Questo sito contribuisce alla audience di

Da Francesco de Sanctis a Walter Tobagi

Attraverso la storia del sindacato dei giornalisti è possibile ricostruire una parte importante della storia del giornalismo italiano del Novecento, la quale si intreccia fortemente con la stessa vicenda della nazione italiana. Una storia che vede personalità grandi e riconosciute quali Luigi Alberini, Alberto Bergamini, Salvatore Barzilai, così come numerosi colleghi meno noti, e però mossi da un ideale comune: lottare insieme in una stessa struttura, a difesa della libertà di stampa e delle condizioni economiche e sociali di chi la esercita professionalmente.














Nell’ambito della collana “Storia Storie del giornalismo”, che pubblica studi, ricerche e tesi di laurea premiati dall’Ordine dei Giornalisti della Lombardia sulla storia del giornalismo italiano e sui suoi protagonisti, è fresco di stampa un documentato e stimolante testo che ripercorre la storia del sindacato dei giornalisti dalla sua prima manifestazione (rintracciabile nell’Associazione della stampa periodica italiana presieduta da Francesco De Sanctis) fino ai cosiddetti “anni di piombo”, che hanno visto la barbara uccisione di Walter Tobagi, brillante giornalista del “Corriere della Sera”, presidente dell’Associazione lombarda dei giornalisti, per mano delle Brigate Rosse. Il sindacato dei giornalisti di Federica Mazza, pubblicato da Libri Scheiwiller, è il frutto di una tesi di laurea svolta dall’autrice sotto la guida di Franco Abruzzo, presidente dell’Ordine dei giornalisti della Lombardia, amico e collaboratore per anni alla “Lombarda” dello stesso Tobagi. Proprio nel venticinquesimo anniversario della morte, avvenuta il 28 maggio 1980, questa ricerca ripropone, all’interno della storia sindacale dei giornalisti, l’opera e la testimonianza dell’inviato del “Corriere” come un punto fermo e un modello di serietà professionale, di tensione etica, di capacità di analisi e di penetrazione dei problemi, drammaticamente suggellato da quello che lo stesso Abruzzo definisce un “martirio” in nome del valore irrinunciabile – pagato a carissimo prezzo - della libertà di stampa. Un testo, quindi, che ripercorre la storia sindacale dei giornalisti dagli inizi ottocenteschi alla nascita della Federazione nazionale della stampa italiana, dalla firma del primo contratto collettivo di categoria (1911) agli anni duri del fascismo, dalla recuperata libertà di stampa e di associazione fino ai contratti stipulati e ai congressi celebrati dal dopo guerra agli anni Settanta. Conclude il libro la ricostruzione dell’esperienza sindacale di Walter Tobagi e la nascita della corrente di “Stampa democratica”, un profilo dello stesso Tobagi e di Mario Borsa, il direttore del “Corriere della Sera” degli anni 1945-46 che il giovane collega assassinato dalle Br aveva più volte rievocato nei suoi discorsi e nei suoi scritti, prendendolo a modello di onestà e di serietà umana e professionale.

Ultimi interventi

Vedi tutti

Link correlati