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Il classico di una vita

Tutti hanno un “classico” nella propria vita. E chissà perché tutto ciò che è memorabile, in un modo od un altro, è “classico”. E’ classica la risata dello stupido, lo scivolone del poeta che cade nella botola mentre guarda le stelle, è classico il bidone inteso come fregatura e come spazzatura, è classica la ritirata strategica, il politico che fa la dichiarazione scontata, il gol dell’ultimo minuto, il bestseller che vende un milione di copie ma è un libro stupido, la bugia dello studente che fa filone a scuola, la bufala del primo aprile, la fregatura del fondo in borsa, il risultato delle urne elettorali. Se ci pensate bene tutto può diventare un “classico”. Ne ricordo una io che riguarda il genio matematico. A Napoli c’era un famoso genio matematico che andava a passeggio portando al laccio una gallina: un classico del genio matematico! E classici sono, ovviamente, anche i libri.

Torna dal primo febbraio, per concludersi l’8 giugno, «Il classico di una vita», la manifestazione promossa e organizzata da Telecom nell’ambito del Progetto Italia. Giunta alla seconda edizione, «Il classico di una vita» prevede dieci appuntamenti con personaggi del mondo della cultura, dello spettacolo e dell’informazione invitati a scegliere e leggere un classico della letteratura, incalzati da Michele Mirabella, da Piero Dorfles e del giornalista di Radio Rai Marino Sinibaldi. Il tutto in una «location» quanto mai originale: la chiesa di San Lorenzo in Lucina. Si comincia il primo febbraio con monsignor Gianfranco Ravasi e il «Cantico dei cantici» (moderatore Dorfles).

Il programma prosegue il 16 febbraio con lo chef Gualtiero Marchesi e «Le guide culinarie» di Auguste Escoffier (Mirabella); il 23 febbraio con Pietro Asor Rosa e l’«Orlando Furioso» di Lodovico Ariosto (Mirabella); il 9 marzo con Gianni Vattimo e «La montagna incantata» di Thomas Mann (Dorfles); il 23 marzo con Gigi Proietti e «Moby Dick» di Herman Melville (Sinibaldi); il 6 aprile con Ferzan Ozpetek e «Poesie d’amore» di Nazim Hikmet (Sinibaldi); il 27 aprile con Enrico Mentana e «Il partigiano Johnny» di Beppe Fenoglio (Mirabella); l’11 maggio con Massimo Ranieri e «Metello» di Vasco Pratolini (Sinibaldi); il 25 maggio con Melania Mazzucco e il «Satyricon» di Petronio Arbitro. Si chiude il 9 giugno con Margherita Hack e «Pinocchi» di Carlo Collodi. Tutti gli appuntamenti sono alle 21 a ingresso libero fino a esaurimento posti. «Questa rassegna - dichiara Andrea Kerbaker di Progetto Italia - riassume l’intento di fondo dell’azienda come fonte di contributo nell’ambito culturale di un Paese.

I’impegno si concretizza nell’entrare in comunicazione diretta con la gente ripulendo le materie, sia umanistiche che scientifiche, dall’obsoleta patina scolastica». Così nasce «Il Classico di una vita», che non è solo lettura, ma una «conversazione dal vivo - come la definisce Mirabella - a dispetto delle frenesie dei nostri giorni. Un viaggio alla scoperta del sano piacere della conversazione fatto di pause e di ascolto». In un Paese in cui l’interesse per la lettura è in forte diminuzione, il successo di questa iniziativa rappresenta un respiro, una speranza per una nuova fioritura della cultura nazionale.

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