Con il “manifesto” di Locke si toccano le radici più profonde del liberalismo, si comprendono quei valori che si oppongono alla Restaurazione inglese del secondo Seicento, alla repressione dei culti non anglicani, all’esclusione dalla vita pubblica dei cittadini di fede diversa da quella professata dai governanti. Contro queste manifestazioni di intolleranza Locke propone una riflessione destinata a trovare echi e applicazioni nei secoli a venire: elabora per la prima volta la teoria di un “governo limitato” ( o, come si dirà, costituzionale), sostiene la necessità di distinguere i poteri civili, proclama il diritto alla resistenza e alla rivoluzione. Inutile sottolineare le conseguenze che ne discendono in campo politico e, soprattutto religioso, dove l’intolleranza spesso si traduce (ne abbiamo esempi quanto mai vicini) in crimini contro la vita. Si impara molto ascoltando il messaggio di queste pagine:” La Lettera si legge in una sera – ha commentato il “Sole 24 ore” – e serve per tutta una vita”.

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