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Le “scorrerie” di un bibliomane in compagnia di Calvino

Se in una notte d’inverno, ma può essere di qualsiasi stagione, un navigatore solitario del web incontra, durante una delle sue frequenti scorrerie, un incantato lettore che parla ad uno scrittore arrabbiato, non abbiate timore, sarà di certo un bibliofilo illuso, alla ricerca di un’identità perduta, con manifesti segni di una ossessiva bibliomania. Questa è la condizione in cui spesso viene a trovarsi la vostra guida accusato giorni fa di fare “scorrerie” nelle praterie dei libri, invadendo campi altrui, occupandosi di argomenti che non ci “azzeccano”, o non “si azzeccano” tra di loro.

E’ bene allora che chi segue questa guida sappia cosa può trovare in un luogo virtuale come questo. Le varie sezioni parlano da sé per quanto concerne le intenzioni dei contenuti. Partendo dai fatidici “Chi-cosa-quando-dove-perché” la  sezione del “come” intende dare ragioni e spiegazioni su persone e personaggi che trovano la loro realtà nel tempo e nello spazio attraverso le pagine di un libro, un giornale, una rivista, un luogo come una biblioteca, oppure un’entità virtuale come può essere una pagina web che si materializza in un sito o un portale.

 

Il pensiero, l’arte, la politica, la scienza, la lingua, la linguistica, la poesia e le altre sezioni simili caratterizzano i gusti, le scelte, le opzioni di chi si rivolge al libro e al suo mondo reale e virtuale, per concretizzare i suoi bisogni, finalizzare le sue necessità, confermare le sue scelte. E’ sempre il libro a fare la parte principale in uno scenario del genere perché ormai tutta la vita è un libro aperto davanti agli occhi dei lettori, in forma cartacea o digitale, aperto tra le mani, sul tavolo a casa o al tocco di un link.

 

Certamente lo sviluppo più straordinario della cultura del ventesimo secolo è quello che Italo Calvino chiamava la “polifonia” vale a dire la capacità di comprendere che tutti i generi letterari, in un modo od un altro, sono delle antologie di toni, di stile e di generi. I grandi poemi epici del resto come l’Iliade, l’Odissea, Beowulf e le Saghe nordiche scaturiscono da rime, indovinelli, poesie, storie che riecheggiano per tutto il mondo antico. Ma è anche chiaro che i romanzi si alimentano da una identica fonte sia letteraria che popolare o di altra natura.

 

Se dovessimo rintracciare un particolare momento quando questo tipo di letteratura che mi sento di definire “antologica”, come antologica è la conformazione di questo luogo virtuale che chiamiamo “Bibliofilia/Bibliomania”, potremmo trovarlo forse nell’anno 1922, anno in cui uscìrono l’”Ulisse” di James Joyce e l’opera poetica di Eliot “The Waste Land”. Sia questa che quella sono “antologie” letterarie che si basano in gran parte su citazioni, Ulisse su “pastiche”, e fanno dell’antologia il suo limite. Italo Calvino nella stesura del suo “Se una notte d’inverno un viaggiatore” va oltre Joyce perché, a mio parere, non si limita a “copiare” scrittori precedenti, ma addirittura riesce ad inventarne almeno dieci nuovi i quali però ci ricordano altri che non riusciamo a nominare e ricordare.

 

Ognuno dei suoi dieci scrittori contribuisce ad  aprire un capitolo del romanzo in cui la commedia, (o la farsa?), scaturisce dai tentativi ripetuti e disperati da parte del protagonista di collocare i successivi capitoli dei dieci romanzi. Quindi la storia di Calvino costituisce un’antologia di indovinelli narrativi: ciò che lo scrittore immaginato da Calvino, Silas Flannery, chiama “incipit”. Questi inizi ci conducono ad una serie di opposizioni interdipendenti: leggere e scrivere, mente e corpo, pubblico e privato, io e gli altri. Man mano che leggiamo ci rendiamo conto che il romanzo, fatto in apparenza solo di preliminari, si snoda anche lungo il filo narrativo di ciò che è inizio e continuazione. Un po’ come i post di questo sito, di tanti siti web, ma specialmente americani e inglesi, in cui gli inserimenti si succedono apparentemente senza connessione, ma pur sempre collegati al filo di una ricerca che diventa possibile narrazione e  rincorsa del significato della comunicazione.

Questa è l’essenza di “Bibliofilia/Bibliomania”, “tanti piccoli pezzi variamente uniti”, che formano un tessuto di connessioni alla cui base c’è il libro la comunicazione umana.

 

 

 

 

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