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Quanto vale guide.supereva.com?

Qualche settimana fa il grande giornale americano “The New York Times” ha acquistato il sito “About.com” per la cospicua somma di 410 milioni di dollari. Una cifra davvero considerevole se si pensa alle difficoltà del mercato del web. Ma è una notizia importante perché dimostra ancora una volta quanto decisiva sia l’informazione mirata nei mercati di oggi. Se il NYT paga una cifra del genere per qualcosa che è a metà strada tra il giornalismo free-lance e il blogging e, se ogni mese si raccolgono oltre venti milioni di accessi, vuol dire che il tutto ha un suo valore commerciale preciso.

A questo punto è lecito chiedersi quanto vale guide.supereva.com? Siamo, a quanto pare, anche noi circa 500 guide, come quelle di about.com, tutte guide scelte su opzione personale volontaria, opportunamente addestrate e seguite attraverso l’assistenza di liste e di tutors. Le motivazioni non mancano e vanno dalla pura e semplice passione, all’hobby più gelosamente praticato, insieme a velleità pseudo-professionali. L’idea è quella di movimentare un mercato che non c’è, a ben vedere, ma che si crea e si alimenta da sè col grande flusso di notizie che giornalmente viene immesso nei vari canali da parte delle guide.

Un sistema di segnalazione a “pallini” neri, e un altro a punteggio premio per determinati acquisti, indicano le guide che hanno una maggiore visibilità, ma nulla viene detto circa altri parametri di valutazione, quali la qualità, l’affidabilità, i riferimenti, l’estetica e quant’altro concorre a rendere visibile il contenuto di una guida. Si può inserire di tutto e il contrario di tutto, in massima libertà, senza alcuna forma di controllo. Questo, ovviamente, è una grande dimostrazione di libertà, ma lascia anche spazio ad altre considerazioni facilmente intuibili.

Nell’intervista che il “chief executive officer” di about.com, Peter Horan, ha rilasciato a ThinkPress qui appresso linkato, tra le tante cose discusse, viene chiaramente detto che la cifra pagata dal Times è giusta se si considera che il sito ha avuto, nel mese di gennaio scorso, oltre 21 milioni di accessi unici. La qualità dei contenuti è costantemente monitorata e che le guide, non è vero che lavorano per “peanuts”, noccioline. Horan afferma che la guida media può guadagnare anche 1500/1600 dollari al mese. Una top guida può arrivare anche a 15.000. A suo dire, la cosiddetta “political humour guide”, tra i mesi di ottobre/novembre del 2004, ha raggranellato fino ai 20.000, dollari tenendo presente che si era in periodo elettorale.

Un’altra cosa interessante che emerge dall’intervista è la risposta che Horan dà alla domanda perché è convenuto al NYT pagare una somma del genere, invece che fare loro stessi un sito del genere. Egli sostiene che per raccogliere i dati accumulati nel corso degli otto anni di vita di about.com, in termini di milioni di articoli che portano a 40 milioni di accessi unici al mese, dando risposte precise ai motori di ricerca, non è cosa facile a crearsi. Nei passati 18 mesi tutti i cookies inviati ai visitatori hanno concorso a creare pagine dinamiche pronte all’uso sia dal punto di vista dei contenuti che della pubblicità.

Facile fare commenti. Io li lascio ai lettori e ai/alle colleghi/e guide e un saluto ai nostri capi.

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