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2015: odissea nelle biblioteche mediche

La diffusione di internet ha trasformato il modo in cui le biblioteche forniscono servizi informativi e ha creato delle alternative concrete al loro stesso utilizzo. Cosa succederà alle biblioteche mediche nei prossimi decenni? Cerca di prevederlo un lungo articolo apparso sul prestigioso New England Journal of Medicine. Oggi la maggior parte delle biblioteche mediche sono all’interno di ospedali o strutture accademiche. Il loro scopo primario è fornire informazioni per supportare trattamenti, educazione e ricerca portati avanti all’interno dei singoli istituti. Queste necessità sono destinate a durare nel tempo, e quindi andranno comunque soddisfatte: il problema è come, e dove?


Nel 2015 gli operatori sanitari, i pazienti, gli educatori, gli studenti, i ricercatori e gli amministratori pretenderanno un accesso facile e diretto alle informazioni dalle loro case, dagli uffici, dagli ospedali, e anche mentre saranno in movimento per raggiungere questi luoghi, tramite la versione futuribile degli attuali telefoni cellulari, notebook portatili, palmari. I ricercatori ed i clinici dipenderanno in tutto e per tutto dai dati elettronici. Quando utilizzeranno i sistemi informatici si aspetteranno di ricevere in breve tempo linee-guida, risultati di trial, protocolli, avvertenze e tutti i dati sanitari rilevanti pubblicabili. Pazienti e familiari si attenderanno la stessa disponibilità immediata di dati.
Malgrado l’accesso ubiquitario ed immediato all’informazione elettronica, la ‘biblioteca come luogo’ sarà ancora frequentata e tenuta in alta considerazione: i luoghi pubblici saranno attrezzati, collocati in zone centrali, adatti al lavoro di gruppo. E con la minore necessità di spazio per i libri (tranne per quelli più antichi e preziosi) ci sarà più spazio a disposizione per gli utenti e per locali di ristoro. (vai al link)

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