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Eri straniero, non dimenticartelo

Il titolo è una esortazione: «Ricordati che eri straniero». L'autrice, Barbara Spinelli, è una delle autorevoli firme del giornalismo italiano. L'aureo libretto, pubblicato dalle edizioni Qiqajon della Comunità di Bose, è una riflessione sulle ragioni e i limiti della convivenza nelle società occidentali. Fra guerra e pace civile, diritti e doveri dell'uomo l'esperienza che facciamo ogni giorno è quella del confronto con lo "straniero", con l'altro, il diverso per cultura, storia, religione, aspettative.

Barbara Spinelli

Dello straniero,
alterità assoluta ma incarnata,
abbiamo bisogno
per compiere la difficile scelta
tra convivenza e rivalità,
tra guerra e pace civile,
tra diritti e doveri dell’uomo.
Ne abbiamo bisogno per capire la diversità
e restare tuttavia noi stessi.

Andare incontro allo “straniero” significa entrare in un campo che non è più soltanto il nostro, ma che lo è stato tanto tempo fa. È questo che genera incomprensioni e talvolta conflitti. Ma quali possono essere i mezzi per un incontro con l’altro aperto e meno conflittuale? La memoria è uno fra i requisiti indispensabili, che ci spinge anche al “mea culpa” quando serve. Pubblichiamo alcuni brani tratti dal libro in cui si affronta il senso e il ruolo della memoria oggi.

Barbara Spinelli è una delle menti più acute e delle voci più autorevoli nel leggere in profondità gli eventi che segnano la convivenza civile in Europa. Editorialista del quotidiano La Stampa, vive e lavora a Parigi.

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