

Il 5 settembre 1905, cento anni fa, nasceva a Budapest Arthur Koestler, “passeggero del secolo che non restò al finestrino”, che nelle sue opere ricche di spunti autobiografici mette a fuoco la violenza franchista, la resistenza al nazismo, la natura dei totalitarismi, i crimini dello stalinismo, offrendo una testimonianza lucidissima, affascinante e autentica su uno dei momenti più tragici della recente storia europea. E’ racconto degli anni parigini dell’autore fra il 1939 e il 1940, dallo scoppio della guerra, all’invasione tedesca, all’espatrio clandestino, scritto “a caldo” nei primi mesi del 1941.

galloway









