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La letteratura italiana: "Globalizzata e banale"

Nemmeno la sinistra, da sempre arbitra dei destini di scrittori e letterati, riesce a reclutare la classe intellettuale. La Francia boccia la letteratura italiana, i nostri scrittori sono molto banali.

Marianna non perdona! “Globalizzata e banale”. Con questo giudizio sprezzante Dominique Fernandez, appassionato esperto di letteratura italiana, ha voltato di colpo le spalle alla nostra produzione letteraria. Nel mondo anglosassone viene ritrattato il modesto credito accordato, fuori dai confini italiani, a Renato Guttuso. Il pittore scomparso è indicato come un “imbrattatele”. “Tabucchi è esile, Busi è orrendo”, dice il critico francese. In realtà, cinema, teatro e letteratura sono in perpetua lotta contro lo scoraggiamento. Giulio Einaudi era riuscito a creare un geniale scrittore.

Aveva candidato Leonardo Sciascia con il suo racconto “Candido” al premio Campiello. “Candido” versa lamenti sulla grande mediocrità della vita italiana dominata da due “tiritere”, la democrazia cristiana e la comunista, che alla fin fine sono un’unica “camicia di forza” che soffoca lo slancio vitale di un intero paese. Stanco di una realtà così cretinizzante, il protagonista del racconto di Sciascia (morto esattamente sedici anni fa) emigra: l’ottimismo dell’eroe di Voltaire lo porta a credere in un “altrove”, in un aldilà, in un paradiso in cui sarebbe bello vivere. “Le anime morte” della letteratura che manovrano il Campiello esclusero “Candido” dal premio preferendo alcuni scrittorelli a Sciascia il quale voleva tenere testa al successo senza la befana dei concorsi letterari. (vai al link)

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