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Venga a pranzo da noi a Pompei duemila anni fa

Inaugurato dal Soprintendente archeologo di Pompei, Pietro Giovanni Guzzo, l’itinerario scientifico – gastronomico “De Gustibus”, realizzato negli scavi di Pompei. L’iniziativa, che si sviluppa tra orti e giardini di via dell’Abbondanza, propone una ricostruzione scientifica delle ricette alimentari preparate come 2000 anni fa da Plino, Apicio e Columella.

Francesco Paolo Maulucci Vivolo "A Cena con i Pompeiani Antichi"

I piatti e le specialità, approntate dall’Antica Erboristeria pompeiana e testate dal Laboratorio di ricerche applicate della Soprintendenza, sono state presentate negli spazi ricavati tra le antiche domus e i giardini dell’ultimo tratto di via dell’Abbondanza. Si sono dunque riproposte specialità alimentari che all’epoca erano considerati dei veri e propri primi piatti quale il “sugo d’orzo di spelta” preparato con ceci, lenticchie, piselli, cavolo, origano, ligustico, silfio, porri, coriandolo e aneto, tra gli altri; o una ricetta da secondo piatto come “l’ammorsellato di maiale” : olio, salsa di pesce, vino, scalogno e spalla di maiale cotto.

Insomma un viaggio nella storia dell’alimentazione attraverso la riscoperta di gusti, sapori e aromi di cui si sono perse le tracce. Anche perché gli elementi di base che venivano usati all’epoca, oggi, magari, hanno un utilizzo del tutto differente in cucina. Un dato che è emerso dall’excursus fatto da Annamaria Ciarallo, responsabile del Laboratorio di ricerche della Soprintendenza, è l’uso puntuale dell’aceto e della salamoia per salvaguardare i cibi dall’attacco dei batteri responsabili di provocare enteriti e infezioni. Così come il Soprintendente Guzzo ha sottolineato l’importanza scientifica dell’iniziativa che introduce il concetto della produzione di servizi come funzione produttiva della città e permette di ampliare categorie di diverso interesse quale, ad esempio, l’economia antica e il conseguente assetto sociale.

L’itinerario si sviluppa a partire dal Thermopolium dove è allestito uno spazio con piante rare e curiose e dove si potrà acquistare un sacchetto con essenze e spezie per la cucina, oltre ad olii e profumi per i corpo; quindi, nella casa di Loreio Tiburtino, si avrà la possibilità di ammirare il Parco a frutteto, ripristinato come prima dell’eruzione del 79 d.C., con: mandorli, cotogne, ulivi, viti, peri; infine, nella Casa di Venere in Conchiglia, c’è il giardino con le piante sacre. Il percorso prosegue verso i campi didattici e sperimentali dove l’azienda vitivinicola Mastroberardino, di concerto con la Soprintendenza, ha impiantato vigneti sperimentali curati con le antiche tecniche. L’itinerario termina con una visita alla Casa del Profumiere, dove c’è l’orto officinale, e con l’ultima Casa di via di Nocera.

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