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Il Nobel dell' "assurdo"

Il drammaturgo inglese Harold Pinter, 75 anni, ha vinto Nobel per la Letteratura 2005. E’ la prima volta in dieci anni che il premio per la Letteratura viene annunciato una settimana dopo i premi per la Medicina, la Fisica, la Chimica e la Pace. «Nelle sue commedie» si legge nell'annuncio del premio pubblicato sul sito web dell'Accademia di Svezia, «si scopre il precipizio che si nasconde sotto le chiacchiere di tutti i giorni e si fa strada nelle stanze più segrete dell'oppressione». L'ho conosciuto a Londra negli anni sessanta ed è un grande.

Se visitate il suo sito troverete in apertura quanto segue che vi traduco:

“Nel 1959 ho scritto quanto segue:

“Non ci sono distinzioni tra ciò che è reale e ciò che non reale, nè tra ciò che è vero e ciò che è falso. Una cosa non è necessariamente vera o falsa; può essere sia l’una che l’altra cosa.”

Io penso che le due affermazioni hanno ancora un valore e si possono applicare all’esplorazione della realtà per mezzo dell’arte. Perciò come scrittore io credo che sia così ma come cittadino non posso credere una cosa del genere: che cos’è la verità, che cos’è il falso?”

E voi sapete che cos’è il vero e che cos’è il falso? Questo ve lo chiedo io. Proviamo a rispondere…

Il nuovo premio Nobel per la letteratura 2005 non è un personaggio facile. L’ho conosciuto nei primi anni settanta in Inghilterra, in un corso all’università di Londra organizzato anche dalla BBC.

“Conosciuto” significa che l’ho visto di persona, ad una conferenza sul teatro dell’assurdo, la sua specialità nel teatro. E’ un intellettuale di sinistra, è un intellettuale dalle lunghe pause, è stato colpito dal cancro dal quale continua a difendersi, ha rifiutato un seggio alla camera dei Lord propostogli dal premier conservatore Major, ha definito Blair “un idiota ingannatore”, Bush “un assassino di massa”, è un intellettuale che gioca sul filo di più identità: quella di scrittore teatrale, di poeta, di politico, di cittadino. Io lo trovo molto inglese, una razza di inglesi, anche se di sinistra, che va scomparendo, alla stessa maniera di quelli di destra che sono già scomparsi. Comunque è anche un grande regista teatrale, uno degli ultimi rimasti al mondo.

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