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Sapete cosa sono i "palinsesti"?

I palinsesti sono, nella maggior parte dei casi, manoscritti medievali vergati su fogli di pergamena di reimpiego, dalla quale è stata erasa o lavata via la scrittura. La pergamena era un materiale costoso, pertanto i libri vecchi venivano sacrificati. Comunque tracce della vecchia scrittura sono rimaste visibili in percentuali più o meno alte. Per secoli i segreti dei palinsesti hanno affascinato gli studiosi, per la loro importanza in vari campi del sapere. Nel XIX secolo furono i sussidi chimici a essere impiegati per decifrare i testi scomparsi. Spesso tuttavia l'uso delle sostanze chimiche ha prodotto danni irreversibili.

Antico codice manoscritto: inizi XV secolo
Alcuni successi vennero quindi ottenuti nel XX secolo grazie all’impiego, decisamente meno invasivo, della fotografia e della fluorescenza ai raggi UV. Oggigiorno gli sviluppi tecnologici della digitalizzazione, dell’analisi multispettrale e della rielaborazione elettronica delle immagini offrono promettenti sviluppi, evitando danni per i libri, che sono un’eredità culturale inestimabile.
Il progetto e i risultati
Attraverso il programma Cultura 2000, la Comunità Europea ha finanziato un progetto pilota triennale finalizzato alla ricerca nel campo della decifrazione dei palinsesti greci. Il progetto Rinascimento virtuale (novembre 2001-ottobre 2004), guidato dall’Università di Amburgo, raccoglie più di 50 istituzioni di 26 paesi d’Europa (con l’inclusione di 8 istituzioni di paesi dell’Europa centrale e orientale). Congressi, mostre e pubblicazioni hanno informato il più vasto pubblico sui contenuti della ricerca sui palinsesti. Torino, BN, ms C.V.25, c.53 Le attività del progetto hanno prodotto risultati di notevole rilievo: sono stati censiti centinaia di palinsesti greci in numerose biblioteche d’Europa, del Vicino Oriente e dell’America Settentrionale, si è proceduto alla digitalizzazione di alcuni di essi, sono state rintracciate interessanti testimonianze di antiche fasi di trasmissione di testi classici, cristiani e bizantini, con l’aggiunta di conoscenze negli ambiti della paleografia e della codicologia.
Le soluzioni tecnologiche esperite possono essere applicate non solamente ai palinsesti, ma anche a tutti i manoscritti danneggiati dall’acqua o dal fuoco, come mostra il caso del codice di Torino danneggiato in occasione dell’incendio che devastò la Biblioteca Nazionale nel 1904. In questo caso il restauro non riguarda solamente la scrittura inferiore, quanto piuttosto, dopo che la pergamena è stata carbonizzata dal fuoco, sia la scrittura inferiore sia quella superiore. (vai a link)

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