Testo straordinario per la sua “contabilità”, scorrevolezza e pregnanza, “La nave dei folli” è forse il libro tedesco che ha avuto più fortuna nei secoli: un grande classico che si colloca nella scissura tra vecchio e nuovo mito, a conclusione del Gotico e a inaugurazione dell’inevenzione del nuovo mondo. Brant, nato a Strasburgo ma vissuto a Basilea dove insegnò a quella università, fu uno dei primi “ consulenti editoriali” della storia: seppe servirsi della stampa in maniera moderna.
Raccolse intorno a sé una equipe di illustratori, il principale dei quali fu Albrecht Durer, che eseguirono le xilografie che illustrano l’opera, composta dunque da una “colonna sonora” e da un indissolubile commento grafico, sì da articolare una irresistibile “Totentanz”, tragica ma non priva di tocchi umoristici: clamorosa satira, coloratissima “festa dei pazzi”, orrenda e allegra kermesse che nella sua straordinaria giocosità è fonte di sicuro divertimento ma anche momento di attenta meditazione per ciascun lettore.

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