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La saponetta di Berlusconi al museo di Basilea

Un artista svizzero ha trasformato in sapone il grasso tolto dai fianchi del premier con una liposuzione. 15.000 euro per un pezzo di grasso berlusconiano trasformato in un'opera di arte moderna. È questo il prezzo per l'ultima creazione dell'artista italiano - svizzero d'adozione - Gianni Motti che dichiara all'autorevole settimanale "Weltwoche"di aver ottenuto la massa di grasso che il Presidente del Consiglio, in un intervento di un anno e mezzo fa, si sarebbe fatto togliere in una clinica svizzera. Di quel grasso Motti ne ha fatto un sapone che sarà esposto dal 14 giugno alla rassegna di arte moderna "Art Basel". Nome dell'opera: "Mani pulite".

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Secondo la ricostruzione del periodico svizzero, Gianni Motti, 47 anni, sarebbe venuto in possesso del grasso presidenziale per pura fortuna ossia tramite un amico che lavora proprio nella clinica a Lugano in cui il premier si è ritirato all’inizio del 2004 e dalla quale è uscito qualche giorno più tardi visibilmente dimagrito, sia in viso che sui fianchi.

Sembrerebbe quindi che si tratti proprio dei resti dell’ormai famoso intervento del nostro capo di governo. Avendoli in mano, Motti, artista “d’azione”, mai avaro di provocazioni - nel ‘97 si infiltrò in una seduta dell’ONU e, prendendo il posto di un diplomatico indonesiano, tenne pure un breve discorso - cominciò immediatamente a chiedersi cosa “di artistico” ne potesse fare. “Mi è venuto in mente che spesso si usa grasso animale per fare i saponi. Ma pensavo anche all’operazione Mani Pulite, che è diventato poi il titolo della creazione. Comunque, all’idea di usare un pezzo di vero Berlusconi per lavarsi mi sono divertito subito”.

È difficile immaginare che un possibile acquirente vorrà fare proprio questo uso del sapone, dal momento che si tratta di un’opera unica del valore di circa 15.000 euro. Ma Motti è sicuro di vendere la sua opera. “Forse la comprerà Berlusconi stesso - suppone - si sa che spesso acquisisce tutti i diritti di una foto che lo mostra in modo sfavorevole solo per impedirne la diffusione. Così potrebbe anche fare con il sapone, ma probabilmente non lo farà, perché si sa anche che in realtà non apprezza l’arte moderna”.

9 giugno 2005 - Carsten Wollenweber 

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