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Se l'universo brulica di alieni...dove sono tutti quanti?

Se ci sono quattrocento milioni di stelle solo nella Via Lattea, e forse quattrocento milioni di galassie nell’Universo, è ragionevole che là fuori, in un cosmo che ha quattordici miliardi di anni, esista – o sia esistita – una civiltà avanzata almeno quanto la nostra: è l’enormità dei numeri a pretendere che sia così. Ma allora perché gli extraterrestri non ci hanno lasciato tracce, messaggi, artefatti? Se le dimensioni e l’età dell’Universo sostengono con forza l’esistenza di popolazioni aliene, perché non ne abbiamo testimonianza? Dal giorno del 1950 in cui, parlando con i colleghi alla mensa di Los Alamos, un serissimo Enrico Fermi domandò: «Dove sono tutti quanti?», questo paradosso porta il suo nome. Io una risposta ce l’avrei. Ma leggete fino in fondo prima.

Negli anni, schiere di scienziati di primo piano, ma anche filosofi, storici e autori di fantascienza, si sono cimentati con il paradosso di Fermi: qualcuno sostiene che gli alieni siano – non riconosciuti – già in mezzo a noi, altri affermano che semplicemente le civiltà extraterrestri non ci abbiano ancora comunicato la loro presenza, e come si può immaginare non mancano gli scettici.

Stephen Webb, fisico teorico e appassionato collezionista delle soluzioni del paradosso di Fermi, presenta le più belle in questo libro, dandone un resoconto rigoroso, comprensibile e divertente: un potente e inconsueto esercizio intellettuale per gli amanti della scienza e del pensiero speculativo.

 

 

«Chiunque abbia considerato la possibilità che altre civiltà esistano da qualche parte nella nostra galassia amerà questo libro. Troverà molto con cui essere d’accordo, e molto da discutere, in questo volume davvero accessibile.»

Science

 

«Se fossi Robinson Crusoe – naufrago e solo su un’isola nello spazio – vorrei questo libro con me.»

Mercury Magazine

 

«Splendido e divertente.»

Scientific American

 

«Ai fan della fantascienza piaceranno i frequenti riferimenti a Star Trek, mentre i più rigorosi apprezzeranno le idee di Carl Sagan, Fred Hoyle, Frank Drake e Freeman Dyson. Questo libro è un must per tutti quelli che si sono chiesti: “Siamo soli?”.»

Astronomy

 

«Un’affascinante guida al crescente dibattito scientifico sull’esistenza della vita extraterrestre […]. Il lettore riceverà un’istruzione di base in molti campi della scienza, tra cui astronomia, biologia, chimica, geologia, meteorologia e perfino psicologia. Webb è chiaro, divertente e imparziale nei confronti di ciascuna delle cinquanta opinioni.»

«Washington Times»

 

Se avete capito bene nel libro si parla di accertare le “presenze” di alieni su questa nostra Terra, perché non è possibile che in tutto questo infinito spazio ci siamo solamente noi. Io propendo per una ipotesi che non ha niente di scientifico ma tutto di terreno. Gli “alieni” ci sono tra di noi, non in forma rivelata come tali, bensì nelle spoglie di persone normali, ma “normali” solo in apparenza. Insomma in tutto e per tutto sono persone come tutti noi. Ciò che ci distingue da essi, però, sono i contenuti, i loro comportamenti, le loro azioni, le realizzazioni. In altre parole, “persone-aliene” che non appartengono alla razza umana, ma sono incarnazioni astrali. Si manifestano in positivo come santi, eroi, pazzi, geni…oppure anche in negativo come assassini, folli, deviati, idioti… Sia gli uni che gli altri non riescono a trovare una giusta collocazione su questa terra che li renda simili ai loro simili. Sono incompresi nel bene e nel male, perché sia il bene che il male sono dimensioni che non appartengono a loro. Lo so che questa mia idea non è “culturalmente corretta”, ma voi leggetevi il libro e poi ripensateci!

 

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