fu una figura solida, forte nella sua fede, teologo perfetto ma anche temibile politico, dinamico nelle sue azioni, in volo per il mondo, in ginocchio a terra prono a baciare l’asfalto di ogni pista di aeroporto dove atterrava, in preghiera stentorea davanti a folle oceaniche fatte di milioni di persone. Nel 1981 un tentativo di assassinio di un pistolero turco, forse assoldato dal governo comunista bulgaro, fu sul punto di ucciderlo, più di quanto lo stesso Vaticano fosse disposto ad ammettere. Per tutti gli anni ottanta attaccò il regime polacco e l’intero blocco dei paesi dell’est. Non fu un caso che Brezhnev ritenne fosse stato un errore permettergli di visitare la Polonia. Non sorprende il fatto che molti ritengono che sarebbe stato meglio se fosse morto.

Il dinamismo del Papa ed il suo carisma sono stati grandi, hanno dato maggiore forza e vigore ai nati cattolici-romani ma allo stesso tempo hanno indebolito molti suoi traballanti seguaci, minando la nostra fede in lui. L’autore del libro sostiene che il suo pensiero ha prodotto una certezza dogmatica ed un autoritarismo nel tentativo di cementare le diverse comunioni del mondo in una struttura singola, reazionaria che non ha avuto nessuna considerazione per le realtà e le circostanze locali in termini di tradizioni e autonomia episcopale.

E’ nella natura dei papi essere autoritari, e non ci riferiamo allo stato di soggezione della Chiesa d’Inghilterra, ma questo Papa è stato particolarmente intollerante e dispotico non solo per un mero dissenso ma anche per opinioni diverse dalle sue. Il suo retroterra umano del resto non è da trovarsi nella democrazia. Più dannosa di tutto per le istituzioni è stato, man mano che la sua salute è venuta a mancare, anche il mancato controllo sulle consorterie che lo circondano e lo tengono legato, diventate sempre più intransigenti, introspettive, reazionarie e poco ispiratrici. Di qui le continue discussioni con le altre congregazioni su se dovessero essere considerate cristiane o meno, sulle stupide invettive contro i gay considerati il male, oppure discussioni su se le ragazze possono cantare nei cori in chiesa.

Venendo su di un piano più serio, tutto ciò ha portato la Chiesa su posizioni distruttive con la protezione dei preti pedofili e sul voler insistere che i preservativi non proteggono contro l’Aids. E per di più il Papa si ostina ancora a nominare cardinali e santi in giro per il mondo, invocando devozione da fedeli diventati veri e propri fans in delirio, anche se egli ormai non è più in grado di rivolgersi loro in maniera coerente. Viene considerato ormai solo come un esempio di dovere che potrà concludersi solo con la sua morte, come è stato detto in una dichiarazione rilasciata al Gemelli lo scorso fine settimana.

Egli è convinto della sua missione divina, sotto la protezione della Vergine Maria, persuaso del suo intervento, come fu detto ai contadinelli portoghesi a Fatima, tre anni prima della sua nascita; fu lei ancora che deviò il proiettile assassino dal colpire gli organi vitali durante l’attentato. Cornwell riporta le parole di un amico polacco:” La gente che lo incontra crede che egli sia la persona più modesta e dolce, ma egli non è affatto umile come appare. Né tanto meno egli è modesto. Egli ha un’alta considerazione di sé e ne consapevole”.

Come si comporterà la chiesa dopo la sua dipartita? Non potrà tornare indietro e rieleggere un ottuagenario in un mondo dinamico e di giovani leader. Può permettersi un altro Giovanni Paolo?

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