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“Freegans”: cacciatori dei rifiuti

La nuova spesa? Si fa nel pattume. In Usa nasce il movimento contro gli sprechi. Non solo i barboni rovistano nei cassonetti per mettere insieme una cena. Da un po' di tempo in America, più di recente in Gran Bretagna, lo fanno anche avvocati, commercialisti e professori. I “freegan”, così si chiamano i cacciatori di rifiuti, non sono mossi da necessità. Frugano nelle discariche per una convinzione ideologica: combattere gli sprechi della nostra società. E già i supermercati tremano.

 Ogni anno in America vengono gettate 17 milioni di tonnellate di cibo ancora buono. Non solo, la metà degli alimenti prodotti viene buttata via. E ancora: gli sprechi delle famiglie Usa ammontano a 600 euro all’anno. Numeri da capogiro, che hanno spinto alcune persone ad adottare misure ad hoc. Perché fare la spesa nei supermercati, pagando, quando senza toccare il portafoglio si può mangiare frugando nelle discariche? Detto, fatto.

 

Così è nato il “freeganism”, figlio della cultura “no-logo” e dell’antiglobalizzazione, che raccoglie chi è “free”, libero, e “vegan”, cioè “vegano” (sono le persone che non mangiano prodotti di derivazione animale). Non tutti i “freegan” sono nati vegetariani, ma hanno fatto di necessità virtù: è più difficile trovare carne ben conservata nell’immondizia. Molto meglio affidarsi su frutta e verdura.

 

La dieta magari non convincerà i nutrizionisti, ma secondo Adam Weissman, guru del movimento, non ha controindicazioni: “Sono 10 anni che faccio la spesa nella discarica ed eccomi qui. La data della scadenza non è mai quella indicata nella confezione. Gli alimenti sono commestibili ancora per giorni”.

 

Certo quelli freschi hanno un altro sapore, lo sanno anche i “freegan” . Non per altro preferiscono organizzare le loro spedizioni notturne, i “dumping diving” (immersioni nel pattume), nei mercatini di strada. Alla fine della giornata, ai bordi della strada e sui marciapiedi rimangono ancora meloni, banane, patate, pere. Tutta merce di giornata.

 

Il movimento ha già portato scompiglio nei supermercati oltreoceano. Per far fronte agli “anarchici della zucchina”, come con disprezzo definiscono i “freegan”, le catene hanno iniziato a lucchettare i bidoni delle immondizia e hanno assoldato dei vigilantes, per presidiare le aree rifiuti anche dopo la chiusura dei magazzini. Iniziative che però non sembrano frenare i cacciatori di rifiuti che, attraverso il sito ufficiale “freegan.info”, stanno già organizzando il prossimo “dumping diving”.

 

da: “TGcom”

 

 

 

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