Questo sito contribuisce alla audience di

"Un anno nella merda"

Stephen Clarke è un uomo d’affari inglese mandato dalla sua società a Parigi nel mese di settembre del 2002. Vi è rimasto fino alla primavera del 2003 allorquando è scoppiata la guerra in Iraq. Dal risvolto del libro si legge che non aveva mai scritto niente prima d’ora, che non fossero relazioni di lavoro sul caffè inglese e sulle abitudini francesi a tavola. Ma durante la sua permanenza a Parigi è stato colpito da questo tipo di esperienza e il libro gli è venuto fuori come viene fuori la “merde” ad ogni oca, per usare un’espressione tipicamente inglese. “Un anno nella “merda” è stato pubblicato a sue spese in inglese in Francia, diventando immediatamente un best seller. Che si amino oppure no i francesi, questo libro dà ampie possibilità di prendere posizioni in merito.

A Year in the Merde by Stephen Clarke

“Merde” narra le avventure e disavventure di Paul West, un uomo d’affari inglese che viene mandato a Parigi per impiantare ed aprire una “tea room” inglese. E’ in questa occasione che fa la conoscenza con la lingua e la cultura francesi a Parigi. Il libro non è come il famoso “Un anno in Provenza”, né ha la dolcezza di “Sotto il sole toscano” e libri simili scritti da estasiati immigrati britannici in Francia o in Italia. L’approccio dell’autore in questo libro è quello che in genere si può avere quando si pensa all’odore del formaggio francese! Ed è proprio ciò che rende assai spassosa e frizzante la sua lettura.

“Merde” è sia una metafora che una fotografia della realtà. Basti pensare al fatto inoppugnabile, di cui parla l’autore nel libro, che a Parigi i cani depositano 15 tonnellate di cacca nelle strade ogni anno, il che fa andare in ospedale per malattie da cadute e altre scivolate varie, circa 650 persone ogni anno. Il resoconto che Clark fa di come fronteggiare queste situazioni nei luoghi è uno dei punti più divertenti del libro. Naturalmente la “merde” in senso metaforico attraversa tutto il racconto, ma ci si ritrova subito anche immersi in operazioni di affari, di sesso oppure di compravendita di case in campagna. E’ sempre il boss del personaggio del libro che attraversa la strada che percorre l’autore e che riguarda il modo di vivere e di pensare dei francesi.

Parigi è quella grande città nella quale a tutti piacerebbe di vivere a condizione che uno sia un avventuriero. Se ti mordono devi sapere contro cambiare. La forza di lavoro presente sul posto è gigantesca dal punto di vista burocratico e sembra fatta apposta per assicurare a tutti un posto, sia che il lavoro venga fatto, oppure no. Troppi posti di lavoro sono delle vere e proprie sinecure. Si lavora per sole 35 ore. L’anno comincia a settembre dopo le vacanze di agosto. Finisce a maggio, se si pensa alle vacanze che cadono nei mesi di giugno e luglio. Solo l’ “amour” viene prima, se si deve dichiarare sciopero. Ma non tutto è perduto, comunque. I trasporti pubblici, quando non sono in sciopero, sono sempre in orario ed economici. “Detto in poche parole, scrive l’autore del libro, Parigi ha un servizio di trasporti che trasporta il pubblico piuttosto che convincere la gente a smettere di usare l’auto”.

L’opinione che si è fatta Clark di come si sia costituita l’Unione Europea è davvero ingegnosa e abbastanza plausibile nella struttura del racconto. La fattoria di maiali preferita da De Grulle stava per fallire e ciò voleva dire che egli non sarebbe stato più in grado di fare apprezzare le sue salsicce. Per questa ragione inventò il Mercato Comune, per finanziare l’allevamento di maiali e assicurare un futuro alle salsicce secche francesi!

Nel libro, inoltre, ci sono numerose finestre sulla vita di Parigi e su come I Parigini vivono. Il modo migliore, ad esempio, egli dice, per trovare un appartamento, è quello di innamorarsi di qualcuno/a e trasferirsi da lei/lui. Il sesso, con l’amorale esempio della figlia del capo, è un esempio che funziona bene. Ci sono anche alcuni consigli su come fronteggiare l’infame burocrazia francese. Avere un conoscente in banca significa avere più possibilità di vedersi assegnare un mutuo. Ovviamente, queste cose accadono anche altrove.

Questo è un libro davvero divertente. La storia è descritta molto bene, con un certo equilibrio tra l’ilarità, la satira e il paradosso. L’ “alter ego” dell’autore, Clark, fa da ottimo commentario alla società francese e parigina in genere. Lo si deduce dal fatto che si annuncia una sequela al libro con ulteriori avventure dell’autore. Non c’è che dire: “Savor the merde!”

Ultimi interventi

Vedi tutti

Link correlati