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Che cos'è l' Anglomania

Di tutte le “manie” di cui l’uomo è artefice, la mania dei libri ben si affianca a quella che ha visto, e forse non vede tanto più oggi, gli Inglesi al centro delle attenzioni di altre culture. Ci riferiamo al fenomeno dell’ “Anglomania” che per diversi secoli ha afferrato molte menti e cuori, non solo del nostro continente ma anche di fuori. Va comunque detto che al sentimento dell’ “Anglomania” spesso si è opposto l’ “Anglofobia”, ma quest’ultimo non ha fatto che aumentare ancora di più il primo in un modo od un altro. A sua volta gli Inglesi, gonfiati a dismisura per questo acceso sentimento nei loro confronti, ne hanno generato un altro, specialmente nei confronti degli Europei, che va sotto il nome di “Eurofobia” non contrastato però, a quanto ci risulta, da “Euromaniaci”!

Ad ogni modo è l’”Anglomania” che ha caratterizzato molti europei nel corso dei secoli come ad esempio, Giuseppe Mazzini, Theodor Herzl, Andrè Malraux con la loro ammirazione per il “gentiluomo” inglese. Altri hanno visto i parchi inglesi come dei simbolici giardini nei quali si esprimeva il senso della libertà. I romantici tedeschi, primo fra tutti Goethe, consideravano Shakespeare come il genio del nord. Lo stesso Hitler ricordiamo che nominò il Bardo cittadino onorario tedesco. Ma fu soprattutto per estensione il liberalismo britannico-americano ad attirare molti continentali. Voltaire riteneva che il libero commercio inglese ben si combinava con la libertà politica che quei paesi ispiravano. Carlo Marx li considerò entrambi un inganno capitalistico. D’altra parte “Anglofobi” come l’Imperatore Guglielmo II, considerava gli Inglesi, gli Americani e gli Ebrei i nemici pericolosi dell’Europa. Gli antisemiti vedevano Londra, con la sua grande Borsa dei Cambi, come il centro della cospirazione anglo-ebraica che voleva governare il mondo.

L’autore di questo libro, Ian Buruma, di origini olandesi, anglofilo lui stesso, educato in Olanda e Giappone, con esperienza di studio e di lavoro globale, ha racchiuso in queste pagine ricordi personali e ritratti biografici sia di anglofili che anglofobi. Egli esamina argutamente la distanza e la separazione tra le Isole Britanniche e il Continente europeo e tra questi e il Continente americano. Per metà olandese e metà inglese, nato in una famiglia anglo tedesca di origini ebraiche, incarna il perfetto osservatore innamorato, critico e appassionato dei pregiudizi mortali degli Europei sia nei

confronti degli Inglesi che dell’Inghilterra e di questo nei confronti dell’Europa e degli Europei.

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